C’è qualcosa nella stagione della luce che rende tutto più chiaro: le mancanze, le distanze, le bugie, la crisi di coppia. L’estate è una stagione lastricata di minacce e false illusioni, carica di promesse non mantenute e aspettative di ogni genere.

Il mito del colpo di fulmine sotto le stelle si schianta contro quel muro chiamato realtà quotidiana, fatica, caldo e solitudine.

La felicità di coppia da mettere sotto l’ombrellone, fantasiosamente riposta in valigia insieme ai costumi, rende tutto più deludente e spesso non realizzabile.

Il corpo perfetto da esporre, di cui beneficiare dal punto di vista sensoriale ed erotico diventa chierico e ansiogeno.

La realtà delle relazioni, anche in vacanza, è ben altra e segue sentieri non sempre dalla facile lettura.

Flirt estivi e amori liquidi: la psicologia del piacere senza domani


ASPETTATIVE VERSUS REALTA’

1 – La passione travolgente in spiaggia

Un tramonto mozzafiato, la brezza marina, il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e una passeggiata a piedi nudi sulla sabbia sembrano la scena di un film e nutrono le illusioni. Ma la realtà – interna ed esterna – è ben diversa dall’immaginario.

Il mito del luogo esotico e spontaneo, del carpe diem dell’erotismo ignora il bisogno del comfort corporeo e della necessità di riservatezza. La risposta sessuale esige distensione non ansia da possibili sguardi indiscreti e scomodità varie.

Anna, Ibiza e la luna

Una mia paziente, che chiameremo Anna, la scorsa estate, dopo un abbandono, si è recata ad Ibiza con le amiche. Le aspettative rispetto alla vacanza erano immense. Una sera, dopo la discoteca, passeggiava a piedi nudi sulla spiaggia con un bellissimo ragazzo greco conosciuto in vacanza. Sguardi dolci, mano nella mano, parole bellissime e di passione, ma quando hanno tentato di fare l’amore in spiaggia vegliati solo dalla luna, Anna si è irrigidita, ha avuto paura ed è scappata via.

“Ma quando glielo dici?”. Quando l’amante chiede all’uomo di dire la verità alla moglie


2 – Le ferie coincidono con il picco del desiderio

Mettere il lavoro in pausa e avere due settimane di ferie non riaccende magicamente la scintilla della passione, e non regala maratone amorose e sessuali quotidiane, e complicità alle stelle. Anzi.

Il repentino passaggio dal vedersi al mattino e rivedersi alla sera, che caratterizza la vita di tante coppie, alla convivenza dilatata – giorno e notte e per di più senza lavoro e alibi vari – riporta a galla micro-tensioni inespresse e macro-difficoltà mai risolte.

Appaiono le vecchie, solite, note dinamiche di potere – chi decide dove andare a pranzare, chi organizza la giornata, la gita, ecc ..-, la non tolleranza verso la condivisione degli spazi comuni, il desiderio di evasione e solitudine. Il sovraccarico di aspettative crea quello stato che potremmo definire ansia da prestazione relazionale. Una sorta di larvato e malcelato senso di colpa perché la stanchezza accumulata durante l’anno esige riposo e non erotismo.

Giuseppe e la vacanza in Trentino

Un mio paziente, che chiameranno Giuseppe, ha sempre sofferto d’ansia da prestazione sessuale che gli impediva di avere dei rapporti sessuali soddisfacenti, motivo per cui la spontaneità sessuale e i tempi dilatati come quelli vacanzieri erano per lui una punizione più che un premio.

L’unica estate che ricorda con estrema piacevolezza è stata la scorsa, quando insieme alla sua fidanzata si sono recati in Trentino, a casa della più cara amica della sua ragazza.

