di Gianluca Martucci
BRUXELLES (Public Policy Europe) – Obbligo di accettare i pagamenti in euro digitale con deroghe per micro e piccole imprese, uso graduale due anni prima dell’emissione ufficiale e tetto unico nell’Eurozona alle commissioni basato sui costi. Sono le novità della posizione adottata dalla commissione Affari economici (Econ) del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento sull’euro digitale. Se non ci saranno ulteriori modifiche in plenaria, l’Eurocamera presenterà il testo approvato martedì per i negoziati con il Consiglio dell’Ue al via il 13 luglio.
Ecco, in sintesi, i principali cambiamenti apportati dalla Econ alla proposta della Commissione presentata a giugno 2023.
LANCIO PROGRESSIVO
La Commissione Econ chiede che l’euro digitale sia introdotto in maniera progressiva già nei 24 mesi prima della sua emissione per consentire agli intermediari, ai commercianti e agli utenti di prepararsi all’uso della nuova moneta. La proposta ricorda quanto avvenuto con l’introduzione delle banconote in euro dal 1999 al 2001 in alcuni Paesi. L’euro digitale dovrebbe essere emesso almeno due anni dopo l’annuncio da parte della Banca centrale europea. Il Parlamento propone un obbligo per la Banca centrale europea di annunciare pubblicamente la data prevista per l’emissione ufficiale.
La Bce, secondo la Econ, deve condurre test “per un periodo sufficiente” (nel corso di una cosiddetta “fase pilota”), per valutare il funzionamento delle funzionalità di pagamento offline e online, l’inclusione di persone vulnerabili e con scarse competenze digitali e la difesa dai rischi nella cybersicurezza. Nel testo proposto dalla Commissione europea nel 2023 non c’era l’obbligo esplicito di effettuare test prima dell’emissione ufficiale. Durante la fase pilota, secondo il testo votato oggi, la Bce deve garantire che nei pagamenti offline non ci siano rischi di contabilizzazione della stessa spesa per più volte e che sia assicurata l’integrità dei dispositivi di pagamento.
La Bce inoltre, secondo i relatori deve adottare qualsiasi misura necessaria per evitare conflitti di interesse tra la politica monetaria, di vigilanza e controllo dei sistemi di pagamento e la gestione dell’euro digitale. La proposta inziale della Commissione prevedeva l’istituzione di un’unità amministrativa separata all’interno della Bce, il testo dell’Eurocamera lascia a Francoforte la scelta degli strumenti da utilizzare per evitare conflitti di interesse.
LIMITI ALL’USO
La Econ chiede di lasciar decidere alla Banca centrale europea il limite di euro digitale che i privati cittadini possono detenere se il Consiglio e il Parlamento non approvano la proposta della Commissione europea. Il testo votato oggi propone che la Commissione europea presenti un atto delegato tenendo conto delle raccomandazioni della Bce e che Parlamento europeo e Consiglio Ue si esprimano entro tre mesi, prorogabili eventualmente di altri tre su iniziativa di una delle due istituzioni. In caso di mancata decisione, sarebbe la Bce a stabilire un limite da rivedere ogni due anni ed eventualmente modificare sempre tramite atto delegato proposto dalla Commissione. La Banca centrale, secondo la Econ deve poter stabilire altri limiti tecnici diversi dal tetto per evitare un deflusso dai depositi bancari che può minare la stabilità finanziaria. Il testo è parzialmente in linea con quanto ha proposto il Consiglio Ue a dicembre 2025 nel suo mandato negoziale, in cui la proposta del tetto sarebbe direttamente presentata dalla Bce in accordo con la Commissione e richiederebbe l’ok a maggioranza qualificata del Consiglio entro sei mesi. Nel caso il Consiglio non si esprima entro il termine la Bce dovrebbe stabilire il tetto.
Il Parlamento chiede che per le attività commerciali l’accumulo di moneta nei portafogli di euro digitali in entrata sia solo temporaneo. Entro 24 ore i negozianti devono procedere al prelievo in blocco di euro digitali sui propri conti o sui propri depositi (limite infragiornaliero). In caso di evento di forza maggiore, secondo la Econ, le persone giuridiche devono poter accumulare senza limiti euro digitali. Risolta la situazione di forza maggiore, devono procedere al trasferimento di denaro dal portafoglio in euro digitale ad altri conti o depositi.
