Dal fungo porcino alla Porchetta di Ariccia, dal Pane Casareccio di Genzano IGP all’uva e al vino, fino alle castagne, l’arrivo dell’autunno sarà scandito da appuntamenti che affondano le proprie radici nella storia agricola e contadina dei Castelli Romani e che, in molti casi, hanno ormai alle spalle decine e decine di edizioni.

Un calendario particolarmente ricco, che inizierà già nei primissimi giorni di settembre e accompagnerà residenti e visitatori fino alla seconda metà di ottobre.

Settembre profuma di porcini: da Velletri a Lariano e Rocca Priora

Il grande protagonista dell’inizio di settembre sarà inevitabilmente il fungo porcino, attorno al quale quest’anno si intreccia anche una vicenda destinata a rendere il calendario ancora più particolare.

Dal 3 al 20 settembre, infatti, si terrà la 34ª Festa del Fungo Porcino e Fiera dell’Agricoltura e Mostra Mercato, manifestazione nata e cresciuta a Lariano e divenuta negli anni uno degli eventi enogastronomici più frequentati del territorio.

L’edizione 2026 segnerà però una svolta: dopo la diatriba che ha riguardato la location della manifestazione, la festa lascerà Lariano e si svolgerà a Velletri, nell’area del Teatro del Fieno.

Saranno 18 giorni dedicati non soltanto alla gastronomia, con il porcino naturalmente in primo piano, ma anche all’agricoltura, all’artigianato, alle esposizioni e all’intrattenimento.

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Una novità che non lascerà però Lariano senza il suo prodotto simbolo. Il Comune di Lariano ha infatti scelto di proporre una propria Sagra del Fungo Porcino, in programma dal 10 al 13 settembre in piazza Sant’Eurosia.

Quattro giorni che riporteranno il porcino nel cuore della città che da decenni ha costruito attorno al “re del bosco” una parte importante della propria identità gastronomica e popolare.

E non sarà finita qui, perché settembre vedrà protagonista anche Colle di Fuori, frazione di Rocca Priora, con la 32ª Sagra del Fungo Porcino.

La formula sarà quella dei tre fine settimana: 4, 5 e 6 settembre; 11, 12 e 13 settembre; 18, 19 e 20 settembre. Nove giornate complessive nelle quali la piccola frazione tornerà ad accogliere migliaia di visitatori tra stand gastronomici, ricette a base di porcini, musica e tradizione.

Per gli appassionati, insomma, quello del 2026 si annuncia come un settembre davvero particolare: nel giro di pochi chilometri saranno addirittura tre gli appuntamenti dedicati al fungo porcino.

Ariccia, le foto dell'inaugurazione della 72^ Sagra della Porchetta 2024

Ad Ariccia torna la regina delle sagre: la Porchetta

Lo stesso primo weekend di settembre avrà però un altro grande protagonista.

Da venerdì 4 a domenica 6 settembre, il centro storico di Ariccia ospiterà la 73ª Sagra della Porchetta di Ariccia, una delle manifestazioni popolari più conosciute e amate di tutti i Castelli Romani.

Per tre giorni – dopo l’annullamento delledizione 2025 – la città barocca tornerà a celebrare la sua eccellenza gastronomica per antonomasia, la Porchetta di Ariccia IGP, richiamando nel centro storico visitatori provenienti da Roma, dal Lazio e non solo.

Un evento che punta ad andare ben oltre la semplice degustazione: la Sagra della Porchetta è diventata negli anni un momento nel quale gastronomia, folklore, musica, spettacolo e promozione turistica si incontrano, trasformando Piazza di Corte e le vie del centro in un grande palcoscenico popolare.

Marino - Le foto del corteo storico della Sagra dell’Uva numero 101

Genzano celebra il suo Pane Casareccio IGP

 

A metà settembre sarà invece Genzano di Roma a mettere al centro uno dei prodotti simbolo dell’intero territorio castellano.

Dal 18 al 20 settembre 2026 tornerà infatti la 38ª Festa del Pane Casareccio IGP  inserita quest’anno nel programma dei festeggiamenti in onore del patrono San Tommaso da Villanova.

Tre giornate dedicate a un prodotto che rappresenta da generazioni l’identità gastronomica della città e che ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta.

Il Pane Casareccio di Genzano è una delle eccellenze più conosciute dei Castelli Romani, caratterizzato dalla crosta scura e croccante, dalla mollica soffice e dal profumo legato alla tradizionale lavorazione nei forni cittadini.

La Festa del Pane rappresenta così non soltanto un’occasione per degustare uno dei prodotti più rappresentativi di Genzano, ma anche un appuntamento attraverso il quale riscoprire il rapporto della città con i suoi forni, con la panificazione e con una tradizione che per decenni ha accompagnato la vita quotidiana delle famiglie genzanesi.