La casa era particolarmente affollata: viveva insieme a lei il marito, le due zie signorine e ben tre bambini. La stanza degli ospiti a loro dedicata era adiacente a quella dei bambini, quindi era assolutamente impensabile poter trascorrere la notte dedicandosi all’intimità. La sua ansia da prestazione era finalmente tacitata e il suo desiderio, paradossalmente, era diventato straripante perché impossibile da soddisfare.

Il desiderio, in generale, disfunzioni sessuali a parte, ha bisogno di uno spazio di mancanza e di decompressione dallo stress. Forzare l’intimità soltanto perché c’è una vacanza in corso genera esattamente l’effetto contrario.

“Perché in vacanza i litigi con il mio compagno aumentano?”


3 – Il flirt estivo detto anche summer fling

È quella classica relazione che nasce sotto il sole cocente vacanziero, in situazione di assenza di stress, leggerezza e chiara propensione alle novità.

Una sorta di all-inclusive della vacanza. Le caratteristiche di questa forma di flirt sono più o meno sempre le stesse.

La data di scadenza è implicita. Una sorta di postilla contrattuale silente, tipica degli amori estivi: dureranno quanto le vacanze. Quando finisce la stagione e tutti tornano alla vita di tutti i giorni, la storia tende a chiudersi.

L’intensità deve essere immediata. Non essendoci il tempo di fare i soliti giochi di attesa e strategie seduttive varie, i protagonisti bruciano le tappe, anche dei sensi (la velocità non sempre aiuta a far divampare i sensi, talvolta tarpa le ali alla spontaneità e alla passione).

La leggerezza e la spensieratezza fanno da padrone: l’obiettivo è quello di condivide la parte migliore di sé, quella vacanziera e abbronzata, la parte pallida e maltrattata viene lasciata a casa.

Segue la chiara assenza di proiezioni future: la compatibilità a lungo termine, i difetti dell’altro o i programmi di vita non sono contemplati! Unici ingredienti: il qui e ora.

Anche in questo caso, le aspettative irrealistiche si schiantano sul muro della realtà. Spesso, il dopo non è affatto indolore. Subentra l’ansia da attaccamento imprevisto, la paura di essere utilizzati solo per una notte o la reale difficoltà a seguire un modus amandi diverso e non consono al proprio schema emotivo.

In clinica, la vicinanza emotiva e corporea e l’intimità rilasciano ossitocina, indipendentemente dalle premesse e promesse di leggerezza.

Gestire l’illusione della spensieratezza richiede grande consapevolezza emotiva, e non tutti sono adatti a farlo.

“Il mio partner soffre di eiaculazione ritardata e io non ne posso più. Si può curare?”


4 – Il corpo estivo e la disinvoltura obbligatoria

Un’altra menzogna che la stagione della luce porta con sé è che il caldo, i vestiti leggeri e il mare, facciano sentire automaticamente più liberi, disinibiti e desiderabili.

E invece, la nudità, in situazioni di rapporto conflittuale con la propria immagine corporea, aumenta l’attenzione maniacale sui presunti difetti fisici.

Il confronto continuo con i corpi esposti sui social o in spiaggia inibisce l’abbandono sensoriale, portando a vivere una sessualità a luci spente e finestre sbarrate, anche con quaranta gradi. La capacità di provare piacere è strettamente legata all’accettazione del proprio corpo, condizione si ne qua non per tacitare il controllo e lasciare spazio ai sensi.

Invece di rincorrere l’ideale della passione estiva da copertina patinata, la vera trasgressione è ridurre le aspettative e ascoltare i ritmi reali del corpo e della coppia. L’estate può essere sicuramente un momento propizio per l’intimità, a patto di derubricarla dal dovere di essere perfetta, intensa e da ricordare per sempre.

Questo articolo è stato scritto in esclusiva per La Stampa da Valeria Randone, psicologo e sessuologo clinico a Catania, Milano e online (www.valeriarandone.it) e autrice del libro “L’aggiustatrice di cuori – Le parole che riparano”

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 Valeria Randone

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