Rocca Priora – Raccolta differenziata, approvata TARI 2026: nessun aumento. Minoranza: “Servizio peggiorato”


Il consiglio comunale di Rocca Priora ha approvato nel corso della seduta di ieri il PEF,  (Piano Economico Finanziario) per i rifiuti, ossia il documento contabile di previsione che elenca tutti i costi di gestione del ciclo dei rifiuti (raccolta, spazzamento, trasporto e smaltimento). Rappresenta uno strumento di programmazione dell’ente e consente al Comune di stimare le spese da sostenere per garantire il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Questo piano, presentato in aula dall’assessora Flavia Testa, stabilisce l’importo totale che il Comune deve coprire ed è la base di calcolo per determinare le tariffe della TARI (Tassa Rifiuti) pagata da cittadini e imprese, contestualmente approvate nel corso del consiglio di ieri e rimaste invariate rispetto all’anno precedente. Sul tema sono intervenuti i consiglieri di minoranza Anna Gentili e Milco Rufini, che sostanzialmente non hanno contestato la validità del documento, ma non hanno apprezzato la visione e la capacità di programmazione dell’ente rispetto al tema della raccolta differenziata.

“I conti tornano, non sono contrario a questo PEF – ha detto il capogruppo di Verdi, Bianchi, Rossi, Milco Rufini – ma manca di strategia, investimenti e obiettivi. Un PEF dovrebbe raccontare quale idea di gestione dei rifiuti ha un’amministrazione e quale futuro immagina per il proprio territorio. Ebbene, leggendo questo piano la sensazione che ho avuto è che manchi proprio questo: una visione. È vero che i costi sono certificati e che le formule Arera sono rispettate, ma personalmente non vedo una strategia capace di accompagnare Rocca Priora verso una gestione più moderna, più efficiente e più sostenibile dei rifiuti. Tant’è che sperimentiamo le isole ecologiche le mini isole ecologiche che a mio avviso sono un ritorno al passato quando si conferiva direttamente al secchione.

Il primo elemento che mi ha colpito è che il piano afferma espressamente che non sono previsti i potenziamenti del servizio, non sono previsti costi operativi incentivanti, non sono previsti nuovi servizi, non sono previste modifiche organizzative. In sostanza non si ritiene necessario produrre interventi finalizzati al miglioramento della gestione che invece secondo me ne avrebbe bisogno. 
La domanda che pongo a quest’aula è: davvero pensiamo che nei prossimi quattro anni non serva investire un euro per migliorare il servizio? Non servano nuovi mezzi? Non serva innovare il centro di raccolta? Non servano tecnologie per controllare meglio il servizio? Non serve prepararsi alla tariffazione puntuale che in tante realtà rappresenta ormai lo strumento più efficace per premiare chi produce meno rifiuti e differenzia meglio?

Io personalmente ritengo che questa sia una visione rinunciataria, perché una gestione moderna dei rifiuti non può limitarsi ad amministrare l’esistente, ma deve avere il coraggio di innovare. C’è poi un altro aspetto che mi preme sottolineare nella relazione. Si ricorda che dal 1 gennaio 2025 è stata modificata la frequenza della raccolta dell’indifferenziato a 15 giorni. L’obiettivo dichiarato che personalmente ho anche contestato è stato quello di aumentare la raccolta differenziata e ridurre il quantitativo di rifiuto indifferenziato Quello che mi chiedo è se davvero questa scelta abbia prodotto un miglioramento del servizio, perché la percezione è che il servizio sia peggiorato con un peggioramento del decoro urbano. Inoltre il piano non accenna a un incremento della raccolta differenziata né alla riduzione del rifiuto secco residuo troviamo solo formule e coefficienti, ma non troviamo una strategia ambientale. Questo secondo me è il punto che più mi lascia insoddisfatto, perché una vera politica dei rifiuti non si limita a raccogliere ciò che produciamo. 
Una vera politica ambientale punta innanzitutto a produrre meno rifiuti, investire sulla prevenzione promuove il compostaggio domestico favorisce l’economia circolare riduce gli imballaggi coinvolge le scuole e le associazioni premia i cittadini virtuosi. In questo piano tutto questo semplicemente non c’è”.


