Caro carburante, caldo estremo e tanti turisti, in particolare dall’estero. Sono questi i fattori che soffiano sui rincari dell’estate italiana. Così, mentre diverse località della penisola registrano il “tutto esaurito” in questo weekend ferragostano, c’è chi è costretto a rinunciare alla vacanza. Il Centro studi Fipe-Confcommercio stima che 13 milioni di italiani si concederanno le ferie nella settimana centrale di agosto.
Mentre un’indagine di Coldiretti-Ixè quantifica in 29 milioni gli italiani che trascorreranno la festa di ferragosto fuori casa tra montagna, mare, laghi e campagna. Metà di questi si arrangia, metà si siede comodo. Circa sette milioni di connazionali, infatti, organizzeranno picnic o grigliate fai-da-te e altri otto milioni saranno ospiti a casa di parenti e amici. I restanti pranzeranno presso ristoranti, agriturismi, bar, sagre locali. Solo per il pranzo o la cena del 15 agosto, Fipe pronostica consumi di oltre un miliardo di euro.
I prezzi ai ristoranti
Il prezzo medio di un menù completo, bevande incluse, secondo Fipe-Confcommercio, si aggira intorno ai 63 euro rispetto ai 61 euro dell’anno scorso. Un ritocco del 3,3% che, però, varia molto a seconda della location. Codacons invita a prestare massima attenzione. «In occasione del Ferragosto chiediamo controlli più rigorosi sui prezzi praticati nelle località turistiche, soprattutto in alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, parcheggi e servizi di trasporto e turistici», avverte Stefano Zerbi, portavoce Codacons.
«L’aumento della domanda non può giustificare rincari ingiustificati, supplementi poco trasparenti o differenze tra prezzi pubblicizzati e applicati. Invitiamo i consumatori a verificare sempre, chiedere chiarezza sui costi aggiuntivi e conservare scontrini e ricevute, segnalando eventuali irregolarità».
Salasso carburante
Prosegue anche il rally del carburante. L’Osservatorio sui prezzi del Mimit fotografa che, sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio self-service della benzina sfiora due euro al litro mentre il gasolio sfonda questo tetto. Va peggio in autostrada. Nelle ultime settimane l’aumento pesa il 27,6% sul diesel e il 17% per la benzina. Rispetto allo scorso ferragosto, Assoutenti parla di 22,55 euro in più per un pieno di gasolio alla pompa, 14,3 euro per la verde.
Note dolenti anche per chi viaggia in mare. Il rialzo generalizzato delle tariffe dei traghetti, a seguito dello scoppio della guerra in Iran, si è tradotto in incrementi medi dell’11%. Secondo Assoutenti, una famiglia con due figli e auto al seguito, con partenza l’8 agosto e ritorno il 16, deve sborsare 807 euro da Napoli a Palermo, 1.412 euro da Genova a Porto Torres, 1.665 euro da Civitavecchia a Olbia.
Quanto spende una famiglia con due figli?
Sempre Assoutenti, calcola che una famiglia con due figli deve mettere in conto una spesa di 2.025 euro per una settimana presso una struttura ricettiva a tre stelle o similare in alta stagione. Un rincaro medio del 12,6% rispetto al 2025 con punte molto più alte nelle destinazioni più gettonate. Già a giugno, i motori di ricerca specializzati in prenotazioni alberghiere mostravano scarse disponibilità di camere libere in molte località.
«Il conflitto mediorientale ha avuto un impatto non solo sulle scelte vacanziere ma anche sulla spesa per la villeggiatura», sottolinea Gabriele Melluso, presidente Assoutenti. «L’incertezza internazionale, unitamente all’allarme jet fuel e al rischio di cancellazioni voli, ha spinto una buona fetta di italiani a scegliere mete nazionali. Ciò ha portato un aumento della domanda presso le strutture ricettive con un conseguente aumento delle tariffe. Di pari passo, sono salite le tariffe aeree dei voli nazionali e quelle dei traghetti».
Il “substitution effect”
Come confermato da un recente studio Ocse sui trend turistici, in casi di crisi, esiste un “substitution effect”: in pratica, si tende a restare sul proprio territorio o si ripiega su una meta più vicina e percepita meno a rischio. Di qui, i turisti stranieri che hanno scelto l’Italia. La vecchia legge di domanda-offerta ha fatto il resto. Secondo le associazioni dei consumatori, il trend al rialzo impatta sulle vacanze.
«Le famiglie preferiscono viaggi più brevi e frequenti, magari tre o quattro pernottamenti, spalmati tra giugno e settembre. Un’autodifesa indispensabile per contrastare i rincari», conclude Melluso.Ma la maggiore capacità di spesa dei turisti stranieri spinge la spirale di aumenti? «Non si può imputare la causa degli aumenti esclusivamente all’elevata capacità di acquisto degli stranieri», evidenzia Michele Carrus, presidente di Federconsumatori.
“Tagli e rinunce sempre più gravose”
«È sicuramente un elemento ma non l’unico. Con il caro energia i costi da sostenere per gli esercenti aumentano ma il vero problema è che, quando riscendono, i prezzi applicati alla clientela non sono adeguati al ribasso. E a fare le spese di questa dinamica sono sempre le famiglie». Un’indagine dell’istituto di ricerca Emg per Facile.it stima in quasi 6,7 milioni gli italiani che non faranno vacanze quest’estate (erano 8,4 nel 2025): per 4,4 milioni le ragioni sono economiche.
«Sulla spinta dei rincari, soprattutto energetici, si protrae una difficoltà che ha portato le famiglie a tagli e rinunce sempre più gravose», rimarca ancora Carrus. «Tagli che intaccano settori vitali e non possono non toccare le vacanze. Anche qui le disparità tra famiglie sono enormi: c’è chi non ha problemi a sostenere i costi e chi rinuncia del tutto a trascorrere qualche giorno fuori oppure opta per soluzioni estremamente economiche o cerca ospitalità presso amici e parenti. Anche in vista dei rincari che aspettano le famiglie a settembre fra scuola, energia e scadenze fiscali. Per non parlare del caro carburanti, che non si arresta».
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ANNA MARIA ANGELONE
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