Guerra Iran, le news dopo l’attacco di Usa Israele. La diretta 


È di almeno 18 feriti il bilancio ufficiale, ancora provvisorio, delle esplosioni avvenute nella capitale siriana Damasco, dove è in visita il presidente francese Emmanuel Macron. Fra i feriti vi sono quattro agenti di Polizia. Lo riferisce l’agenzia ufficiale siriana Sana. Macron prosegue la sua visita, ha già fatto sapere l’Eliseo.

Esplosioni vicino all’hotel di Macron: paura durante la visita a Damasco


L’esercito iraniano ha lanciato almeno 2 missili contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz lunedì sera. Lo riporta Axios citando due funzionari Usa.

Intanto l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha annunciato durante un incontro con il Council on Foreign Relations a Washington che il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano si terrà la prossima settimana, il 15 e 16 luglio, a Roma. Lo conferma l’ambasciata israeliana a Washington. L’incontro si svolgerà ancora a livello di ambasciatori. Leiter ha inoltre affermato durante l’incontro che il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà il presidente Donald Trump il 21 luglio.

Per approfondire:
Cosa è successo ieri

Siria, fonte Damasco a al-Jazeera: “Atto criminale”

Un “atto criminale”. Un ufficiale della sicurezza della Siria del dopo-Assad parla così con la tv satellitare al-Jazeera dopo che nella capitale siriana Damasco sono state udite almeno due esplosioni in una zona – ha sottolineato la fonte – affollata di civili. Il bilancio ufficiale, ancora provvisorio, parla di almeno 18 feriti, fra i quali quattro agenti di Polizia. Secondo il corrispondente di al-Jazeera, le esplosioni sono avvenute nei pressi degli uffici del ministero del Turismo e dell’albergo in cui il presidente francese Emmanuel Macron, in visita in Siria, ha trascorso la notte appena passata. L’Eliseo ha confermato che Macron aveva già lasciato il Four Seasons per recarsi al palazzo presidenziale per il colloquio con il leader siriano Ahmed al-Shara.

Gaza, morti oltre 1.500 pazienti in attesa di evacuazione medica

Il direttore generale del ministero della Salute di Gaza, Munir Al-Bursh, ha riferito del decesso di oltre 1.500 palestinesi che necessitavano di essere curati all’estero. «Oltre 20.000 feriti sono in attesa di cure all’estero, mentre più di 1.500 pazienti sono morti in attesa di evacuazione medica», ha detto in un’intervista ad Al Jazeera. «Perdiamo pazienti ogni giorno. Stiamo parlando del 50% dei pazienti con problemi renali a causa della mancanza di forniture mediche che l’occupazione ha impedito finora di far entrare nella Striscia», ha denunciato Al-Bursh, sottolineando che «è essenziale ricostruire gli ospedali, deve essere la priorità». ​In due anni di attacchi Israele ha raso al suolo gran parte degli ospedali e delle strutture sanitarie della Striscia, ucciso un numero senza precedenti nella storia dei conflitti moderni, di medici e operatori sanitari e arrestato (per lo più senza formulare accuse formali) o ucciso alcune delle principali figure mediche palestinesi.

Esplosioni a Damasco, almeno 18 feriti

E’ di almeno 18 feriti il bilancio ufficiale, ancora provvisorio, delle esplosioni avvenute nella capitale siriana Damasco, dove è in visita il presidente francese Emmanuel Macron. Fra i feriti vi sono quattro agenti di Polizia. Lo riferisce l’agenzia ufficiale siriana Sana. Macron prosegue la sua visita, ha già fatto sapere l’Eliseo.

Fonti siriane: ordigni esplosivi detonati a Damasco erano improvvisati

Fonti siriane riferiscono che gli ordigni esplosivi detonati a Damasco, nei pressi dell’hotel dove alloggiava il presidente francese Emmanuel Macron in visita in Siria, erano improvvisati e le forze di sicurezza sono alla ricerca dei responsabili. Secondo una fonte che ha parlato con l’Afp, un ordigno è esploso in un cestino dei rifiuti e un altro all’interno di un veicolo.