Sulla stessa linea la consigliera di minoranza Anna Gentili che ha ricordato come il “PEF  “Dovrebbe raccontare qualcosa di più no rispetto a quello che l’amministrazione vuole attuare sulla propria comunità, proprio su un tema sensibile e delicato, quale quello della gestione dei rifiuti che in generale delle politiche ambientali. Bene che i conti tornino – ha apprezzato la consigliera – però credo che sia evidente a tutti e soprattutto anche a voi che  ci sia stato un sensibile abbassamento della qualità del servizio: lo riscontriamo noi e lo riscontano i cittadini quando si parla di mancanza di decoro.
E questo non è un bene perchè per risparmiare qualche spicciolo, perché di questo si tratta, poi ne deve risentire il decoro. Nello specifico in questo documento manca il darsi la prospettiva di crescere sia in termini di percentuale di raccolta differenziata sia in termini di miglioramento del servizio e questo dove è evidente, cioè non nell’erba non tagliata, ma nel posizionarsi volutamente e volontariamente nel livello uno delle macro categorie di Arera. 
Allora voi dovete pensare che anche i comuni meno virtuosi faccio della Città metropolitana hanno fatto in questi ultimi anni uno sforzo significativo proprio per aumentare il livello della qualità, il livello della prestazione e non sempre ci sono riusciti tanto che Arera spesso li ha anche sanzionati proprio perché nonostante lo sforzo fatto, non erano riusciti a raggiungere i risultati. Ecco noi questa partita proprio abbiamo deciso, o meglio avete deciso, di non giocarla”. In questo senso la consigliera ha sottolineato invece la capacità dei cittadini di differenziare e quindi, potenzialmente di crescere ancora di più nella raccolta

“Ben venga ridurre le tasse – ha concluso – però quando la riduzione della tassa non sia a scapito del servizio che si fornisce alla alla cittadinanza, perché altrimenti tutto questo non ha senso. Da questo punto di vista, apprezzo anche il tentativo che è stato fatto intanto di mettere un controllore. Perché a mio avviso ed è un aspetto questo importante, gran parte della perdita della qualità del servizio si è avuto anche perché probabilmente la società, insomma, nel corso degli anni non ha avuto il controllo necessario. 
Peraltro vi invito anche a fare con me questa riflessione sulla società di raccolta: una società all’avanguardia  nell’economia green che vince premi anche per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle innovazioni. E noi cosa proponiamo?  Di mettere delle isole ecologiche che, a mio avviso, rappresentano un vero e proprio passo indietro”.

Sul tema è intervenuto anche il sindaco Claudio Fatelli, che ha sottolineato come l’obiettivo principale dell’amministrazione è quello di cercare di abbassare la tassa: “In questo mio intervento, io vorrei dare alcuni numeri: nel 2024 il commissario ha approvato un PEF di 2.950.000 euro, oggi siamo in consiglio comunale ad approvare un PEF di 2.722.000  euro quindi dal 2024 ad oggi noi abbiamo abbattuto il costo del PEF.  Avevamo una differenziata al 75% e oggi abbiamo il dato della raccolta differenziata all’80%. Raccogliamo l’indifferenziato ogni 15 giorni: nel 2024 conferivamo 1.214 tonnellate e pagavamo 262.000 € di discarica, al 2025 1.002 tonnellate e paghiamo 218.000 € quindi  il lavoro che noi abbiamo fatto è un lavoro che ha portato i suoi frutti, grazie anche ai cittadini, divenuti molto bravi nel differenziare, motivo per cui abbiamo potuto introdurre le mini isole intelligenti, un sistema che negli anni consentirà anche di ridurre il numero del personale necessario per la raccolta.  È chiaro – ha aggiunto – si può fare sempre meglio però intanto questo quest’anno, nonostante gli aumenti del gasolio, gli aumenti della vita e i rincari dei prezzi,  siamo riusciti a non far aumentare la tassa che ricade sui cittadini”.

 

 





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 Claudia Proietti

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