OSIMO – Taglio del nastro questa mattina, dopo la riqualificazione, per lo storico mercato del bestiame di piazza Giovanni XXIII trasformato in spazio polifunzionale grazie ai fondi Pnrr-PINQuA. Sarà aperto dal 1 luglio per tutta l’estate di pomeriggio, dal lunedì al sabato. La sindaca Glorio: «Cambia la funzione, ma resta immutata la sua missione: mettere al centro le persone e la vita della città. Non si cancella la memoria del luogo, ma la si rinnova». A breve restyling anche per i giardini pubblici
Le note della banda musicale Città di Osimo, il gonfalone del Comune per le celebrazioni solenni, la benedizione dell’arcivescovo Angelo Spina e tanti ospiti, anche l’assessore regionale Tiziano Consoli, alla cerimonia del taglio del nastro per il riqualificato ex Foro Boario di pizza Giovanni XXIII questa mattina ad Osimo, «un luogo che appartiene alla storia della città e che da oggi torna ad appartenere pienamente al suo futuro» ha sottolineato la sindaca Michela Glorio. Una inaugurazione sentita ed attesa che restituisce ad Osimo davvero un immobile, uno spazio simbolo e d’affezione, recuperato grazie ai fondi del Pnrr-Pinqua. Il Foro Boario era, storicamente, il mercato del bestiame della città e per decenni è stato il cuore pulsante dell’economia agricola del nostro territorio. Qui si incontravano allevatori, commercianti e famiglie. Qui si costruivano relazioni, oltre che scambi economici.
La cerimonia di inaugurazione dopo il restauro dell’ex Foro Boario di Osimo, stamattina in piazza Gioanni XXIII
«Oggi ritrova la sua vocazione di spazio di incontro: non più mercato del bestiame, ma luogo di cultura, partecipazione e comunità. Cambia la funzione, ma resta immutata la sua missione: mettere al centro le persone e la vita della città. Non si cancella la memoria del luogo, ma la si rinnova. Un esempio concreto di rigenerazione urbana, in cui il patrimonio storico viene restituito alla collettività con nuove funzioni, mantenendo viva la sua identità. – ha ricordato la sindaca – Questo progetto è stato realizzato grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare, il PINQuA, uno degli strumenti più importanti messi in campo per promuovere la rigenerazione urbana, la sostenibilità e l’inclusione sociale».
da sin. gli assessori Jacopo Angeletti e Mauro Pellegrini con la vice sindaca Paola Andreoni e la presidente del Consiglio comunale di Osimo Eliana Flamini
Come Comune capofila di un partenariato territoriale ampio e qualificato Osimo ha raccolta la sfida. «Una scelta che dimostra come le sfide più importanti non possano essere affrontate da soli, ma richiedano collaborazione, condivisione di obiettivi e capacità di costruire una visione comune. -ha ribadito Glorio – Desidero per questo rivolgere un ringraziamento ai Comuni coinvolti (Cagli, Montelupone, Monsampolo del Tronto, Muccia, Palmiano, Petriano, Sassoferrato, Visso) e alla fondamentale partnership della Regione Marche, che nel 2022 presentò per conto degli enti locali l’istanza al Ministero delle Infrastrutture con l’obiettivo di intercettare queste risorse strategiche.
Voglio a questo proposito ricordare il sindaco con il quale il progetto è iniziato, Simone Pugnaloni, che insieme all’architetto Manuela Vecchietti e con il supporto dell’Università Politecnica delle Marche, hanno voluto ridare slancio a San Marco, rione storico della nostra città. A seguito del finanziamento è iniziata una fase molto impegnativa: quella della realizzazione, caratterizzata da appalti centralizzati, scadenze stringenti, procedure complesse, aggiornamenti normativi e continui controlli richiesti dai finanziamenti del Pnrr».
