Dal 1999, quando la prima X5 ha lanciato BMW al mondo dei SUV premium a trazione integrale, sono stati consegnati oltre tre milioni di esemplari. La quinta generazione presentata ufficialmente nello stabilimento americano di Spartanburg, dove viene prodotta, è la più ambiziosa della storia del modello: cinque motorizzazioni diverse, un’unica piattaforma flessibile, e per la prima volta nella storia del marchio un SUV di questa dimensione che include anche la versione a idrogeno.
Il lancio non poteva avvenire in nessun altro posto che Spartanburg. BMW ha investito 1,7 miliardi di dollari in quello stabilimento, ampliandolo e aggiungendo il nuovo impianto di Woodruff dedicato alle versioni elettriche. Negli USA la X5 è quasi un best seller alla pari con la X3, e portare la presentazione mondiale lì è la conferma che il mercato americano resta il cuore pulsante di questo modello.
Design Neue Klasse
A colpo d’occhio la nuova X5 porta con sé un’identità visiva che rompe con il passato. Il linguaggio estetico si avvicina dichiaratamente a quello della Neue Klasse, ovvero la famiglia di concept che BMW ha già mostrato e che anticipa il design dei futuri modelli elettrici del brand, senza però sacrificare quella muscolatura vigorosa che ha sempre contraddistinto il SUV di Monaco.
Il frontale predilige la verticalità rispetto al passato, dominato dalla calandra Iconic Glow retroilluminata e da gruppi ottici con una firma a doppia X che la identifica immediatamente. Nelle fiancate si leggono superfici più pulite con meno nervature rispetto alla generazione uscente. La coda porta gruppi ottici sottili a tutta larghezza, una scelta sempre più comune nel segmento premium, eseguita con la sobrietà di un SUV tedesco. Uno dei dettagli stilistici più originali riguarda le porte: le tradizionali maniglie a pressione lasciano il posto ai BMW Winglets, elementi integrati nei montanti B e C che garantiscono apertura elettrica e funzione Soft Close di serie.
Sul fronte aerodinamico, i cerchi arrivano fino a 23 pollici, mentre il coefficiente di resistenza dell’aria si ferma a un Cx di 0,28, valore inaspettato per un veicolo di questa stazza, che spiega in parte i numeri di autonomia dichiarati per la versione elettrica.
Interni tecnologici
L’abitacolo fa un salto generazionale rispetto al passato, evidente, e si allinea con le ultime rivelazioni BMW. La grande novità è il Panoramic Vision: un head-up display che non proietta le informazioni su una piccola porzione di vetro di fronte al guidatore, ma distribuisce le informazioni lungo l’intera base del parabrezza. Una soluzione che si trova già su alcuni modelli di fascia alta, al debutto su X5.
Accanto a questo c’è il display centrale da 17,9 pollici con il nuovo sistema operativo OS X e lo schermo passeggero da 14,6 pollici con oscuramento automatico, che permette al passeggero di guardare contenuti durante la marcia senza disturbare la visione del conducente. Le finiture si chiamano Clear & Bold e introducono materiali nuovi per BMW come ardesia, cristallo, superfici opache alternate a lucide. Il controllo vocale, infine, si evolve grazie all’integrazione con l’intelligenza artificiale generativa di Amazon Alexa+: oltre ai comandi fissi arrivano le risposte contestuali, comprensione del linguaggio naturale, gestione delle richieste in modo conversazionale.
Cinque declinazioni di X5
La novità più significativa della nuova X5 non è il design né la tecnologia di bordo, ma la gamma di motorizzazioni. Cinque proposte diverse su un’unica piattaforma CLAR aggiornata, la stessa base delle generazioni precedenti, adattata per accogliere architetture molto diverse tra loro. Una scelta pragmatica, che BMW giustifica con la necessità di non perdere nessun cliente durante una transizione energetica che non ha ancora una velocità uniforme in tutti i mercati.
Benzina
Il benzina della nuova X5 è il sei cilindri mild hybrid 48V della versione 40 xDrive, che eroga 400 CV e beneficia di un boost elettrico da 18 CV nelle fasi di accelerazione e ripresa. Non è una motorizzazione rivoluzionaria, ma è potente e consolidata, esattamente quello che chi sceglie la X5 a benzina vuole: potenza fluida, consumi contenuti nei limiti del segmento, nessuna complicazione aggiuntiva.
Diesel
Il 40d xDrive porta avanti la tradizione diesel di BMW con un sei cilindri mild hybrid da 313 CV, anch’esso con boost da 18 CV. Anche in questo caso c’è il supporto per l’HVO100, il carburante rinnovabile a base di oli vegetali che può ridurre le emissioni di CO2 fino al 90% rispetto al diesel tradizionale. Per chi percorre molti chilometri su lunghe distanze, questa combinazione di efficienza e riduzione dell’impatto ambientale è ancora difficile da battere, nonostante i rincari del diesel.
Plug-in
Le plug-in hybrid sono probabilmente le varianti su cui BMW punta di più in termini commerciali, almeno in Europa. La X5 50e da 489 CV e la M60e da 612 CV integrano un motore elettrico da 197 CV direttamente nel cambio Steptronic a otto rapporti, con una batteria da 26,5 kWh che garantisce fino a 102 km di autonomia elettrica. Numeri che danno una nuova chiave di lettura alle plug-in: non più i 40-50 km delle prime generazioni, ora c’è la possibilità di usare la vettura in elettrico più giorni e ricaricarla un paio di sere a settimana.
Elettrica
La iX5 60 xDrive arriva nel 2027 e usa la sesta generazione del sistema eDrive di BMW (Gen6), con architettura a 800V e celle cilindriche 46×120 mm in formato cell-to-pack. Si tratta della stessa tecnologia già vista sulla iX3, con densità energetica superiore del 20% rispetto alla generazione precedente.
La batteria raggiunge i 141 kWh netti una cifra tra le più alte disponibili su un SUV di produzione. L’autonomia WLTP dichiarata oscilla tra 645 e 845 km a seconda dell’allestimento e delle condizioni. La potenza combinata dei due motori è di 578 CV e 805 Nm, sufficienti per uno 0-100 km/h in 4,6 secondi. La ricarica ultra-rapida poi arriva a 460 kW: questo significa che passare dal 10 all’80% richiede 23 minuti nelle condizioni ideali.
Idrogeno
Il capitolo più futuristico arriva nel 2028, con la iX5 Hydrogen. Non è la prima volta che BMW esplora questo territorio, la versione a celle a combustibile della X5 era già infatti stata testata in edizione molto limitata, ma questa volta il progetto è maturo: celle di terza generazione e serbatoi piatti in carbonio installati nello stesso spazio occupabile dalla batteria, con un’autonomia dichiarata di circa 750 km. Non è un’auto per tutti i mercati, l’infrastruttura di distribuzione dell’idrogeno è limitata, ma rimane la prova che BMW non ha abbandonato questa tecnologia e continua a svilupparla in parallelo all’elettrico.
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