#CrotoneFoggia – Il momento delle parole è finito. Adesso tocca al campo. E nella conferenza stampa della vigilia, andata in scena questa mattina nella sala stampa dello Scida, mister Leandro Greco ha tracciato con chiarezza la strada che il suo Crotone dovrà percorrere a partire dalla sfida contro il Foggia, prima gara di questo nuovo campionato.
Una strada tutt’altro che semplice, perché i rossoblù iniziano il campionato con sei punti di penalizzazione da recuperare. Ma proprio da questo handicap Greco vuole partire, trasformandolo da peso psicologico in una motivazione ulteriore.
«Inizia il nostro vero percorso», ha spiegato il tecnico. L’idea è quella di vivere la stagione come due campionati distinti: il primo per cancellare il prima possibile il -6, il secondo per andare a riprendere le squadre che nel frattempo saranno davanti al Crotone.
«Non dobbiamo cercare alibi»
È probabilmente uno dei passaggi più significativi della conferenza. Mister Greco sa perfettamente che la rosa è ancora in evoluzione e che il mercato dovrà portare altri elementi, ma non vuole che questo diventi una giustificazione.
«Non dobbiamo andare a cercare alibi», ha detto il tecnico, spiegando che proprio la difficoltà rappresenta un’occasione per capire quanto il gruppo sia capace di reagire e di crescere.
Il Crotone dovrà dunque fare i conti con una rosa ancora giovane e numericamente non completa, ma Greco chiede ai suoi calciatori di affrontare questa fase con responsabilità, adattandosi quando sarà necessario senza perdere di vista l’identità della squadra.
Foggia, massimo rispetto ma nessuna paura
Di fronte ci sarà il Foggia dell’esperto mister Auteri, una squadra che Greco considera un avversario di grande valore, guidato da un tecnico esperto e reduce da una stagione particolarmente travagliata.
Il Crotone, però, non dovrà snaturarsi.
L’obiettivo sarà confrontarsi con il Foggia attraverso le proprie idee, verificando quanto del lavoro svolto in queste settimane sia già stato assimilato dalla squadra. La sconfitta contro il Cosenza in Coppa Italia, in questo senso, non viene letta soltanto attraverso il risultato.
Greco ha rivisto quella partita insieme ai suoi calciatori e ha individuato diversi aspetti positivi, pur riconoscendo le lacune mostrate, soprattutto nella capacità di trasformare il volume di gioco in occasioni concrete.
E proprio questo sarà uno dei temi contro il Foggia: trovare l’equilibrio tra le due fasi, senza rinunciare al calcio che Greco vuole costruire. «I punti si fanno attraverso delle certezze», è il concetto espresso dal tecnico, ribadendo che potranno esserci adattamenti e accorgimenti, ma non un cambio radicale della filosofia.
Il risultato sì, ma attraverso il gioco
Greco non si nasconde dietro la classifica. Sa che il Crotone deve cominciare a fare punti immediatamente, ma non è disposto a trasformare la squadra in una formazione esclusivamente speculativa. Il suo calcio parte dalla prestazione.
«Il risultato passa attraverso la prestazione, attraverso il gioco, attraverso un modo di essere», ha spiegato. Una dichiarazione che fotografa perfettamente la sua idea di calcio: vincere, ma costruendo una squadra capace di riconoscersi in quello che fa.
Il tecnico, tuttavia, non ha avuto problemi ad ammettere una verità semplice: se domani arrivassero tre punti anche attraverso una prestazione non brillante, li firmerebbe subito. Perché il Crotone ha bisogno di entusiasmo. Ha bisogno di vittorie. E soprattutto ha bisogno di iniziare a cancellare quel pesante -6.
La sconfitta col Cosenza? «Ci è mancata convinzione»
Greco ha raccontato anche come il gruppo ha vissuto la settimana successiva alla sconfitta nel derby di Coppa Italia. La risposta, a suo dire, è stata positiva. Molti calciatori hanno rivisto autonomamente la partita e, dopo il giorno di riposo, hanno avuto una percezione diversa rispetto a quella immediatamente successiva al match.
