Giulianova. Il molo sud del porto di Giulianova resta al centro di una durissima battaglia politica.
L’aula del consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dal gruppo de Il Cittadino Governante per fermare la realizzazione dei nuovi caliscendi, le tipiche strutture da pesca che stanno sorgendo sulla banchina. Nonostante una generale e condivisa preoccupazione per l’impatto visivo delle opere, la maggioranza ha blindato le proprie posizioni, bocciando il documento e accendendo il dibattito in città.
Le richieste
Eliminare dal Piano Regolatore del Porto la possibilità di nuove costruzioni oltre i caliscendi storici esistenti.
Evitare la chiusura delle aree portuali su cui insistono i caliscendi, vietando cancelli e lucchetti.
Rispettare la destinazione d’uso dei caliscendi che è quella di “pesca per diletto e luogo di incontro”, stabilendo con chiarezza che essi non possono essere trasformati in ristoranti.
“Nel farlo abbiamo rivolto un appello al sindaco e a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione chiedendo loro di fare tutto il possibile per evitare lo deturpazione del porto, anche rivolgendo insieme un accorato appello ai titolari delle concessioni al fine di evitare una ferita irreversibile a quella che è stata sempre una delle più belle passeggiate di Giulianova”.
Purtroppo, nonostante tutti abbiano condiviso il giudizio negativo su quanto si sta realizzando sul molo sud, nessuno dei punti è stato accolto dalla maggioranza, la mozione è stata respinta!
È stata respinta persino la proposta di cercare di evitare la costruzione dei 3 caliscendi che ancora non aprono il cantiere e che andranno a chiudere in maniera definitiva la punta del porto vicino al faro rosso.
È stata confermata quindi una scelta sbagliata che la gran parte della cittadinanza considera un affronto alla nostra città.
In consiglio comunale, per il bene di tutta la città sarebbe stata necessaria una classe politica più coraggiosa capace di correggere una scelta dannosa che viene da lontano sia dialogando con la Regione sia tentando le vie diplomatiche per evitare il contenzioso con gli aventi diritto. Ci sono momenti straordinari in cui occorre essere all’altezza in politica. Non è stato così. E ci dispiace.
Mentre non accadeva ciò che sarebbe stato necessario abbiamo assistito invece al tentativo di addossare la responsabilità alla passata amministrazione comunale e agli altri Enti.
Le cose non stanno così. Noi abbiamo chiesto gli atti e li abbiamo letti: la responsabilità è di tutti coloro che hanno amministrato negli ultimi 12 anni. Della precedente come dell’attuale amministrazione.
Preliminarmente per rendere più comprensibile quanto verrà detto in seguito facciamo presente che la legge regionale chiarisce che quando si parla di “Bilance” ci si riferisce ad attrezzature per la pesca senza copertura (casette o baracche), quando si parla di “Caliscendi” ci si riferisce alla Bilancia con presenza anche di casetta, tettoia e pontile.
Questa è la sequenza delle azioni amministrative più rilevanti nelle varie fasi:
• Amministrazione precedente: nel 2014 adottò una Delibera di Giunta per approvare gli elaborati tecnici relativi al censimento e alla schedatura delle strutture esistenti di caliscendi del Porto di Giulianova, costituiti da “relazione illustrativa e tavole illustrative del progetto preliminare di rilievo, RIPRISTINO e valorizzazione dei caliscendi del Porto di Giulianova”. L’approvazione recepiva, senza obiettare alcunché, anche un “progetto di RIPRISTINO di caliscendi” mai esistiti, visto che in passato c’erano state solo bilance per la pesca senza alcuna copertura (casette o baracche), come dichiarato anche nella relazione illustrativa del tecnico. Questa osservazione avrebbe potuto bloccare sul nascere tutto quello che ora stiamo vedendo.
• La Regione: ha preso la Delibera di Giunta del 2014 come base per autorizzare il ripristino di caliscendi dismessi introducendo nel Piano Regolatore del Porto, all’articolo 20, la possibilità di costruire, oltre ai 9 storici esistenti, altri 12 “caliscendi dismessi” che in realtà non erano mai esistiti come dimostrano le foto aeree commissionate dalla Regione Abruzzo tra il 1974 e il 2007 (in passato, infatti, c’erano state solo Bilance). Sottolineiamo che 8 dei nuovi caliscendi sono da realizzare su una scogliera che nel frattempo, nel tratto più ad est, è arrivata, con la rifioritura di nuovi massi, ad un’altezza di 4,5 metri dal livello del mare. Da qui, e dal fatto che alla fine ci saranno 21 caliscendi su un molo lungo appena 600 metri, il notevole impatto sul paesaggio che tutti possono constatare. Evidenziamo che nel 2023 la Giunta Regionale aggiunse un comma all’art. 20 del Piano regolatore portuale che fa riferimento all’esercizio di attività commerciali che potrebbe dare la stura ad attività di ristorazione.
• Attuale Amministrazione: La legge regionale n.71 del 2001 per il recupero dei trabocchi e dei caliscendi stabilisce che “I Comuni esercitano i poteri di governo e vigilanza edilizia ed urbanistica su dette strutture” (art.3 comma 5). Tale legge fissa anche il “divieto assoluto di realizzare qualunque intervento di trasformazione edilizia” (art. 3 comma 6). Inoltre la L.R. 13 del 2009 all’art. 3-ter dice che si possono fare interventi di ripristino anche aumentando del 20% la superficie coperta del caliscendi preesistente. In sostanza l’amministrazione Costantini utilizzando i poteri di vigilanza conferiti ai Comuni dalla legge avrebbe potuto (e forse può ancora in autotutela), nella fase del rilascio del permesso di costruire, dialogare con gli altri Enti, obiettando che i Caliscendi non esistevano (come dichiarato anche nella relazione illustrativa allegata alla Delibera di Giunta comunale del 2014, dove si parla si semplici Bilance) e quindi non potevano essere né ripristinati, né essere aumentati del 20% della superficie coperta perché il 20 % di qualcosa che non è mai esistito (cioè zero) è zero.
Noi, seppur in extremis, abbiamo provato a modificare le cose, interpretando l’indignazione della gran parte del popolo giuliese. Purtroppo nella nostra città da tempo non si tiene sufficientemente ai beni comuni e al rispetto delle bellezze cittadine con la fretta di rincorrere una malintesa modernità che alla prova dei fatti non migliora affatto la bellezza e qualità della vita della nostra città.
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Redazione CityrumorsAbruzzo
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