I fondi disponibili erano, inizialmente, 4 milioni e 200mila euro, poi aumentati a 5,04 milioni, di cui 1.200.273 euro proprio per la ristrutturazione dell’ex Foro Boario, 480.000 euro per la riqualificazione degli spazi comuni della vicina zona residenziale popolare di via Andrea da Recanati, 300.000 euro per il recupero di Porta Vaccaro, infine 3.060.000 euro riguardavano la ristrutturazione dell’immobile ex scuola Bruno da Osimo di via Santa Lucia. «Tre interventi su quattro sono stati realizzati nei tempi, uno rimasto fermo, quello dell’ala di Santa Lucia per il quale la ditta, scelta da Invitalia come tutte le altre, non ha voluto portare a compimento, sospendendo i lavori l’anno scorso e rendendo impossibile riprenderli rispettando la scadenza di giugno 2026 imposta dal Pnrr, aprendo quindi una fase di contenzioso. – ha ricordato la prima cittadina di Osimo – Nonostante queste difficoltà, possiamo comunque affermare con soddisfazione di aver raggiunto un risultato non scontato che testimonia la serietà e la competenza con cui l’amministrazione comunale, gli uffici tecnici, i progettisti, le imprese e tutti i soggetti coinvolti hanno lavorato in questi anni sui tre progetti».
Un ringraziamento particolare, la sindaca l’ha rivolto ai tecnici, all’architetto Giovanni Marinelli della Politecnica delle Marche, all’architetto Manuela Vecchietti, alloIngegnere Filippo Sampaolesi del Comune di Osimo, al progettista e direttore lavori Federico Paci e all’ ingegnere Massimo Esposito della Ditta Ecores. «Ringrazio inoltre, l’Azienda speciale Asso per l’allestimento ma anche per la gestione futura di questi spazi, la Osimo Servizi e l’Astea per il supporto operativo. Ringraziamenti vanno anche alla famiglia Perpé per l’utilizzo delle foto storiche rappresentate nei pannelli esposti in sala e a Simona Palombarani dell’ufficio turistico per la descrizione storica. Infine, alla Banda città di Osimo che ci ha accompagnato durante il taglio del nastro». Dal 1 luglio, quindi, questo spazio sarà restituito ai cittadini e destinato ad accogliere attività culturali, sociali e aggregative, «un luogo che ci auguriamo diventi un punto di riferimento per le nuove generazioni. Per il periodo estivo sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 15,30 alle 18,30; inoltre, su richiesta, potrà essere utilizzato per mostre, eventi, convegni, seminari. Un importante attività che porteremo in questo luogo saranno anche i laboratori per bambini, adolescenti e famiglie promossi dall’Ambito sociale territoriale 13. Alcune date sono state già prenotate da un’associazione locale per corsi di formazione di teatro nei fine settimana» ha annunciato la sindaca.
La sindaca Glorio con l’arcivescovo Angelo Spina e padre Jaques Zitonda Mudende, il parroco della chiesa di San Marco sotto la cui guirisdizione rientra l’ex Foro Boario e piazza Giovanni XXIII
Un progetto parallelo, e in corso di realizzazione, riguarda invece gli spazi esterni, e quindi l’area verde di piazza Giovnni XXIII, dove grazie ad un altro finanziamento erogato dalla Fondazione Cariverona che vede coinvolto il Comune di Osimo e l’Università Politecnica, per circa 144mila euro, saranno presto riqualificati i bagni, il campo di basket e l’anfiteatro per essere più accoglienti e vivibili. «Questo secondo percorso targato Cariverona ha visto l’attivazione di processi di co-progettazione con le comunità locali nel ripensare lo spazio e ha formato “attivatori di comunità”, ossia persone della società civile che sono state formate per stimolare il sentimento di appropriazione e cura degli spazi pubblici. A margine dell’inaugurazione abbiamo previsto dei riconoscimenti proprio per ringraziarli dell’impegno. Un progetto che si integra perfettamente con il finanziamento PINQuA e che ci ha insegnato che la qualità dell’abitare non dipende soltanto dagli edifici, ma dalla qualità delle relazioni che sappiamo costruire intorno ad essi» ha concluso tra gli applausi dei presenti Michela Glorio.
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Maria Paola Cancellieri
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