INFIORATA DI PANE GENZANO

Anche nel 2026 la manifestazione unirà dunque il valore gastronomico del Pane Casareccio di Genzano IGP – con gli appuntamenti canonici dell’Infiorata di Pane, la Corsa del Pane Genzanese  e la lunga bruschetta su via Italo Belardi – alla dimensione religiosa e popolare della festa patronale, facendo del weekend del 18, 19 e 20 settembre un altro appuntamento da segnare nel calendario delle sagre castellane.

Velletri, Marino, Lanuvio e Colonna: settembre lascia spazio all’uva e al vino

Con l’avvicinarsi della vendemmia, il testimone passerà poi inevitabilmente all’uva e al vino, altri due elementi profondamente legati alla storia e all’economia dei Castelli Romani.

A Velletri, sabato 26 e domenica 27 settembre, è in programmma la 95ª edizione della Festa dell’Uva e dei Vini, storico appuntamento dedicato alla tradizione vitivinicola veliterna.

Una manifestazione che ogni anno riporta nel centro cittadino cantine, produttori, associazioni e tradizioni legate alla vendemmia, con degustazioni, iniziative culturali e momenti di spettacolo.

Velletri, del resto, conserva un rapporto secolare con la viticoltura e la Festa dell’Uva rappresenta uno degli appuntamenti nei quali questo legame torna maggiormente visibile, tra memoria della civiltà contadina e valorizzazione delle produzioni contemporanee.

Ma proprio nello stesso fine settimana inizierà anche il lungo appuntamento con una delle manifestazioni simbolo dell’intero territorio.

A Marino la Sagra dell’Uva 2026 si articolerà infatti nelle giornate del 26 e 27 settembre e poi in quelle del 3, 4 e 5 ottobre.

Nata nel 1925, quella di Marino è considerata la più antica Sagra dell’Uva d’Italia e continua a rappresentare uno degli eventi più conosciuti dei Castelli Romani, con il suo maestoso corteo storico e le celebri fontane che danno vino.

Anche a Lanuvio il sipario delle sagre autunnali si aprirà all’insegna del vino e della vendemmia, con xxxz

Non da meno il piccolo comune di Colonna, dove, dal 10 al 13 ottobre, si terrà la 64esima Sagra dell’Uva Italia e delle Pincinelle, tipico primo piatto di pasta fresca realizzato con avanzi di pane.

Ottobre porta le castagne a Rocca di Papa

E quando settembre avrà definitivamente lasciato spazio all’autunno, il calendario delle sagre dei Castelli Romani continuerà a Rocca di Papa.

Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre è prevista la Sagra delle Castagne 2026, come da tradizione nel terzo fine settimana del mese.

Sarà il momento in cui i colori e i sapori dell’autunno prenderanno definitivamente il sopravvento: caldarroste, prodotti tipici, vino, gastronomia e le vie del paese animate da espositori, associazioni e visitatori.

L’Amministrazione comunale si sta già muovendo per sostenere l’organizzazione della manifestazione. La Giunta ha infatti autorizzato il Sindaco alla sottoscrizione dell’istanza di partecipazione all’Avviso pubblico per la concessione dei contributi 2026 destinati alle iniziative di rilievo locale, regionale e interregionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, approvando la proposta progettuale relativa alla Sagra delle Castagne, per un controbuto di 40mila euro.

Dai porcini alle castagne: l’autunno più gustoso dei Castelli Romani

Da Velletri a Lariano, da Colle di Fuori ad Ariccia, passando per Marino, Lanuvio, Colonna e Rocca di Papa: nel giro di appena un mese e mezzo i Castelli Romani metteranno in tavola una parte consistente della propria storia.

Dietro ogni sagra, infatti, non c’è soltanto un prodotto da assaggiare. Ci sono agricoltura, boschi, vendemmie, antichi mestieri, ricette tramandate, associazionismo e comunità che continuano a riconoscersi nelle proprie tradizioni.

Settembre inizierà con il profumo intenso dei funghi porcini, proseguirà con l’inconfondibile Porchetta di Ariccia, poi arriverà il profumo del Pane Casareccio di Genzano, prima di lasciare spazio all’uva e al vino di Velletri e Marino. Infine arriveranno le prime giornate davvero autunnali e, con loro, il profumo delle caldarroste di Rocca di Papa

Per chi ama le sagre e i sapori del territorio, dunque, la fine dell’estate non sarà affatto una cattiva notizia.

Ai Castelli Romani, in fondo, l’autunno comincia a tavola.

 




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 Michela Emili

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