È Le città di pianura di Francesco Sossai il vincitore assoluto dei David Di Donatello 2026. È il miglior film, ma non solo. Al road movie strampalato lungo la sterminata pianura veneta, a caccia dell’ultimo bicchiere da bere, sono andate ben 8 statuette (tra cui miglior regia e miglior attore protagonista). Del resto era il frontrunner inaspettato – ma con merito -, forte di 16 candidature, e ha mantenuto le attese. Il grande sconfitto? Paolo Sorrentino. Nonostante le 14 nomination, se n’è uscito a mani vuote.
Aveva 13 candidature Le assaggiatrici di Silvio Soldini, che ha avuto le sue soddisfazioni. Migliore attrice protagonista? Aurora Quattrocchi, a 83 anni, in una lunga lunghissima cerimonia di premiazione.
Il racconto della serata
L’apertura della 71ª edizione dei David Di Donatello è stata affidata ad Annalisa adagiata su un pianoforte rosso, a cantar superbamente Bang Bang (My baby shot me down): ed è grande entrée! Ma l’andamento della serata infinita è stato meno trascinante – ed è un eufemismo -, con discorsi di accettazione spesso chilometrici e Flavio Insinna a cercar di domarli o a impantanarsi lui per primo: ma perché non dare un limite di tempo come agli Oscar?
Il conduttore ha sfoggiato comunque verve comica, pur tra qualche impaccio (e sussurro fuori campo, dimenticando di aver un microfono addosso). Accanto a lui Bianca Balti, sulla scia di Sanremo.
Fuori, intanto, davanti agli Studi di Cinecittà di Roma, la protesta delle maestranze del cinema che denunciano precarietà, contratti fermi dal 1999 e mancanza di tutele.
Tanti discorsi impegnati
E sul palco del nuovo Teatro 23, inaugurato per la serata dai David, non pochi degli artisti premiati hanno ricordato l’importanza dei lavoratori “invisibili” del settore audiovisivo. «Questo Paese sta vivendo un impoverimento culturale importante», ha subito tuonato Matilda De Angelis, emozionata e splendente, premiata come miglior attrice non protagonista per Fuori. «Mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un’intera categoria per ricordare che esiste, che è quella delle lavoratrici e dei lavoratori del cinema e dello spettacolo, la mia famiglia».
Diversi anche i messaggi sull’angustiante scena internazionale di conflitti e orrori. «Non stanchiamoci mai di cercare la verità e la giustizia, anche se viviamo in un’epoca di mostri», l’appello di Andrea Castorina, David di Donatello per la scenografia de La città proibita. Lino Musella, migliore attore non protagonista per Nonostante, ha ringraziato la Flotilla e invocato «Palestina libera».
A portare un po’ di svagata soavità Arisa, con la sua voce che conduce altrove, sulle note di Smile e Canta ancora, brano del film Il ragazzo dai pantaloni rosa.
I premi speciali
Tra i riconoscimenti speciali, Gianni Amelio ha ritirato il Premio alla Carriera. Il maestro della direzione di fotografia Vittorio Storaro, invece, sorretto dalla nipote, ha ricevuto il Premio Speciale Cinecittà David 71. All’animatore Bruno Bozzetto, 88 anni e in grande forma, il David Speciale: «Grazie a mio padre che ha creduto in me. Avevo 17-18 anni e l’unico concorrente allora sulla piazza era Walt Disney».
A 83 anni, Aurora Quattrocchi ha vinto il suo primo David di Donatello, come migliore attrice protagonista per Gioia mia. «Grazie alla meravigliosa regista Margherita Spampinato che mi ha portato a questo trionfo meraviglioso. Meravigliosissimo», in un urlo.
Francesca Michielin, con Nessun grado di separazione, ha accompagnato il momento dedicato alla memoria. In un elenco purtroppo lungo e ricchissimo, sono scorsi i nomi di tanti artisti scomparsi recentemente: Lea Massari, Adriana Asti, le gemelle Kessler, Pippo Baudo, Ornella Vanoni e Gino Paoli, Stefano Benni, David Riondino, Brigitte Bardot, Robert Redford…
Tra gli ospiti, Matthew Modine, a Roma per girare la commedia Splendid thing, che ha lanciato un appello al cinema con al centro l’uomo, senza algoritmi. E un breve omaggio al nostro cinema: «Non c’è Italia senza cinema».
Quasi incredulo Sergio Romano, nel ricevere il premio come miglior attore protagonista per Le città di pianura. Ha proposto una «semplice riflessione», pensando al periodo difficile che stiamo vivendo: «Il nostro Paese ha bisogno di essere raccontato e quindi di essere visto, come un bambino ha bisogno di essere visto, come ognuno di noi ha bisogno di essere visto. La riflessione: cosa stiamo guardando? È nostra responsabilità».
Ecco tutti i vincitori (e i candidati) dei David di Donatello 2026.

Miglior film
Cinque secondi di Paolo Virzì
Fuori di Mario Martone
La grazia di Paolo Sorrentino
Le assaggiatrici di Silvio Soldini
Le città di pianura di Francesco Sossai
Miglior regia
Fuori di Mario Martone
La città proibita di Gabriele Mainetti
La grazia di Paolo Sorrentino
Le assaggiatrici di Silvio Soldini
Le città di pianura di Francesco Sossai
Migliore attrice protagonista
Valeria Bruni Tedeschi per Duse
Barbara Ronchi per Elisa
Valeria Golino per Fuori
Aurora Quattrocchi per Gioia mia
Anna Ferzetti per La grazia
Tecla Insolia per Primavera

Migliore attore protagonista
Valerio Mastandrea per Cinque secondi
Claudio Santamaria per Il nibbio
Toni Servillo per La grazia
Pierpaolo Capovilla per Le città di pianura
Sergio Romano per Le città di pianura
Miglior attrice non protagonista
Valeria Golino per Breve storia d’amore
Valeria Bruni Tedeschi per Cinque secondi
Barbara Ronchi per Diva Futura
Matilda De Angelis per Fuori
Milvia Marigliano per La grazia
Silvia D’Amico per Tre ciotole
Miglior attore non protagonista
Francesco Gheghi per 40 secondi
Vinicio Marchioni per Ammazzare stanca – autobiografia di un assassino
Fausto Russo Alesi per Duse
Roberto Citran per Le città di pianura
Andrea Pennacchi per Le città di pianura
Lino Musella per Nonostante
Miglior esordio alla regia
Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi
Gioia mia di Margherita Spampinato
La vita da grandi di Greta Scarano
Paternal leave di Alissa Jung
Tienimi presente di Alberto Palmiero
Migliore sceneggiatura originale
Cinque secondi – Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
Duse – Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
Gioia mia – Margherita Spampinato
La grazia – Paolo Sorrentino
Le città di pianura – Francesco Sossai, Adriano Candiago
Migliore sceneggiatura non originale
40 secondi – Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi
Elisa – Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
Fuori – Mario Martone, Ippolita Di Majo
Le assaggiatrici – Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia
Primavera – Ludovica Rampoldi
Miglior produttore
Duse – Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni per Palomar (Mediawan Company), Benedetta Cappon per Avventurosa, con Rai Cinema, in collaborazione con Piperfilm, Alexandra Henochsberg, Pierre-François Piet per Ad Vitam Films
Gioia mia – Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco per Yagi Media, in collaborazione con Paolo Butini, Ivan Caso, Filippo Barracco
Le…
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Simona Santoni
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