L’amministrazione comunale di Dossena replica alla lettera inviata da un anonimo lettore alla nostra redazione, in cui si parlava delle decisioni prese dal Comune in merito al turismo (e alle relative attrazioni) e al «divario» con la custodia del paese, definita dal lettore «trascurata».
La lettera, scrive l’amministrazione, «offre l’occasione per riflettere sul futuro di Dossena e sulle difficoltà che interessano il nostro paese. Accogliamo positivamente ogni contributo al dibattito pubblico, soprattutto quando nasce dall’attenzione verso la comunità. Riteniamo però necessario ricondurre alcune affermazioni a un quadro più completo e a dati oggettivi, perché le scelte compiute in questi anni non possono essere interpretate contrapponendo semplicemente gli investimenti turistici alla vita quotidiana dei residenti».
«Non opere isolate, ma attrattori in una strategia più ampia»
«Innanzitutto – esordisce la lettera -, non corrisponde al vero che lo spopolamento abbia continuato a crescere anche negli ultimi anni. Dopo sedici anni di costante diminuzione, durante i quali Dossena ha perso circa 150 abitanti, dal 2021 la popolazione si è sostanzialmente stabilizzata. Non è ancora un’inversione di tendenza e non intendiamo presentarla come un risultato definitivo, ma rappresenta certamente un segnale importante per un paese di montagna inserito in un contesto demografico particolarmente complesso».
«È vero che negli anni Ottanta e Novanta Dossena arrivava quasi a triplicare la propria popolazione durante l’estate grazie al turismo delle seconde case. Quel modello, tuttavia, non esiste più nelle forme di allora e la sua crisi riguarda in modo evidente anche molte realtà vicine. Pensare di riproporlo oggi senza adattarlo ai profondi cambiamenti sociali, economici e turistici intervenuti nel frattempo significherebbe ignorare la realtà».
Per questa ragione, «l’amministrazione ha scelto di investire in un turismo esperienziale e culturale. Il Ponte nel Sole, le Miniere di Dossena e “Il Becco” non sono opere isolate né avventure fini a sé stesse, ma attrattori inseriti in una strategia più ampia. Il loro compito è far conoscere Dossena, generare occasioni di lavoro e creare le condizioni affinché possano svilupparsi nuove attività economiche e nuovi servizi. Gli effetti di un investimento di questo tipo non si misurano soltanto nel numero dei visitatori di una singola giornata, ma nella capacità di produrre opportunità durevoli per il territorio».
«La diminuzione delle attività commerciali e artigianali è purtroppo un fenomeno reale, ma non esclusivo di Dossena: interessa gran parte dei paesi di montagna. Nonostante questa tendenza generale, il nostro paese ha saputo mantenere due negozi di alimentari, tre bar, di cui due anche trattorie, una pizzeria, un forno, una tabaccheria, un agriturismo con camere, la farmacia, l’ufficio postale e una parrucchiera. Sono attività che resistono grazie all’impegno quotidiano di chi le gestisce, ma anche grazie alla presenza di una comunità e di un’economia locale che l’Amministrazione cerca costantemente di sostenere».
Dal recupero all’ex Hotel Mirasole ai servizi del paese
«Non ci siamo mai nascosti, peraltro, di fronte a uno dei problemi più rilevanti: la limitata disponibilità di abitazioni e di posti letto. Sul versante turistico, il Comune si è assunto direttamente l’impegno di reperire le risorse necessarie al recupero dell’ex Hotel Mirasole, l’unica struttura alberghiera presente in paese. Parallelamente stiamo affrontando un problema abitativo che ha carattere nazionale e che, nei territori montani, è reso ancora più grave dalla presenza di un patrimonio edilizio inutilizzato o risalente prevalentemente agli anni Sessanta e Settanta».
«Su questo tema è stato avviato un percorso di co-progettazione aperto all’intera comunità. La partecipazione, purtroppo, è stata inferiore alle aspettative, ma il lavoro non si è fermato: terminato il periodo estivo, riprenderà la ricognizione delle abitazioni disponibili, con l’obiettivo di individuare modalità concrete per favorirne il recupero e la ristrutturazione».
In merito ai servizi essenziali, «occorre considerare tutte le fasce della popolazione, dagli 0 ai 99 anni. Due anni fa è stato aperto il micronido comunale, che oggi accoglie dieci bambini ed è arrivato a pieno regime, nonostante l’incredulità con cui da alcuni era stata accolta inizialmente questa scelta. Per gli anziani e le persone più fragili sono stati attivati il trasporto gratuito verso le strutture ospedaliere e per lo svolgimento di piccole commissioni, il servizio di telemedicina e la presenza in paese di un’infermiera, che integra i giorni di ambulatorio del medico di base. Circa cento dispositivi elettronici sono stati distribuiti per monitorare i parametri vitali e lo stato di salute degli abitanti più fragili. Anche riuscire a garantire la permanenza del medico di famiglia ha richiesto e continua a richiedere un impegno tutt’altro che scontato».
