La Calabria torna ad assumere un peso rilevante nella fotografia della sicurezza tracciata dal Dossier Viminale 2026, presentato in vista del Ferragosto. Un quadro nazionale che evidenzia, nel primo semestre dell’anno, una diminuzione dei principali reati, ma che dedica particolare attenzione al fronte della prevenzione antimafia e, in questo ambito, anche agli interventi sulle grandi opere che interessano direttamente la regione.

 

Il dato più significativo riguarda proprio il sistema dei controlli antimafia. Tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026 sono stati adottati complessivamente 577 provvedimenti interdittivi. Le interdittive sono passate dalle 416 del primo semestre 2025 alle 499 dei primi sei mesi del 2026, con un incremento del 19,9%. In particolare, le informazioni antimafia sono cresciute da 293 a 387, pari a un aumento del 32,1%, mentre le comunicazioni antimafia sono state 112, contro le 123 dell’anno precedente.

 

Ed è proprio qui che compare esplicitamente la Calabria. Nel capitolo dedicato ai controlli sulle grandi opere, il Dossier indica tra gli interventi sottoposti a particolare attenzione anche quelli relativi al sistema ospedaliero della regione Calabria, insieme alla ricostruzione post-sisma e alle opere legate ai Giochi di Milano Cortina 2026. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 risultano complessivamente 4.722 attività di controllo, nell’ambito delle quali sono riportati 132 provvedimenti interdittivi e 261 accessi ai cantieri.

In questo contesto si inseriscono i protocolli di legalità , firmati nei mesi scorsi dal sotto segretario Wanda Ferro, e dal direttore della Struttura per la prevenzione antimafia del ministero dell’Interno, prefetto Paolo Canaparo che disciplinano le attività di vigilanza e controllo nelle fasi di affidamento e realizzazione dei nuovi ospedali in Calabria.

Un dato che assume un significato particolare in una regione dove la partita degli investimenti pubblici e delle grandi opere si intreccia inevitabilmente con la necessità di impedire infiltrazioni della criminalità organizzata. Il Dossier fotografa quindi una strategia che non si limita alla repressione quando l’illecito è già stato consumato, ma punta a intervenire preventivamente, soprattutto nei settori caratterizzati da ingenti risorse pubbliche.

La Calabria rientra inoltre nel Focus Mezzogiorno dedicato ai beni sottratti alla criminalità organizzata., la cui delega è in capo allo stesso sottosegretario Ferro.

Nel patrimonio in gestione al 30 giugno 2026 figurano complessivamente 37.576 beni, dei quali 22.127 localizzati nel Mezzogiorno, comprendendo Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il valore complessivo dei beni restituiti alla collettività dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 viene indicato in 864 milioni di euro. Nel solo 2025, inoltre, sono stati restituiti alla collettività beni per un valore superiore agli 8 mila nell’ambito della specifica voce riportata nel Dossier, con un incremento del 300% rispetto al 2021.

 

Altro elemento che riguarda direttamente il contrasto alla presenza mafiosa sul territorio è quello degli scioglimenti degli enti locali. Nel primo semestre 2026 sono stati adottati sei provvedimenti di scioglimento per fenomeni di infiltrazione e condizionamento mafioso, a fronte dei sette dello stesso periodo del 2025.

Nello stesso arco temporale sono stati effettuati sei accessi ispettivi antimafia negli enti locali. Guardando invece al periodo compreso tra il 22 ottobre 2022 e il 30 giugno 2026, gli scioglimenti complessivi sono stati 38, mentre gli accessi ispettivi sono stati 44.

Il capitolo antimafia si completa con le risorse destinate alle vittime. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati erogati complessivamente 21,2 milioni di euro: 18,2 milioni alle vittime di reati di tipo mafioso, 2,7 milioni alle vittime di reati intenzionali violenti e 300 mila euro agli orfani di crimini domestici e alle famiglie affidatarie. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 il totale delle risorse erogate raggiunge i 125 milioni di euro.

Sul piano più generale, il quadro nazionale consegnato dal Viminale mostra una riduzione dei principali reati nel primo semestre 2026: gli omicidi volontari sono scesi da 163 a 138, i furti da 493.975 a 437.800, le rapine da 14.275 a 12.515, le violenze sessuali da 3.384 a 3.142 e le truffe e frodi informatiche da 152.012 a 137.529.

Il Dossier registra inoltre una diminuzione del 37% degli omicidi volontari con vittime di sesso femminile e femminicidi, passati da 54 nel primo semestre 2025 a 34 nei primi sei mesi del 2026.

Per la Calabria, però, il dato più interessante non è tanto quello della criminalità comune — il documento nelle sezioni consultate non fornisce una disaggregazione regionale dei furti, delle rapine o degli omicidi — quanto il peso assegnato alla prevenzione antimafia e alla protezione degli investimenti pubblici. La citazione esplicita degli interventi sul sistema ospedaliero calabrese tra le grandi opere sottoposte ai controlli antimafia racconta infatti una regione nella quale la tutela della spesa pubblica rappresenta una delle principali frontiere della sicurezza.

È una partita che si gioca prima ancora dell’eventuale reato: verificare chi entra nella filiera degli appalti, chi lavora nei cantieri, quali imprese possono accedere alle commesse pubbliche e quali rapporti possono nascondersi dietro società formalmente regolari. Una strategia di prevenzione che, alla luce dei numeri nazionali del Viminale, nel primo semestre 2026 ha visto aumentare proprio le informazioni antimafia e il numero complessivo delle interdittive.

La fotografia del Viminale restituisce dunque una Calabria presente soprattutto nel capitolo più delicato della sicurezza: quello della difesa dell’economia pubblica dalle infiltrazioni criminali, mentre sullo sfondo procede la grande stagione degli investimenti infrastrutturali e sanitari. E proprio sui cantieri e sulle risorse destinate alla regione si concentra una parte importante di quella barriera preventiva che lo Stato sta cercando di rafforzare contro la criminalità organizzata.




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 Maria Rita Galati

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