Pakistan: attacco a posto di blocco, uccisi 9 poliziotti

Un gruppo di uomini armati ha attaccato un posto di blocco presso il cantiere di una diga nel Belucistan, travagliata provincia sudoccidentale del Pakistan, e ha ucciso nove agenti di polizi. Lo hanno riferito le autorità locali. «Nove agenti di polizia sono stati uccisi e molti altri risultano dispersi in seguito a un attacco a un posto di blocco che garantiva la sicurezza del cantiere della diga di Mangi», ha dichiarato ad Afp Abdul Qudoos, un alto funzionario distrettuale. Tra le vittime figurano alti ufficiali di diverse stazioni di polizia, ha aggiunto un portavoce del governo provinciale, che ha attribuito l’attacco a militanti islamisti. Il Pakistan sta combattendo un’insurrezione separatista nel Belucistan, dove i miliziani prendono di mira le forze di sicurezza governative, gli investimenti stranieri e i progetti infrastrutturali nella provincia, ricca di minerali, che confina con l’Afghanistan e l’Iran. Islamabad ritiene che i crescenti attacchi nelle regioni di confine del Pakistan siano opera di gruppi provenienti dall’Afghanistan, un’accusa ripetutamente smentita dalle autorità talebane. Negli ultimi mesi si sono verificati aspri combattimenti tra i due Paesi lungo il confine, e il Pakistan ha lanciato attacchi aerei sul territorio afghano, diretti, secondo Islamabad, contro i miliziani. Funzionari del governo talebano e le Nazioni Unite sostengono però che gli attacchi abbiano ucciso decine di civili.

Siria-Francia: Macron a colloquio con al Shaara

Il presidente francese Emmanuel Macron e’ attualmente impegnato in colloqui con l’omologo siriano Ahmed al Sharaa nel palazzo presidenziale di Damasco. Lo rende noto una fonte dell’Eliseo. Macron e’ partito questa mattina dall’hotel Four Season, prima delle esplosioni registrate a Damasco. «Il programma della visita continua», spiega la fonte dell’Eliseo.

L’Iran reagisce alle parole di Trump: “Non conosciamo il linguaggio delle minacce”

Il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (Snsc) iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha reagito alle minacce del presidente Donald Trump, il quale ieri ha dichiarato: «Faremo un accordo o porteremo a termine il lavoro… Non voglio colpire 91 milioni di persone». «Parlate al popolo iraniano con rispetto, altrimenti vi risponderemo in un altro linguaggio», ha affermato Zolghadr, sottolineando: «Al delirante presidente americano che ha minacciato 91 milioni di iraniani: voi, in quanto presidente di un Paese senza radici, con una storia di 250 anni, avete già parlato in passato con un linguaggio simile, parlando della distruzione di migliaia di anni di civiltà iraniana, e il risultato per voi non è stato altro che sconfitta, disperazione, richiesta di colloqui con l’Iran e cessate il fuoco! Gli iraniani non conoscono il linguaggio delle minacce».

L’Eliseo: “Macron è al sicuro, il programma della visita a Damasco prosegue”

Il presidente francese Emmanuel Macron si trova a colloquio con il presidente siriano, Ahmed al Sharaa, ed ha lasciato questa mattina l’hotel Four Season di Damasco prima che si udissero le esplosioni nella zona. Lo hanno constatato giornalisti francesi sul posto. Fonti dell’Eliseo, intanto, confermano che “il presidente è al sicuro” e che “il programma della visita continua”.

Siria, esplosioni a Damasco vicino hotel dove alloggia Macron

Esplosioni sono state avvertite a Damasco nei pressi dell’hotel dove sta alloggiando il presidente francese Emmanuel Macron. Fonti della sicurezza hanno riferito a Reuters che i rumori sono dovuti alla deflagrazione di ordigni.

Axios: Teheran ha lanciato almeno due missili contro mercantili a Hormuz

L’esercito iraniano ha lanciato almeno due missili contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari statunitensi. Perché è importante: gli attacchi segnalati minacciano di vanificare un memorandum d’intesa firmato meno di tre settimane fa, in base al quale l’Iran si era impegnato a cessare gli attacchi nello Stretto di Hormuz

