costi fino al 70% inferiori πŸ’° e strutture di supporto sicure per i moduli solari πŸ›‘οΈ



Minaccia di tempesta per i parchi solari: questo ingegnoso metodo di costruzione sta rivoluzionando gli enormi parchi solari

Quando cedere ti rende piΓΉ forte: la soluzione inaspettata per le centrali solari da gigawatt

Il fotovoltaico su larga scala sta crescendo a ritmo sostenuto, ma con le dimensioni sempre maggiori dei moderni parchi solari, aumentano anche le sfide strutturali ed economiche. Condizioni meteorologiche estreme, come tempeste distruttive, stanno rivelando sempre piΓΉ i limiti fisici delle classiche strutture rigide in acciaio. Il risultato: danni ingenti, per milioni di euro. A ciΓ² si aggiungono la scarsitΓ  di terreni edificabili pianeggianti e gli elevati costi dei materiali, che mettono sotto pressione gli sviluppatori di progetti in tutto il mondo. Un cambio di paradigma Γ¨ imperativo, e la soluzione potrebbe provenire dalla costruzione di ponti e stadi. Le innovative architetture a tensigritΓ  basate sulla tensione si affidano alla flessibilitΓ  dinamica anzichΓ© alla rigiditΓ . Le reti intelligenti di cavi di tensione non solo consentono enormi risparmi sui costi dei materiali, ma aumentano anche drasticamente la resilienza alle forze naturali. Scoprite di seguito perchΓ© il futuro dell’industria solare potrebbe non risiedere in enormi tubi d’acciaio, ma nella potenza della deformazione controllata.

Quando la rigiditΓ  si trasforma in debolezza: perchΓ© l’industria solare ha bisogno di reinventare le proprie strutture di supporto

Negli ultimi due decenni, il fotovoltaico su larga scala ha subito una notevole evoluzione tecnologica. I sistemi rigidi ad angolo fisso sono stati sostituiti da sistemi di inseguimento a singolo asse, che hanno aumentato significativamente la resa per unitΓ  di superficie e modificato radicalmente la redditivitΓ  economica dei grandi parchi solari. Oggi, le architetture a tubo di torsione centralizzato dominano il mercato globale degli inseguitori solari e hanno accelerato notevolmente la diffusione a livello mondiale dei parchi solari su larga scala. Il mercato globale degli inseguitori solari valeva circa 3,4 miliardi di dollari nel 2021 e da allora Γ¨ cresciuto a un tasso annuo superiore al 20%, a sottolineare la cruciale importanza economica di questa tecnologia.

Questa storia di successo, tuttavia, ha un risvolto negativo che diventa sempre piΓΉ evidente con l’aumentare delle dimensioni degli impianti. PiΓΉ i parchi solari diventano grandi e potenti, piΓΉ emergono requisiti strutturali che vanno oltre la semplice produzione di energia. La scarsitΓ  di terreni accessibili, la complessitΓ  del territorio, la carenza di manodopera, l’aumento dei costi di installazione e le esigenze di gestione e manutenzione a lungo termine stanno spingendo il settore a riconsiderare i limiti dei concetti strutturali altamente centralizzati.

Il punto debole dei moderni sistemi di inseguimento solare: quando il vento Γ¨ favorevole

I sistemi di inseguimento solare tradizionali si basano in genere su elementi strutturali continui, percorsi di carico meccanico centralizzati e un comportamento strutturale rigido per resistere alle sollecitazioni di allineamento e ambientali. Sebbene questa progettazione sia molto efficace in molti scenari applicativi, le strutture rigide fortemente centralizzate possono aumentare la suscettibilitΓ  a guasti localizzati ed eventi di carico transitori. Il problema di fondo Γ¨ semplice: in condizioni meteorologiche estreme, in particolare con venti forti, le forze che agiscono sul sistema si concentrano in pochi punti centrali all’interno della struttura di supporto, anzichΓ© essere distribuite sull’intero sistema.

I dati provenienti dal settore assicurativo sottolineano in modo impressionante questo quadro. Quasi la metΓ  di tutti i danni materiali agli impianti solari in Nord America Γ¨ dovuta a cause meteorologiche, rendendo gli impatti legati al meteo di gran lunga la categoria di danni piΓΉ rilevante. Un fenomeno particolarmente insidioso Γ¨ il cosiddetto galoppo torsionale, in cui i vortici di vento si staccano da entrambi i lati di un sistema di inseguimento solare, innescando un’instabilitΓ  che si intensifica rapidamente e termina solo quando il vento si placa. Studi scientifici dimostrano che i carichi dinamici del vento durante tali fasi di instabilitΓ  possono raggiungere valori cinque volte superiori ai carichi statici, riducendo significativamente l’affidabilitΓ  dei classici calcoli di carico statico.

Inoltre, Γ¨ emerso un risultato controintuitivo dalla ricerca aeroelastica: ritrarre i pannelli in posizione orizzontale durante le tempeste, la prassi standard del settore per minimizzare i danni da decenni, si rivela, secondo le analisi dinamiche, la posizione piΓΉ pericolosa che un pannello piatto possa assumere in presenza di venti forti. Studi condotti dalla societΓ  di ricerca sull’energia eolica CPP dimostrano che l’instabilitΓ  torsionale con angoli di retrazione pari o inferiori a venti gradi puΓ² verificarsi anche a velocitΓ  del vento relativamente moderate, intorno ai 90 chilometri orari. Questa scoperta mette in discussione le consolidate strategie operative dell’intero settore e dimostra che la semplice progettazione per carichi del vento piΓΉ elevati non risolve il problema di fondo.

