L’allarme è partito da un post pubblicato su Facebook da Carlo Sanvenero, titolare dell’Antica osteria dei Camalli, ma nel giro di poche ore si è trasformato in uno sfogo condiviso da altri ristoratori del centro. A preoccupare gli operatori del settore è un’estate che, almeno fino a questo momento, sta facendo registrare risultati ben al di sotto delle aspettative, con tavoli spesso vuoti e un flusso turistico insufficiente. Una situazione che, secondo chi lavora quotidianamente nel settore, non dipende da un’unica causa, ma dall’intreccio di diversi fattori: il rallentamento del turismo dopo il boom del periodo post Covid, l’aumento esponenziale del numero di attività, la concorrenza dell’asporto e la mancanza di una strategia complessiva per il comparto.
A innescare il dibattito è stato il messaggio pubblicato da Sanvenero: “Ragazzi, fermatevi. Chi crede di aprire un locale pensando di fare i soldi si fermi. Questa stagione è la peggiore mai fatta in 12 anni. Continuano ad aprire locali senza senso e continuano a diminuire i clienti”. Un intervento che ha raccolto l’immediata condivisione di altri esercenti, tra cui Andrea Albericci, della Taverna del Metallo, e Luca Serafini della pizzeria Pepe Nero.
“Quest’anno sta andando anche peggio dello scorso, che già era iniziato in sordina – racconta Sanvenero -. Ho parlato anche con alcuni gestori di affittacamere e mi confermano che le prenotazioni continuano ad avere alti e bassi fino a settembre. Probabilmente c’entra la congiuntura economica, ma anche il caldo e il fatto che la nostra non sia una destinazione prettamente balneare. I più giovani magari scelgono località dove c’è più divertimento, mentre chi cerca il mare preferisce altre mete. Alla fine luglio e agosto, paradossalmente, sono diventati mesi di bassa stagione. Noi lavoriamo meglio in primavera, fino a maggio”.
Secondo il ristoratore dell’Antica osteria dei Camalli il rallentamento era in parte prevedibile dopo l’esplosione del turismo seguita alla pandemia, ma oggi il problema è aggravato dall’enorme aumento dell’offerta. “Il rimbalzo negativo dopo il boom post Covid era inevitabile, ma ora che la vacca è un po’ più magra chi vive di turismo è in grandissima difficoltà. Dodici anni fa, quando ho iniziato questa attività, su TripAdvisor c’erano circa 220 ristoranti e locali. Oggi sono più di 700. La fetta della torta, però, è rimasta sostanzialmente la stessa. Per questo serve una regolamentazione del comparto: così si rischia soltanto di andare a sbattere”.
Anche Luca Serafini conferma un andamento che definisce inatteso. “Sta andando sorprendentemente male. Aprile e maggio sono stati decisamente migliori di giugno. I turisti sono pochi e, senza voler fare i fenomeni, credo che la nostra attività possa essere un po’ un termometro della situazione, visto che lavoriamo da sempre tantissimo con la clientela straniera grazie alla posizione in piazza Sant’Agostino. Basta guardarsi intorno o parlare con i colleghi: tutti lamentano settimane con incassi molto bassi”.
Per Serafini le cause potrebbero essere molteplici. “Anche chi lavorava con i crocieristi a pranzo ha registrato una contrazione importante, forse anche per l’apertura dell’hub di Migliarina, che finisce per drenare parte dei turisti dal centro. Poi ci sono sempre più locali: solo nella nostra zona, rispetto all’anno scorso, ne sono comparsi tre o quattro nuovi. Il centro si è trasformato sempre di più in quella mangiatoia per turisti di cui si parla da tempo, con una proposta che ha perso parte della propria identità locale. L’estate è sempre stata il momento per mettere un po’ di fieno in cascina in vista dell’inverno, ma quest’anno non so se ci riusciremo. Tra pochi turisti, troppi locali e un passaparola negativo legato anche ai costi del Cinque Terre Express e delle Cinque Terre in generale, il risultato purtroppo è sotto gli occhi di tutti”.
Sulla stessa linea anche Andrea Albericci, titolare della Taverna del Metallo insieme al socio Cristiano Pappalardo. Già nel confronto sui social aveva evidenziato la necessità di una maggiore programmazione, sostenendo che “la politica dovrebbe impedire che la città si trasformi in un circo di locali tutti uguali e impegnarsi a diversificare il mercato. Ne gioverebbero tutti, turisti compresi”. Un concetto che ribadisce anche oggi, partendo dai numeri di questa stagione. “A giugno non si è visto quasi nessuno. Probabilmente incidono anche fattori internazionali: penso alle difficoltà dei collegamenti aerei dovute alle tensioni in Medio Oriente per alcuni mercati importanti come quello cinese e australiano, oppure al fatto che molti americani quest’anno restino in patria e che una parte dei turisti europei abbia scelto altre destinazioni. Se a questo si aggiunge una città ormai satura di ristoranti, il risultato sono tavoli vuoti”.
Per Albericci il problema nasce da una crescita poco governata. “Il turismo è arrivato grazie alle Cinque Terre e alle crociere. Poi, per motivi di prezzi e disponibilità, tanti visitatori hanno iniziato a soggiornare alla Spezia e sono nati centinaia di affittacamere. Lo stesso fenomeno si è verificato nella ristorazione. Nel frattempo sono aumentati i prezzi delle case, è diventato più difficile trovare appartamenti per studenti e militari e il commercio tradizionale della città sta progressivamente scomparendo. È mancata una gestione complessiva dello sviluppo”.
Secondo il ristoratore la città dovrebbe puntare su un’offerta diversa da quella delle località vicine. “Chi arriva qui, nella maggior parte dei casi, usa la Spezia come base per visitare Cinque Terre, Lerici e Porto Venere. Per questo dovremmo offrire qualcosa che quelle destinazioni non hanno. Invece dopo cena non c’è praticamente nulla, se non altri locali. Manca una proposta culturale e ricreativa capace di trattenere le persone in città”.
Infine, Albericci richiama l’attenzione anche sulle nuove abitudini di consumo. “Oltre alla concorrenza sempre più numerosa tra ristoranti dobbiamo confrontarci con l’asporto, con i supermercati aperti fino a mezzanotte e con turisti che cercano in tutti i modi di risparmiare. Oggi il passaparola corre sui social e sulle piattaforme di recensioni: quello che non piace viene raccontato immediatamente a tutto il mondo. La situazione è fuori controllo e così non va bene. Bisogna sedersi attorno a un tavolo e costruire un progetto che dia un orizzonte al turismo della Spezia”.
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Thomas De Luca
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