La salute mentale in Sicilia ha sicuramente la migliore legislazione d’Italia ma è una delle ultime per resa e messa a terra dei servizi”, dice alla nostra testata il capogruppo del M5S Antonio De Luca
“A fronte della crescente domanda di interventi psicologici e psicoterapeutici, aumentata ulteriormente dopo la pandemia, la rete dei servizi territoriali continua a presentare criticità strutturali significative”. Così, in premessa, la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana Vincenza Zarcone intervenendo all’incontro promosso dal Movimento Regionale delle Organizzazioni per la Salute Mentale in Sicilia che si è tenuto all’Ars.
“Da oltre vent’anni in Sicilia mancano concorsi pubblici ordinari per dirigenti psicologi psicoterapeuti – ha rimarcato la dottoressa Zarcone – e le soluzioni adottate negli anni non hanno consentito di colmare il reale fabbisogno di personale”. Soprattutto, “negli anni l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana ha più volte richiesto un confronto con l’Assessorato regionale alla Salute, senza ottenere risposte adeguate”.
“Se non arriveranno risposte, il confronto si sposterà davanti a Palazzo d’Orléans”
La questione dell’attenzione, dell’incontro negato, è stato proprio il motivo dell’evento pubblico ed a favore di stampa che si è tenuto a Palazzo dei Normanni. Il sottotitolo dell’incontro, cui ha partecipato anche l’intergruppo parlamentare che da tempo dedica tempo ed attenzione al tema, è stato chiaro ed incisivo: “Il Movimento delle organizzazioni per la salute mentale in Sicilia presenta all’Ars un documento di interrogazione all’Assessore regionale della Salute e dichiara: Se non arriveranno risposte, il confronto si sposterà davanti a Palazzo d’Orléans.”
All’incontro hanno partecipato molte sigle associazionistiche e molti relatori di alto profilo. Il quadro che ne è emerso appare critico, “drammatico” secondo i convenuti, ma non soltanto per chi è affetto da disturbi di natura psichica ed attende intervento.
I dati drammatici, disagio psichico giovanile cresciuto del 30%
Secondo i dati presentati, il disagio psichico giovanile è cresciuto di circa il 30% negli ultimi anni; gli accessi al pronto soccorso per problematiche psichiatriche sono aumentati del 10%; mancano in Italia oltre 8.300 professionisti nei Dipartimenti di Salute Mentale; la Sicilia presenta un numero di operatori inferiore alla media nazionale; oltre 40 milioni di euro destinati al Budget di Salute e ai percorsi terapeutici individualizzati risultano ancora non pienamente utilizzati.
Del gruppo interparlamentare erano presenti, e sono intervenuti, Valentina Chinnici e Ersilia Saverino del Pd e Antonio De Luca del M5s. “La salute mentale in Sicilia ha sicuramente la migliore legislazione d’Italia – dice alla nostra testata il capogruppo del M5S Antonio De Luca – ma è una delle ultime per resa e messa a terra dei servizi”.
La Sicilia spende di più in salute mentale rispetto alle altre regioni
Dati, numeri, anche quelli declinati da De Luca, che indicano criticità incancrenite nel sistema regionale: “Voi dovete pensare che noi in Sicilia spendiamo il 30% in più, in salute mentale, rispetto alla media nazionale, e questo ci fa capire come ci sia o un grande spreco di soldi oppure un grande interesse nel non utilizzarli nel migliore dei modi. Perché se spendiamo di più e diamo di meno, un problema c’é. E da questo punto di vista l’Assessorato è totalmente assente e non da le risposte dovute al settore delle associazioni e sindacati che rappresentano queste categorie”.
Nel governo in corso si sono avvicendati alla guida dell’Assessorato della Salute Giovanna Volo, Daniela Faraoni e Marcello Caruso da poco nominato ed attualmente in carica. Ma secondo il Movimento Regionale delle Organizzazioni per la Salute Mentale in Sicilia l’attesa dura da sei anni, quindi si torna al governo di Nello Musumeci ed al tempo della pandemia. Adesso, con il documento il cui destinatario è allo stato attuale l’assessore Caruso, il movimento che ha riempito Sala Piersanti Mattarella all’Ars ha deciso di dare un ultimatum: in mancanza di risposta si manifesterà davanti Palazzo d’Orleans.
De Luca: “Politica crea disservizio, abbiamo 60 milioni di euro fermi nelle Asp”
Per Antonio De Luca il punto critico del disservizio è la politica: “Noi in questo momento abbiamo circa 60 milioni di euro fermi nelle Asp, accantonati per i Budget di Salute mentre ci sono decine di migliaia di famiglie di siciliani che attendono di essere chiamati per un progetto di Budget di Salute; ci sono milioni di euro fermi, di sanzioni irrorate alle Aziende che non adempiono spontaneamente agli obblighi della Legge 68 del 1999 che dovrebbero essere reimpiegati per il medesimo settore invece non vengono impiegati”. C’è una interruzione del flusso e del sistema di lavoro, secondo Antonio De Luca: “Evidentemente non viene detto ai funzionari di eseguire, non vengono commissariati quando non fanno il loro dovere, non gli viene data l’indicazione politica di farlo”.
Dalle associazioni agli enti locali, il problema è grave ed incide in modo marcato sulla gestione della pubblica amministrazione. Secondo i dati SISM 2024 del Ministero della Salute, in Sicilia il rapporto Trattamenti sanitari obbligatori è di 1,6 x 10.000 abitanti contro la media nazionale dello 0,9 x 10.000.
Solo il 2,6% è destinato alla salute mentale
Nel documento indirizzato all’Assessorato della Salute si sottolineano anche altri importanti informazioni utili alla comprensione della reale situazione in Sicilia: “I fondi destinati alla salute mentale rappresentano solo il 2,6% della spesa sanitaria, molto al di sotto della media dei paesi europei avanzati e di questa cifra il 50% serve per le strutture residenziali; gli interventi di psicoterapia sono appena il 7,4% a fronte di un aumento di circa il 25% dell’utilizzo di farmaci antidepressivi.
Inoltre, dal Servizio sanitario regionale sembra stiano scomparendo i Centri diurni, strutture intermedie di vitale importanza. Delle Comunità terapeutiche assistite ne abbiamo già parlato ai nostri lettori, ed anche li si rilevano evidenti criticità riscontrate anche dai magistrati giudici di sorveglianza.
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Mauro Seminara
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