«Fra la popolazione abbiamo rilevato una “non ostilità” prevalente all’autostrada Bergamo–Treviglio. Ma esistono alcune criticità, a partire dal fatto che l’opera è poco conosciuta, e preoccupazioni diffuse, specie nei Comuni interessati». Così Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, commenta il sondaggio commissionato da Autostrade Bergamasche Spa alla società di rilevazione demoscopica.
La ricerca è stata presentata ieri (giovedì 2 giugno) nella sala Sestini della Camera di commercio di Bergamo. Presenti, fra gli altri il presidente di Autostrade Bergamasche Antonio Sala e il gotha della società promotrice dell’infrastruttura, da Beppe Facchetti a Beppe Mazzoleni. Oltre al consigliere regionale Ivan Rota, al presidente della Camera di commercio Giovanni Zambonelli, al presidente di Sacbo Giovanni Sanga, all’assessore comunale alla Mobilità Marco Berlanda e diversi sindaci e consiglieri provinciali, fra cui Erik Molteni.
Il sondaggio è stato effettuato nel febbraio scorso attraverso interviste telefoniche e online. Il campione: 1.400 persone residenti in Lombardia (rappresentative di 6,3 milioni di cittadini tra i 18 e i 65 anni). Tra loro, 260 residenti nei Comuni interessati dal tracciato. E 760 “Business Travelers”, ovvero lavoratori che percorrono quotidianamente la rete autostradale regionale.
Ebbene, il primo dato emerso è che due terzi degli intervistati non sa di cosa si stia parlando, spiega Pagnoncelli. Il 63 per cento dichiara di non conoscere il progetto. La quota scende al 42 tra i bergamaschi e al 37 nei Comuni interessati dal tracciato.
Sempre in base al campione – selezionato con metodo probabilistico – l’85 per cento si dice “non contrario” alla realizzazione dell’opera. Ovvero non favorevole, ma nemmeno ostile. La quota è scende al 77 per cento tra i bergamaschi e al 72 nei Comuni attraversati dal tracciato.
Secondo la rilevazione demoscopica, i benefici attesi dalla nuova infrastruttura autostradale sarebbero superiori ai timori, almeno fra gli intervistati, in termini di risparmio di tempo e snellimento del traffico. I business travelers (piccoli imprenditori o titolari di partita Iva che si spostano abitualmente lungo la rete autostradale lombarda) mostrano particolare sensibilità al tempo risparmiato con una mobilità efficiente. Mentre sul fronte delle preoccupazioni, le questioni ambientali e paesaggistiche, specie nei Comuni interessati dal tracciato, permangono. Anche se, secondo il sondaggio, i benefici attesi supererebbero le preoccupazioni ambientali.
Il progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio è attualmente all’esame del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per la valutazione d’impatto ambientale (Via). Il sondaggio, ha annunciato Sala, sarà allegato alla documentazione spedita a Roma.
I tecnici del Mase stanno analizzando il progetto dopo aver chiesto modifiche e integrazioni a una parte consistente dell’opera. L’infrastruttura, 16 km di tracciato, collegherà la Tangenziale Sud all’altezza di Dalmine con la Statale 11 a Treviglio. L’intero tracciato, che per l’80 per cento correrà in trincea, sarà percorribile in 10 minuti, dice la società promotrice. Con cinque svincoli. Costo stimato: oltre 500 milioni di euro, di cui 146 messi da Regione Lombardia. Il resto finanziato da privati («Presente il fondo Macquire e altri potenziali investitori», ha assicurato Sala). Mentre nel lungo termine la proprietà dell’autostrada verrà trasferita al pubblico.
Qualora il Ministero desse il suo via libera, toccherà alla Conferenza dei servizi e quindi ai cantieri, che potrebbero aprire nel 2028. Qualora.