COMMISSIONI
Il Parlamento chiede esplicitamente che i privati cittadini possano detenere, trasferire e ricevere euro digitali senza costi di transazione. Lo stesso principio vale anche per i lavoratori autonomi, ma solo in quanto pagatori, e non quando ricevono pagamenti per la vendita di beni e servizi. Se un lavoratore autonomo utilizza il conto gratuito per incassare pagamenti commerciali, l’intermediario di pagamento dovrebbe essere autorizzato a chiudere il conto in euro digitali, secondo la Econ.
Nel testo approvato oggi, la Econ propone di lasciare la libertà di applicare una commissione “ragionevole” per la richiesta di una carta fisica, ma con il divieto di utilizzare le entrate di questa commissione per remunerare altri servizi forniti gratuitamente. Le commissioni che gli intermediari di pagamento possono applicare e che non rientrano nella lista dei servizi gratuiti definita nel regolamento, secondo il Parlamento, devono essere “chiaramente indicati”, “fatturati separatamente” e “definiti da un contratto”. Nella proposta negoziale si obbligano gli intermediari di pagamento e le banche a impedire che l’accredito di contanti o il prelievo di contanti sia più costoso di quanto succede con altri mezzi di pagamento. Nel testo si propone anche di rimuovere le commissioni tra prestatori del servizio per i pagamenti offline e per il rifornimento o il prelievo di euro digitale da altri conti quando l’operazione riguarda la stessa banca o lo stesso fornitore del servizio.
La commissione Econ chiede le commissioni sui commercianti e le commissioni tra intermediari di pagamento (o interbancarie), rispettino il tetto stabilito dalla Commissione per tutta l’Eurozona, e non superino quanto già applicato per altri mezzi comparabili (secondo il principio no worse off). Stabilito dalla Commissione europea dopo aver consultato la Banca centrale europea, il tetto dovrebbe basarsi sul rapporto tra la media ponderata delle commissioni applicate dai circuiti di carte di debito nazionali e internazionali e il valore complessivo delle transazioni di pagamento degli ultimi 12 mesi. L’importo ottenuto, propone la Econ, deve essere adeguato ai costi sostenuti dai fornitori del servizio di pagamento (banche o altre imprese fintech) per la connessione all’infrastruttura.
Entro cinque anni dall’emissione dell’euro digitale o appena i dati sui costi raccolti sono considerati affidabili, secondo la Econ, la Commissione dovrebbe pubblicare una relazione per stabilire un modello alternativo basato sui costi del servizio se considerato più vantaggioso per i commercianti e più competitivo per il mercato dell’Eurozona. La Commissione è chiamata tramite un atto di esecuzione a stabilire una struttura di commissioni basata sui costi sostenuti “dal gruppo più efficiente di fornitori di servizi di pagamento” e adeguato con “un ragionevole margine di profitto”. Le commissioni imposte secondo questo modello dovrebbero essere proporzionate alla dimensione del commerciante e all’importo della transazione, e la Commissione dovrebbe considerare “una commissione fissa o per transazione per evitare oneri sproporzionati” (“flat fee”). La Commissione, stando al testo, dovrebbe valutare almeno ogni cinque anni la possibile revisione del modello di compensazione. Il testo approvato oggi vieta l’applicazione di commissioni interbancarie o tra intermediari di pagamento per i pagamenti offline.
DEROGHE PER MICRO E PICCOLE IMPRESE
La Econ propone di esentare le imprese fino a 50 dipendenti e dieci milioni di fatturato dall’obbligo di accettare euro digitale (micro e piccole imprese) e gli enti no-profit, ma solo se non accettano altri metodi di pagamento come carte di debito, pagamenti istantanei o altre soluzioni tecnologiche per pagamenti in prossimità a un terminale. Nei metodi di pagamento considerati dai relatori per l’esenzione non rientrano i bonifici bancari e gli addebiti diretti non saldati con la prossimità al terminale.
Il Parlamento propone di escludere dall’obbligo anche i lavoratori autonomi che svolgono attività commerciale e i pagamenti fatti a distributori automatici che non accettano altri metodi di pagamento elettronici. L’obbligo di accettare euro digitale decade quando il rifiuto è fatto in buona fede ed è giustificato con ragioni dovute a una circostanza temporanea e inaspettata come un guasto tecnico del dispositivo o un’interruzione di energia elettrica. Il mandato negoziale approvato dal Consiglio a dicembre 2025 non prevede un’esenzione per le piccole e microimprese. (Public Policy Europe)
@GianMartucci
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