Il ruolo dei giovani nella comunità
E i giovani? «I giovani spesso citati non sono soltanto destinatari di posti di lavoro, ma prima di tutto protagonisti delle trasformazioni in atto nel paese. Sono giovani che hanno scelto di restare, di investire sul proprio territorio e di far sentire la propria voce. In particolare, alcuni di loro hanno deciso di proseguire e innovare la tradizione agricola locale: le nuove aziende agricole nate in questi anni rappresentano un chiaro esempio di questo protagonismo giovanile».
«Dal punto di vista occupazionale, uno dei primi risultati concreti dei dodici anni di lavoro dell’Amministrazione è la creazione di 35 posti di lavoro stabili, attivi durante tutto l’anno. Significa aver offerto ad altrettante persone, e potenzialmente ad altrettante famiglie, una possibilità in più per scegliere di rimanere a Dossena o di non trasferirsi verso i centri maggiori».
«La nascita della Cooperativa di Comunità “I Raìs”, la prima esperienza di questo tipo in Lombardia e successivamente presa a modello da altre realtà regionali, rappresenta un risultato significativo. Lo stesso vale per il Consorzio Forestale Menna-Ortighera, strumento di sviluppo territoriale nel quale collaborano le Amministrazioni di Dossena, Roncobello, Oltre il Colle, Cornalba e Lenna. A queste realtà si aggiunge l’Azienda Speciale Dossena. Tutti questi soggetti hanno creato nuove opportunità occupazionali e oggi devono ampliare la ricerca di personale anche al di fuori dei confini comunali. Sono indicatori concreti di un percorso certamente difficile e in salita, ma orientato nella giusta direzione».
«Ci sono problemi reali, ma le risorse sono limitate»
«Le questioni ancora aperte sono molte e ciascuna meriterebbe uno spazio specifico. In questi anni sono stati programmati e realizzati interventi sulle strade di accesso alle contrade di Cà Astori, Gromasera, Valborgo e Prato Molinaro; opere di consolidamento e di riduzione del dissesto idrogeologico; lavori di efficientamento energetico degli edifici pubblici, necessari per ridurre i consumi e contenere la spesa comunale».
«Questo non significa negare che vi siano strade da sistemare, marciapiedi da riqualificare, aree verdi da curare meglio e spazi pubblici da rendere maggiormente fruibili. Sono problemi reali, che incidono sulla quotidianità e che l’amministrazione riconosce con chiarezza. La loro soluzione deve però confrontarsi con risorse sempre più limitate e con i continui tagli ai trasferimenti destinati proprio alle manutenzioni ordinarie. Nonostante queste difficoltà, stiamo cercando di programmare gli interventi senza voltarci dall’altra parte. Il recente contributo di 100.000 euro destinato alla riqualificazione del parco giochi di via Risorgimento e il prossimo intervento sui parcheggi davanti alla Coop vanno esattamente in questa direzione».
«Rifiutiamo quindi l’idea di un’amministrazione interessata soltanto alle grandi opere e indifferente alla vita quotidiana. Turismo, lavoro, servizi, abitazioni, manutenzioni e cura della comunità non sono obiettivi alternativi: sono parti della stessa strategia. Le attrazioni turistiche non sottraggono necessariamente risorse ai servizi essenziali, perché spesso sono realizzate grazie a finanziamenti specifici, vincolati a determinate finalità e non utilizzabili per la manutenzione ordinaria».
Le fondamenta: strade, parchi, lavoro e cura delle persone fragili
«Siamo contenti che il futuro di Dossena generi confronto e dibattito: significa che il paese è vivo e che i suoi cittadini hanno a cuore ciò che accade. Chiediamo però che il confronto parta dalla conoscenza dei fatti, dalla complessità delle scelte amministrative e dalla consapevolezza delle difficoltà che oggi affrontano tutti i territori montani».
«Le fondamenta di una comunità sono certamente le strade, i marciapiedi, i parchi e i servizi quotidiani. Ma sono anche il lavoro, la cura delle persone fragili, la capacità di collaborare, la possibilità di abitare il paese e la fiducia nel futuro. La scommessa più importante di questa Amministrazione, dalla quale non ci siamo mai nascosti, è costruire soprattutto le fondamenta culturali dei giovani dossenesi. Giovani che sono e devono essere protagonisti delle trasformazioni del paese, ma che devono poter trovare nella disponibilità degli adulti e degli anziani riferimenti solidi, conoscenze ed esperienze da raccogliere e fare proprie. È attraverso questo dialogo tra generazioni che una comunità conserva la propria identità e offre ai più giovani strumenti, opportunità e punti saldi sui quali costruire, con libertà e consapevolezza, il proprio futuro».
«È una costruzione lunga, complessa e mai definitivamente conclusa – conclude l’amministrazione -. Ma è quella sulla quale Dossena sta lavorando, ogni giorno».
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Eleonora Busi
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