La nuova installazione di Piazza De Nava, denominata La Fontana Ferma, continua a far discutere a Reggio Calabria. Al centro del dibattito non c’è soltanto il giudizio estetico sull’opera, ma anche il modo in cui la città guarda ai propri spazi pubblici, alle installazioni artistiche e alla possibilità di costruire un rapporto più consapevole con i luoghi urbani. A intervenire è Maria Stella Grassetti, cittadina di Reggio Calabria e lettrice di StrettoWeb, che ha voluto condividere una riflessione sulla nuova fontana, definendola un possibile collegamento simbolico tra la storica Piazza De Nava e il Museo Archeologico della Magna Grecia. Il suo intervento nasce dall’apprezzamento per l’installazione, ma anche dalla preoccupazione per alcune critiche apparse sui social, in particolare per un commento che avrebbe auspicato atti vandalici contro l’opera.
La nuova installazione di Piazza De Nava al centro del dibattito
La Fontana Ferma è stata installata in Piazza De Nava, uno degli spazi più significativi di Reggio Calabria, in un’area strettamente legata alla presenza del Museo Archeologico della Magna Grecia. Proprio questo rapporto tra piazza, museo e spazio urbano viene evidenziato nella riflessione di Maria Stella Grassetti, che legge l’opera come un ponte tra la storia della città e la sua dimensione culturale contemporanea. Il tema, tuttavia, non riguarda soltanto l’installazione in sé. Attorno alla Fontana Ferma si è aperto un confronto tra chi apprezza l’intervento artistico e chi invece lo critica. Per la cittadina reggina, le critiche sono sempre accoglibili, ma non quando superano il limite del confronto civile e arrivano a evocare la distruzione o il danneggiamento di un bene pubblico.
Maria Stella Grassetti: “Una bella fontana”
Nel suo intervento, Maria Stella Grassetti racconta di avere accolto positivamente la nuova installazione, pur sottolineando di non essere una critica d’arte e di non appartenere ad alcun movimento politico. La sua posizione, spiega, nasce da uno sguardo da cittadina e dall’abitudine ad apprezzare le opere artistiche incontrate negli spazi pubblici. La lettrice richiama anche esempi di città europee e italiane, da Budapest a Barcellona, fino a Roma, dove statue, installazioni e opere d’arte contribuiscono a trasformare piazze, parchi e strade in luoghi capaci di raccontare identità, bellezza e memoria. Da qui nasce la domanda centrale della sua riflessione: anche Reggio Calabria potrebbe diventare un museo all’aperto?
Il richiamo al senso civico dei cittadini
Il passaggio più rilevante della riflessione riguarda il senso civico. Per Maria Stella Grassetti, immaginare una città più bella, più curata e più ricca di installazioni artistiche non può prescindere dal comportamento dei cittadini. Il rispetto degli spazi pubblici e dei luoghi condivisi diventa una condizione fondamentale per qualunque percorso di rinascita urbana. La rinascita di Reggio Calabria, secondo questa visione, non dipende solo dalle opere che vengono realizzate o dagli interventi che trasformano piazze e quartieri, ma anche dalla capacità della comunità di proteggerli, rispettarli e considerarli parte di un patrimonio comune. In questo senso, il dibattito sulla Fontana Ferma diventa anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra cittadini, bellezza urbana e responsabilità collettiva.
La preoccupazione per i commenti sui social
Nella riflessione della cittadina emerge anche un forte senso di preoccupazione per alcune reazioni apparse sui social. In particolare, Maria Stella Grassetti fa riferimento a un commento pubblicato su Facebook sotto un articolo di StrettoWeb, nel quale un cittadino, criticando l’installazione, avrebbe addirittura auspicato che la fontana potesse essere oggetto di atti vandalici. È proprio questo aspetto a spaventare la lettrice: non la critica, considerata legittima e accoglibile, ma l’idea che la distruzione possa essere vista come risposta a un’opera non condivisa. Il punto diventa quindi più ampio e riguarda la tutela della città, il rispetto dei beni comuni e il rischio che la volontà di danneggiare prevalga sul desiderio di costruire.
La dichiarazione integrale di Maria Stella Grassetti
Maria Stella Grassetti affida a queste parole la sua riflessione sulla Fontana Ferma, su Piazza De Nava e sul futuro di Reggio Calabria come possibile città sempre più aperta all’arte e alla valorizzazione degli spazi pubblici: “ho avuto piacere di apprezzare la nuova installazione di Piazza De Nava denominata La Fontana Ferma. Un ponte tra la storica Piazza De Nava e il Museo Archeologico della Magna Grecia. A mio parere una bella fontana. Ciò che un po meno ho apprezzato sono state le critiche sempre accoglibili. Non sono un critico di arte né appartengo a nessun movimento politico sono una semplice cittadina che davanti alle installazioni artistiche ha sempre avuto piacere. Nel mio girovagare per il mondo ne ho viste tante”.
“Le belle statue di Budapest in bronzo che decorano le piazze i parchi e le sponde del Danubio… quelle di Barcellona che caratterizzano la città e la fanno essere un museo all aperto…e le bellissime statue antiche e le installazioni moderne che adornano Roma e che si fondono tra di loro. E se Reggio Calabria potesse divenire anche essa un museo all ‘aperto. Certo sarebbe bello ma per avere tutto ciò bisogna partire principalmente dal senso civico di noi cittadini nel rispetto degli spazi e dei luoghi. Certo leggere un certo commento su facebook sotto l’articolo di Strettoweb di un cittadino che criticando l installazione addirittura auspica che la Fontana Fredda possa essere oggetto di atti vandalici questo mi spaventa un po’ e mi fa comprendere che fino a quando vorremo solo la distruzione della nostra città nessuno di noi che crede nella rinascita può essere al sicuro. Vandalizzare la città è un reato e speriamo sempre che individui del genere siano messi ai margini della società”, rimarca la cittadina.
Fontana Ferma e spazio pubblico, il confronto sulla città che cambia
La riflessione di Maria Stella Grassetti porta il dibattito oltre il giudizio sulla singola installazione. La Fontana Ferma diventa il punto di partenza per interrogarsi sul modo in cui Reggio Calabria vive i propri spazi pubblici e sul valore che una comunità attribuisce all’arte, al decoro urbano e alla tutela dei luoghi condivisi. La cittadina non nega il diritto alla critica, ma richiama con forza il limite che separa il dissenso dalla distruzione. In una città che guarda alla propria rinascita, il tema del rispetto diventa centrale: senza senso civico, anche le opere pensate per valorizzare gli spazi rischiano di diventare bersaglio di rabbia, polemiche e atti vandalici.
Reggio Calabria come museo all’aperto: una prospettiva legata al rispetto
L’idea di una Reggio Calabria museo all’aperto attraversa tutta la riflessione. Il paragone con città come Budapest, Barcellona e Roma serve a mostrare come l’arte nello spazio pubblico possa contribuire a definire l’identità di un territorio e a renderlo più vivo, riconoscibile e attrattivo. Ma, nella visione della lettrice, questo percorso richiede prima di tutto una maturazione collettiva. Le installazioni, le fontane, le statue e gli interventi urbani possono avere valore solo se la comunità li riconosce come parte di un patrimonio da rispettare. È in questo passaggio che la vicenda della Fontana Ferma di Piazza De Nava assume un significato più ampio: non solo una nuova opera al centro della città, ma un banco di prova per il rapporto tra Reggio Calabria, i suoi cittadini e il futuro dei suoi spazi pubblici.
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Danilo Loria
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