Secondo il tecnico, il Crotone ha prodotto più volume e più gioco rispetto all’avversario, ma non è riuscito a trasformare questa superiorità in occasioni e soprattutto nel risultato. E qui emerge uno dei concetti centrali della sua analisi: non è mancata soltanto qualità, è mancata soprattutto convinzione.
Per una squadra giovane, il risultato ha un peso enorme sulla fiducia. Per questo Greco chiede equilibrio tra prestazione e risultato, nella consapevolezza che una vittoria potrebbe dare al gruppo quella dose di entusiasmo necessaria per diventare molto più pericoloso.
Tanco convocato
Buone notizie anche dall’infermeria. Tanco è tra i convocati per la sfida con il Foggia. Il difensore ha svolto una parte della preparazione e contro il Cosenza non era stato rischiato perché reduce da un periodo nel quale non si era allenato autonomamente. Adesso, invece, è nuovamente a disposizione. Greco ha inoltre spiegato che, al momento, tutti gli altri giocatori disponibili sono arruolabili e che le eventuali assenze dipenderanno soprattutto dalle scelte legate alla fase di evoluzione della rosa.
Merelli capitano, ma «tutti devono diventare leader»
Una delle novità emerse dalla conferenza riguarda la fascia da capitano. La scelta è ricaduta su Davide Merelli, al quale Greco vuole riconoscere il valore del percorso compiuto e l’importanza all’interno del gruppo rimasto. Ma il concetto espresso dall’allenatore va ben oltre la fascia.
In una squadra giovane, secondo Greco, non può esserci un solo leader. Tutti devono diventare capitani attraverso i comportamenti, la responsabilità e il modo di vivere quotidianamente lo spogliatoio. Ed è proprio questo, secondo il tecnico, l’aspetto più difficile da costruire. La tattica si può migliorare con il lavoro. Le relazioni, il senso di appartenenza e il legame con la maglia e con la città richiedono invece molto più tempo.
«Sono curioso di vedere come reagiremo»
Se dovesse scegliere un aggettivo per descrivere la partita contro il Foggia, Greco ne sceglie uno particolarmente significativo: curioso.
Curioso di vedere come la sua squadra reagirà alle difficoltà. Ma anche alle vittorie, alle sconfitte, ai pareggi e persino alle prestazioni negative. Perché il Crotone, secondo il suo allenatore, è ancora all’inizio di un percorso di conoscenza. Bisogna accelerare, certo, ma senza pretendere che tutto sia già perfetto.
Il messaggio alla città: «Dobbiamo compattarci»
È forse il passaggio più forte dell’intera conferenza. Mister Greco non parla soltanto di calcio. Parla di ambiente, città, tifosi, società e stampa. E lancia un appello preciso: compattarsi.
«Non posso pretendere la perfezione», ha spiegato. Non vuole un Crotone perfetto e nemmeno promette una squadra capace di vincere 5-0 giocando un calcio spettacolare.
Vuole però vedere una squadra con l’atteggiamento giusto. Una squadra disposta a fare fatica, soffrire, arrabbiarsi, avere dubbi e continuare comunque a lavorare.
«Ci sarà da fare fatica, ci sarà da soffrire», è il senso delle sue parole. Ma se squadra, società, città e ambiente riusciranno a percorrere la stessa strada, Greco è convinto che il Crotone potrà diventare una squadra forte.
«A dicembre vedremo che campionato fare»
L’allenatore rossoblù non fa proclami. Non promette risultati immediati né disegna classifiche future. Fissa però un momento preciso: dicembre. Prima bisognerà cancellare il -6. Poi il Crotone dovrà iniziare ad agganciare le squadre davanti. Nel frattempo bisognerà costruire una squadra, far crescere i giovani, integrare i nuovi arrivi e creare un’identità.
A dicembre, secondo mister Greco, sarà il momento di fermarsi e tracciare una linea per capire quale campionato il Crotone potrà realmente giocare. Ma prima c’è il Foggia.
E domani, più delle parole, serviranno atteggiamento, personalità, energia e voglia di battagliare. Perché il Crotone parte da -6. Greco lo sa. Ma sa anche che il primo passo per cambiare la storia di questa stagione è smettere di guardare il peso della penalizzazione e iniziare a correre.
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Raffaele Arcuri
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