Tumori
07 Luglio 2026
Al via a Roma la campagna di sensibilizzazione “Due di noi”, promossa da Gilead Sciences e Europa Donna Italia. Grazie ai progressi della ricerca scientifica, oggi le pazienti possono guardare al futuro, mantenendo passioni, lavoro e una quotidianità attiva
Un divano rosa per ricordare alle donne che convivono con il tumore al seno metastatico che possono prendersi un momento per sé o per gli altri. Mentre le cure vanno avanti, oggi è possibile coltivare passioni, fare sport, appassionarsi al lavoro. Una prospettiva fino a pochi anni fa impensabile ma che ora, grazie all’introduzione di nuovi farmaci, permette di guardare lontano, magari sedute su un divano di colore rosa. È da questa immagine che parte la campagna di sensibilizzazione “Due di Noi”, promossa da Gilead Sciences Italia insieme a Europa Donna Italia e realizzata in concomitanza con il Roma Summer Fest, la rassegna in corso all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Per un mese, il divano, negli spazi attigui al teatro, sarà il simbolo di un altro approccio, ora reale, alla malattia metastatica: non soltanto diagnosi e cure, ma anche vita che scorre, si arricchisce e si condivide. L’iniziativa prevede il confronto tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca.
Terapie innovative e un percorso di accesso più rapido
Negli ultimi anni il trattamento del tumore al seno metastatico ha visto un cambiamento profondo. Le nuove terapie consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti. “Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene”, ha spiegato la professoressa Alessandra Fabi, direttore dell’unità operativa semplice di dipartimento di Medicina di Precisione in Senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. “È in questa direzione – ha aggiunto – che guardiamo con interesse alle più recenti acquisizioni terapeutiche che la ricerca ha portato. La recente approvazione europea di sacituzumab govitecan in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all’immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti”. Comunicare quanto si sta facendo nella ricerca è importante: “L’auspicio – ha sottolineato – è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia ne possano equamente e al più presto ricevere come cura principale”.
L’innovazione per tutte è vera innovazione
Se la ricerca continua ad ampliare le possibilità terapeutiche, altrettanto fondamentale è il lavoro svolto dalle associazioni di pazienti per trasformare il progresso scientifico in opportunità concrete e accessibili. “Oggi la medicina ha fatto passi da gigante. Grazie alla sperimentazione clinica, sono disponibili cure veramente innovative capaci di offrire una concreta speranza di vita a donne che, fino a qualche anno fa, non ne avrebbero avuta. L’obiettivo principale è guadagnare tempo prezioso; nel frattempo, la ricerca scientifica continua a progredire incessantemente. Durante questo percorso, le pazienti possono mantenere una qualità di vita assolutamente soddisfacente, continuando a svolgere le attività quotidiane di sempre, poiché i farmaci odierni non presentano più gli effetti invalidanti di un tempo. La medicina deve restare costantemente un passo avanti, ma spetta sia alle pazienti sia alle associazioni che le supportano guardare con fiducia a un futuro migliore, consapevoli che questi straordinari progressi stanno già cambiando la realtà di oggi”, ha dichiarato Mariagrazia Punzo, delegata del Lazio di Europa Donna Italia. Il lavoro dell’associazione si concretizza nel confronto con le istituzioni e i clinici: “le associazioni – ha precisato – hanno il ruolo di collante per informare sulle innovazioni. Sedere ai tavoli ci permette di portare all’attenzione i bisogni dei pazienti. Quello che cerchiamo di fare è di stare accanto alle pazienti e continuare ad ascoltarle”.
Le donne non sono la loro malattia
Le pazienti con tumore al seno metastatico possono continuare a essere protagoniste delle loro esistenze, sia al lavoro sia nel tempo libero. Iniziative come “Due di Noi” o la storica Race for the Cure ribadiscono l’impegno nella sensibilizzazione della popolazione. Sono eventi che “Contribuiscono a rendere visibile una realtà che merita di essere raccontata: le donne non sono la loro malattia, ma i loro progetti, le loro passioni e il loro desiderio di futuro”, ha sottolineato la professoressa Alba Di Leone, presidente dell’organizzazione Susan G. Komen Italia. “Negli anni – ha ricordato – abbiamo visto crescere la presenza delle donne con tumore al seno metastatico nelle manifestazioni dedicate alla salute e al benessere. Non si tratta semplicemente di numeri, ma della testimonianza concreta di come la ricerca abbia cambiato il percorso della malattia”.
Nuove opzioni terapeutiche
“La ricerca nel tumore al seno metastatico sta vivendo una fase di grande evoluzione. Nuove opzioni terapeutiche stanno contribuendo ad aumentare il tempo a disposizione delle pazienti preservandone la qualità di vita e consentendo di intervenire sempre più precocemente nel percorso di cura”, ha affermato Carmen Piccolo, direttore medico di Gilead Sciences Italia. “Oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma fare in modo che questa raggiunga rapidamente tutte le donne che ne possono beneficiare, in maniera equa e uniforme sul territorio nazionale”.
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