Venerdì 5 giugno, alle 17.30 ci sarà l’inaugurazione di uno dei progetti più belli che abbiamo curato in questi ventidue anni di associazione, la mostra fotografica La liberazione possibile. Il manicomio, Franco Basaglia e noi, con Carla Cerati, Gianni Berengo Gardin, Luciano D’Alessandro, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Emilio Tremolada e Enzo Umbaca.
La mostra, che è curata da Archivi della Resistenza, con la collaborazione di Tatiana Agliani, ha il patrocinio del comune di Castelnuovo Magra e del Museo Audiovisivo della Resistenza e Libreria Marini.
Sarà visitabile presso la Torre dei Vescovi di Luni a Castelnuovo Magra, dal 5 giugno al 18 ottobre. Una mostra che offre a tutti e a tutte noi alcune straordinarie opportunità.
La prima e più scontata è quella di vedere in una sola volta i materiali di alcuni dei più importanti fotografi e artisti italiani che, nel corso degli anni, si sono occupati della salute mentale e della rivoluzione che in questo campo portò Franco Basaglia, dapprima denunciando la condizione di umiliazione e segregazione dei manicomi (sono presenti le fotografie di due libri fondamentali del 1969 che aprirono un dibattito: Morire di classe di Gianni Berengo Gardin e Carla Cerati e Gli esclusi di Luciano D’Alessandro) e poi documentando e interpretando mano a mano il fermento culturale e politico che riuscì a promuovere quella presa di coscienza, con l’apertura delle strutture e il progressivo superamento dell’istituzione.
Una straordinaria stagione culturale e sociale dell’anti-autoritasimo italiano, per certi versi irripetibile, a cui la fotografia ha dato un contributo di fondamentale importanza, ma una stagione che ci induce anche a riflettere sul presente e sul fatto che se una liberazione è stata possibile, allora anche altre liberazioni sono oggi possibili.
La mostra sarà visitabile nei seguenti orari: Luglio e agosto da martedì a giovedì: 17.30-20.30; da venerdì a domenica 10.30-12.30 / 17.30-20.30 Giugno, settembre e ottobre: sabato e domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.30.
Biglietto d’Ingresso 8 €, ridotto 5 €. Il biglietto d’ingresso dà diritto all’ingresso ridotto al Museo Audiovisivo della Resistenza.
“Vi aspettiamo all’inaugurazione venerdì 5 giugno alle 17.30 in Piazza Querciola a Castelnuovo Magra, dopo – annunciano gli organizzatori – andremo tutti e tutte al Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo per una cena sociale (ore 20) e a seguire (ore 21.30) il concerto di Alessio Lega e Rocco Marchi “E ti chiamaron matta”, il rifacimento dell’album del 1971 che Gianni Nebbiosi – musicista, poeta e studente di medicina – scrisse e registrò assieme a Giovanna Marini, sei canzoni che denunciavano il manicomio a cui il cantautore Alessio Lega unirà altre canzoni per la liberazione dalla repressione mentale, come quella dedicata alla morte in contenzione del maestro Franco Mastrogiovanni. Info e prenotazioni al 3290099418″.
L’associazione Archivi della Resistenza, che si occupa di storia orale e gestisce il Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (anch’esso partner del progetto), torna con un progetto di grande valore culturale dopo delle mostre già realizzate per il Comune: La lotta delle donne di Tano D’Amico del 2017, L’autre Vivian. L’altra Vivian Maier (con Roberto Carlone) del 2018, La strada, la lotta e l’amore di Letizia Battaglia, Tano D’Amico e Uliano Lucas del 2019 e Narciso meccanico. Una fotocamera per specchiarsi nel mondo (1972-2023) di Maurizio Maggiani del 2023. Tutte mostre nate da progetti originali e pensati per Castelnuovo Magra in anteprima che poi hanno preso il volo per altre prestigiose sedi
Il motivo ispiratore della mostra è la figura dello psichiatra Franco Basaglia (1924-1980) che ha rivoluzionato l’assistenza mentale, promuovendo la progressiva abolizione dei manicomi con la Legge 180 del 1978 (Legge Basaglia).
Se lui fu indubbiamente il protagonista assoluto di quella straordinaria stagione, alla base ci fu una battaglia corale, che consenti di trasformare l’approccio alla malattia mentale da reclusione a cura, e i pazienti da malati a ospiti, restituendo dignità, diritti e libertà a chi era stato recluso ed emarginato.
La chiusura di queste istituzioni totali disumanizzanti fu un atto rivoluzionario e trovò nella comunicazione e in particolare fotografia una alleata fondamentale, che consenti di denunciare la condizione dei malati reclusi, suscitare indignazione e creare consapevolezza.
La fotografia non abbandonò questi temi, dopo anche dopo l’abolizione del manicomio, ma continuò a lavorarci, fornendo così una testimonianza fondamentale per indagare le trasformazioni successive.
Lo schema della mostra tiene conto, come è tradizione per Fosdinovo, della particolare collocazione nella Torre del Catello dei Vescovi di Luni ed è diviso appunto in sei capitoli per sete fotografi che sono organizzati sia in forma di racconto sia di retrospettiva.
A Castelnuovo Magra potremo vedere alcuni dei più importanti fotografi italiani, autori reportages fotografici o di progetti svincolati dal fotogiornalismo, che hanno tutti la caratteristica di mettere al centro il tema del manicomio.
Questa la divisione per piani: 1° piano: un libro fondamentale Luciano D’Alessandro con Gli Esclusi (1965-1969) come Morire di classe 1969 di Gianni Berengo Gardin e Carla Cerati; 2° piano:; 3° piano: Paola Mattioli con un reportage realizzati a San Giovanni di Trieste nel 1973; 4° piano: Uliano Lucas con una retrospettiva che parte dalla metà degli anni Settanta e arriva ai giorni nostri, dimostrando una “lunga fedeltà” a questo tema; 5° piano Emilio Tremolada Una perfezione manicomiale realizzato nel 1978 e pubblicato nel 1981; 6° piano: l’installazione Quasi 1000- Archivio (1994) di Enzo Umbaca.
Una rassegna, accompagnata da installazioni audiovisive, che guideranno lo spettatore nella straordinaria vicenda basagliana e ci spingeranno a domandarci quale eredità rimane di quella irripetibile stagione, ma anche quali altre liberazioni sono possibile e anzi necessarie.
Il programma, in corso di definizione, prevede al solito una serie di iniziative sul tema della fotografia e il manicomio, come la presentazione di libri, conferenze e seminari, ci saranno gli incontri con i fotografi e artisti protagonisti ancora in vita (Lucas, Mattioli, Tremolada, Umbaca), ma anche concerti (Alessio Lega con il concerto dedicato all’album di Gianni Nebbiosi “E ti chiamaron matta” e Nevruz con un concerto-spettacolo dedicato alle neuro divergenze) e poi ancora proiezioni all’interno della rassegna “Cinema cultura”, gruppi di lettura, laboratori per bambini e tanto altro ancora.
Archivi della Resistenza curerà anche un catalogo della mostra, con un saggio della studiosa Tatiana Agliani, in uscita nella collana “Verba manent – Serie sguardi” presso Edizioni ETS di Pisa.
Altri testi critici, materiali audiovisivi e multimediali saranno prodotti a corollario della mostra dal collettivo di Archivi della Resistenza.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Thomas De Luca
Source link