Funerali Khamenei, preghiera funebre a Qom, domani veglie

Proseguono in Iran i funerali della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Oggi nella città santa di Qom, decine di migliaia di persone si sono radunate all’alba presso la Moschea Jamkaran per la preghiera funebre, luogo in cui i fedeli credono che apparirà il Mahdi, l’imam nascosto da oltre mille anni, futuro salvatore degli sciiti e redentore dell’umanità. L’ayatollah Abdullah Javadi Amoli, una delle principali autorità religiose sciite, ha guidato la cerimonia davanti alla bara di Khamenei e dei quattro membri della sua famiglia caduti insieme a lui il primo giorno della guerra contro Israele e gli Stati Uniti, il 28 febbraio. Una folla immensa vestita di nero, sventolando bandiere iraniane e portando ritratti di Khamenei, ha dato inizio a una processione dalla moschea di Jamkaran al santuario di Fatimah Masuma, figlia del settimo Imam dell’Islam sciita. Dopo i riti funebri nella città di Qom, le bare saranno trasportate in Iraq per le veglie funebri previste per domani nelle città sante di Najaf e Karbala. Secondo i media iraniani, tra gli altri, è prevista la partecipazione del presidente iraniano Masoud Pezeshkian e del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf. Ieri, milioni di persone a Teheran hanno partecipato al corteo funebre, dopo due giorni di lutto nella Grande Moschea di Mosala, nella capitale iraniana. Khamenei verrà infine sepolto giovedì nella sua città natale di Mashhad, la città più sacra del Paese, poiché ospita il mausoleo dell’Imam Reza, l’ottavo Imam dell’Islam sciita.


Prezzo del petrolio in rialzo, Wti a 69,35 dollari (+1,17%)

Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime. Il Wti americano con consegna agosto passa di mano a 69,35 dollari al barile (+1,17%), mentre il Brent con consegna settembre viene scambiato a 72,85 dollari (+1,19%).

Il gas balza sopra i 46 euro dopo l’attacco a una petroliera a Hormuz

Balza sopra i 46 euro al MWh il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam dopo l’attacco a una petroliera che stava percorrendo lo stretto di Hormuz nella notte. I contratti future sul mese di agosto segnano un balzo del 5,22% a 46,44 euro al MWh, portandosi sui livelli dello scorso 12 giugno.

Araghchi agli Usa: no trattative per accordo finale se le minacce continuano

Le trattative per l’accordo finale con gli Usa “non inizieranno se le minacce continuano”. Lo scrive su X ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Postando due foto dei funerali dell’Ayatollah Khamenei, Araghchi scrive ancora: “Il paragrafo 13 del MoU è chiaro: onorate la vostra firma”

“Petroliera colpita da un proiettile nella regione dello Stretto di Hormuz”

Un “proiettile non identificato” ha colpito una petroliera provocando un incendio a bordo della nave che si trovava al largo delle coste dell’Oman, vicino allo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto.

Axios, Netanyahu ha chiesto a Trump di non fornire F-35 alla Turchia

Benjamin Netanyahu si è lamentato venerdì con Donald Trump della crescente retorica anti-israeliana del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e ha chiesto al presidente Usa, che incontrerà Erdogan durante il vertice Nato di questa settimana ad Ankara, di astenersi dalla vendita di sistemi d’arma che aiuterebbero la Turchia a modernizzare la sua aeronautica militare. Lo riferisce Axios, citando fonti israeliane e statunitensi. All’ordine del giorno dei rapporti militari tra Usa e Turchia c’è un accordo da 700 milioni di dollari per nuovi motori per i caccia turchi e la possibilità che Ankara rientri nel programma F-35, dal quale era stata esclusa nel 2019 dopo avere acquistato il sistema di difesa aerea russo S-400, che secondo Washington potrebbe compromettere le prestazioni del caccia avanzato.
La scorsa settimana, il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato che il Pentagono sta conducendo una revisione per stabilire come gli Stati Uniti potrebbero vendere gli F-35 alla Turchia nonostante il possesso del sistema di difesa missilistica di fabbricazione russa. Stamani, Netanyahu ha sostenuto pubblicamente una tesi analoga in un’intervista a a Fox News, citando una serie di dichiarazioni anti-israeliane di alti funzionari turchi e affermando che la Turchia sostiene «i cattivi» nella regione.
Il premier israeliano ha poi attaccato direttamente Erdogan, sostenendo che il leader turco stesse minacciando Israele e altri paesi della Nato. «Quanto a un regime contagiato dai Fratelli Musulmani, un movimento estremista che odia l’America, non credo che si debbano fornire loro gli F-35 o i motori per i loro caccia, perché ciò altererebbe l’equilibrio di potere in Medio Oriente, garantito dalla superiorità aerea israeliana e dalla postura dell’America», ha affermato Netanyahu.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 A CURA DELLA REDAZIONE WEB

Source link

Di