Una piazza della Libertà partecipe e attenta, circa 300 persone presenti e una serata nella quale la musica ha lasciato più volte spazio alle emozioni e alle testimonianze. È stato un nuovo successo per “Castelli in Jazz for SLA”, che sabato 22 agosto ha fatto tappa a Castel Gandolfo, proseguendo il percorso del festival nei Castelli Romani all’insegna della musica jazz e della sensibilizzazione sulla sclerosi laterale amiotrofica.

Protagonisti sul palco sono stati il contrabbassista Enzo Pietropaoli e la vocalist Eleonora Bianchini, che hanno regalato al pubblico un concerto intenso e raffinato, accolto al termine da lunghi e calorosi applausi.

Ma la musica è stata soltanto una delle componenti di una serata che ha avuto soprattutto nella figura di Italo Leali, direttore artistico e ideatore della manifestazione, il suo centro emotivo.

Italo Leali e la forza di un festival diventato “Jazz for SLA”

La manifestazione affonda le proprie radici nella Tuscia, dove nacque molti anni fa per iniziativa dello stesso Leali. Dal 2023, dopo che il suo ideatore è stato colpito dalla SLA, il progetto ha assunto una nuova e ancora più profonda identità, diventando “Jazz for SLA” e legando la qualità della proposta musicale alla sensibilizzazione sulla malattia e al sostegno alla ricerca.

A Castel Gandolfo Leali ha potuto rivolgersi al pubblico grazie a un particolare dispositivo tecnologico che gli consente di comunicare, trasformando in voce i suoi movimenti. Un momento che ha colpito profondamente i presenti.

Ancora più toccante è stato l’incontro con alcune persone affette da patologie motorie e neurodegenerative, che si sono avvicinate a lui durante la serata. Leali le ha incoraggiate più volte a non arrendersi e a continuare a lottare, trasformando il festival in qualcosa che va ben oltre lo spettacolo.

Accanto a lui, come nelle altre tappe castellane, c’era Giuliano Bozza, organizzatore e presentatore della serata, legato a Leali da una lunga amicizia e protagonista dell’arrivo del progetto nei Castelli Romani.

Il sindaco De Angelis: “Italo ci ha trasmesso una forza incredibile”

Alla manifestazione ha preso parte l’Amministrazione comunale di Castel Gandolfo, con il sindaco Alberto De Angelise l’assessore alla Sanità Tiziano Mariani.

Il primo cittadino ha voluto sottolineare soprattutto la testimonianza umana offerta dal direttore artistico.

“Italo ha trasmesso a tutti noi una forza personale incredibile con il suo esempio. Grazie davvero a lui, a sua figlia e a Giuliano Bozza, che ha voluto organizzare anche ai Castelli Romani il Festival del Jazz ideato da Italo Leali”.

I ringraziamenti degli organizzatori sono andati all’intera Amministrazione comunale di Castel Gandolfo, compresa l’assessora alla Cultura Francesca Barbacci, per aver sostenuto l’iniziativa e condiviso le finalità del progetto.

Presente anche Samuel Nocera, assessore agli Eventi del Comune di Genzano, che aveva già accolto il festival due settimane prima nell’Anfiteatro dell’Olmata. Anche Nocera ha rimarcato il valore dell’impegno degli organizzatori e la forza trasmessa dalla testimonianza di Italo Leali.

Particolarmente personale ed emozionante anche la testimonianza del fotoreporter e giornalista del territorio Luciano Sciurba, presente in piazza della Libertà.

Sciurba ha legato il significato della serata alla propria esperienza familiare, ricordando la sorella maggiore Mery, colpita dalla SLA e scomparsa nel 2013 dopo anni di malattia. “Ho avuto mia sorella maggiore Mery allettata da questa terribile malattia per molti anni – ha ricordato – e anche lei, come Italo Leali, mi ha trasmesso una forza indescrivibile”.

Un ricordo affidato anche a un’immagine rimasta impressa nella sua memoria: gli occhi della sorella che si illuminavano quando lui andava a trovarla nella sua casa di Cecchina e il tentativo, pur nelle condizioni più difficili, di tranquillizzarlo e dirgli che andava tutto bene.

Parole che hanno ulteriormente rafforzato il significato di una manifestazione nata per fare cultura e musica ma capace, oggi, di creare anche una rete di vicinanza tra persone e famiglie che conoscono da vicino le conseguenze della SLA.

Da Frascati a Genzano e Castel Gandolfo: il festival abbraccia i Castelli Romani

Il percorso castellano di “Castelli in Jazz for SLA” era stato avviato con una presentazione lo scorso inverno a Villa Tuscolana, a Frascati, dalla quale era nato l’invito alle amministrazioni del territorio ad accogliere alcune tappe della manifestazione.

Nel corso dei mesi hanno aderito, tra gli altri, Frascati, Colonna, Grottaferrata, Genzano e Castel Gandolfo, dando forma a un progetto sempre più radicato nel territorio.

Fondamentale anche il sostegno degli sponsor, tra i quali Magazzini Maury’s, Casata Mergè, Ristorante Love Truffles e lo studio legale Parenti.

Gli organizzatori hanno inoltre rivolto un particolare ringraziamento al Commissariato della Polizia di Stato di Frascati per l’organizzazione e alla Questura di Roma, nella persona del Questore Roberto Massucci, per la vicinanza alla causa e al Festival.

La serata di Castel Gandolfo ha avuto anche una presenza speciale. In piazza c’era infatti Kim, cane da soccorso di razza Pastore Belga Malinois, insieme al suo conduttore Lorenzo Botti, Vigile del Fuoco.

Il binomio è specializzato nella ricerca di persone scomparse o rimaste sotto le macerie e ha partecipato nel corso degli anni a numerose operazioni di soccorso in occasione di calamità ed eventi drammatici, dai terremoti del Centro Italia fino alle operazioni successive alla tragedia di Rigopiano e al crollo del Ponte Morandi di Genova.

Botti e Kim vivono proprio a Castel Gandolfo e la loro presenza ha aggiunto alla manifestazione un ulteriore simbolo di servizio, solidarietà e vicinanza agli altri.

Le prossime tappe tra Grottaferrata e Monte Tuscolo

Il viaggio di “Castelli in Jazz for SLA” non si ferma. Le prossime date saranno rese note nei prossimi giorni, ma tra gli appuntamenti annunciati figurano una serata a Grottaferrata, in un luogo storico, e una tappa particolarmente simbolica nell’area archeologica e culturale del Monte Tuscolo.

Proprio il Tuscolo, duramente colpito dai devastanti incendi dei giorni scorsi, potrebbe diventare così lo scenario di una serata dedicata alla rinascita e al coraggio.

Valori che ben sintetizzano anche il messaggio lasciato dalla tappa di Castel Gandolfo: la musica come occasione di incontro, ma soprattutto come strumento per non spegnere i riflettori sulla SLA, sulle persone che ogni giorno la affrontano e sulla necessità di continuare a sostenere la ricerca.




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 Michela Emili

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