Sono otto su undici i Comuni interessati contrari all’opera: Osio Sotto, Osio Sopra, Stezzano, Levate, Verdellino, Ciserano, Fara Gera d’Adda, Pontirolo Nuovo. E diversi i sindaci che ieri hanno espresso più di una perplessità sul sondaggio. A partire dalla formulazione delle domande che, secondo il primo cittadino di Stezzano, Simone Tangorra, «lasciano supporre che dall’A4 si possa arrivare fino alla Brebemi direttamente passando dalla nuova autostrada, quando in realtà non è così», puntualizza. «Abbiamo riportato quanto ci è stato fornito dalla società», risponde Pagnoncelli.
«L’indagine mostra un atteggiamento di non chiusura da parte della popolazione: bisogna partire da qui per dialogare con le amministrazioni, servono campagne di comunicazione adeguate per informare i cittadini», continua il sondaggista. Anche perché il 52 per cento degli intervistati, 55 tra i residenti nei Comuni interessati, considera gli impatti ambientali e paesaggistici una “criticità potenziale” dell’autostrada.
Preoccupazioni ben espresse dal sindaco di Osio Sotto, Corrado Quarti: «Sono passati 23 anni da quando si è iniziato a parlare del progetto, dunque la contrarietà all’opera non è una questione politica e ideologica. È che nel frattempo il mondo è completamente cambiato – osserva -. Gli amministratori difendono i loro territori e io, come tanti altri, non sono convinto dei benefici che quest’opera porterà. Si continuano a ripetere le stesse cose, ma questa autostrada non collega un bel biente. Non tener conto delle manifestazioni di dissenso fatte dagli otto Comuni in questi anni non sta in piedi. Questa indagine non ci rappresenta».
«Il campione è debole rispetto alle circa 70 mila persone che risiedono nei paesi interessati – aggiunge la sindaca di Ciserano, Caterina Vitali -. Nei nostri paesi riscontriamo un’opinione molto diversa da quella rilevata dal sondaggio».
«Altro tema non toccato sono i pedaggi, determinante sulle tasche dei cittadini», attaccano i sindaci. «I 2-3 euro non fanno paura ai potenziali utenti a fronte dei vantaggi in termini di tempo», replicano Sala e Facchetti. Anche se, a dire il vero, qualche brivido in più per il portafoglio del pendolare medio c’è, se i viaggi sono ripetuti più volte al giorno, tutti i giorni…
Ma tant’è, la distanza fra i Comuni contrari e la società promotrice resta, sondaggi o meno. «Autostrade Bergamasche con questo sondaggio cercava un plebiscito per legittimare l’opera, ma i dati raccontano una realtà diversa – sottolinea in serata il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici -. Dietro la facciata del consenso astratto emerge un elemento chiarissimo: la stragrande maggioranza dei cittadini dichiara di non conoscere i dettagli e i reali impatti del progetto. Anche nei comuni attraversati dal tracciato meno di un terzo della popolazione si considera sufficientemente informato. Il quadro cambia proprio dove l’autostrada dovrebbe essere realizzata. Nei comuni del tracciato cresce la consapevolezza e il consenso si divide, mentre emergono con forza le criticità: il 55% teme gli impatti ambientali e paesaggistici e il 37% è contrario a un’autostrada a pedaggio».
«Il sondaggio – continua Giudici – dimostra soprattutto una cosa: i cittadini chiedono una mobilità migliore, non necessariamente una nuova autostrada. Prima di consumare altro suolo e investire ingenti risorse pubbliche in un’infrastruttura del secolo scorso, è doveroso confrontare questa scelta con alternative fondate su ferro, trasporto pubblico e mobilità sostenibile. Continuare a rispondere con nuove autostrade a un modello di mobilità del Novecento significa affrontare le sfide del futuro con strumenti del passato. La Bergamasca ha bisogno di una visione capace di innovare il modo di muoversi, non di aggiungere altro asfalto a un territorio già tra i più urbanizzati d’Italia».
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