Quando l’elasticitΓ  Γ¨ maggiore della resistenza

È qui che entra in gioco l’approccio architettonico a sollecitazione di trazione distribuita descritto nell’articolo, commercializzato in questo caso con il nome di Tensagrid. L’idea di base non deriva dalla tradizione classica dell’ingegneria strutturale del settore solare, ma si ispira piuttosto ai principi di progettazione della costruzione di ponti, stadi e dell’ingegneria aerospaziale leggera. Le strutture basate sulla trazione sono da tempo consolidate in architettura proprio perchΓ© utilizzano il materiale in modo efficiente, distribuendo la forza attraverso la sollecitazione di trazione anzichΓ© la pura rigiditΓ .

AnzichΓ© utilizzare poche travi d’acciaio massicce che devono sopportare da sole tutti i carichi, questo concetto impiega una rete di cavi di tensione ed elementi strutturali piΓΉ flessibili che distribuiscono le forze sull’intera struttura. Un chiaro esempio della logica sottostante Γ¨ il cosiddetto design a tensegritΓ , in cui elementi rigidi compressi e cavi di tensione formano insieme una struttura autoportante ed estremamente efficiente in termini di materiali. La ricerca accademica su tali sottostrutture solari basate sulla tensegritΓ  ha dimostrato che i costi strutturali della sottostruttura possono essere ridotti fino al 70% rispetto ai sistemi di riferimento convenzionali, mentre allo stesso tempo, la geometria modificata puΓ² persino portare a una maggiore resa per i moduli bifacciali grazie a una migliore esposizione alla luce posteriore.

La svolta concettuale cruciale rispetto ai metodi costruttivi precedenti risiede nel non offrire piΓΉ una resistenza rigida al vento, bensΓ¬ nel cedere in modo controllato. Questo principio Γ¨ noto in termini tecnici come “sopravvivenza controllata”. Attraverso una flessibilitΓ  strutturale mirata entro limiti definiti, un sistema puΓ² dissipare e ridistribuire dinamicamente l’energia transitoria sull’intera struttura, anzichΓ© concentrarla in singoli nodi. Questa capacitΓ  di movimento controllato, anzichΓ© di resistenza rigida, si allinea con una scoperta fondamentale nella ricerca sull’energia eolica: un certo grado di cedevolezza nella risposta dinamica puΓ² rappresentare un compromesso ragionevole tra un controllo robusto del movimento e una progettazione orientata al valore.

Il tipo di terreno non detta piΓΉ il metodo di costruzione

Un altro vantaggio pratico dei sistemi distribuiti e modulari risiede nella loro adattabilitΓ  al terreno. I tradizionali sistemi di inseguimento solare su larga scala generalmente beneficiano di condizioni del terreno relativamente uniformi e spesso richiedono estesi lavori di livellamento in terreni piΓΉ complessi. Le strutture distribuite con un design modulare, d’altro canto, possono compensare le differenze di altitudine e le irregolaritΓ  del terreno in modo molto piΓΉ flessibile, senza la necessitΓ  di costosi lavori di sterro preliminari.

Questa caratteristica sta acquisendo sempre maggiore importanza economica perchΓ© le aree pianeggianti, adatte e ben sviluppate per nuovi progetti solari stanno diventando sempre piΓΉ rare. Gli sviluppatori si stanno orientando sempre piΓΉ verso siti topograficamente complessi, rurali o ex industriali, dove i costi di sterro rappresentano una parte significativa e spesso sottovalutata dell’investimento totale. Una progettazione strutturale che si adatta al terreno esistente, anzichΓ© adattare il terreno alla struttura, sta cambiando la redditivitΓ  economica di interi progetti e aprendo aree che, secondo la logica precedente, sarebbero state considerate non economicamente redditizie.

L’acciaio costa caro, l’intelligenza no

La dimensione economica di questo dibattito non puΓ² essere compresa senza esaminare la struttura dei costi degli attuali sistemi di inseguimento solare. Secondo i dati del settore, l’acciaio rappresenta circa il settanta percento dei costi totali dei sistemi di inseguimento, mentre motori, sistemi di controllo e software costituiscono la parte restante. Il costo dei sistemi di inseguimento a singolo asse in Europa si aggira intorno a 0,07 euro per watt, mentre negli Stati Uniti puΓ² raggiungere fino a 0,15 dollari per watt. Negli Stati Uniti, possono essere applicati costi aggiuntivi per le fondamenta, compresi tra 0,30 e 0,50 dollari per watt, a seconda delle normative edilizie locali. I sistemi di inseguimento a doppio asse, che richiedono una quantitΓ  di acciaio significativamente maggiore, sono considerevolmente piΓΉ costosi, con un costo compreso tra 0,25 e 0,33 euro per watt.

Questi dati dimostrano che qualsiasi riduzione nell’utilizzo dei materiali, pur mantenendo o migliorando le prestazioni strutturali, ha un impatto diretto sulla redditivitΓ  economica di un progetto. Un concetto che consente di ridurre l’impiego di acciaio attraverso una distribuzione intelligente dei carichi non solo modifica un parametro tecnico, ma anche una delle voci di costo piΓΉ significative dell’intero budget di progetto. Considerata la volatilitΓ  dei prezzi dell’acciaio e i rischi legati alla catena di approvvigionamento globale, questa efficienza nell’utilizzo dei materiali assume un’ulteriore importanza strategica, poichΓ© rende i progetti meno vulnerabili alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime.

Allo stesso tempo, analisi indipendenti condotte nei settori assicurativo e operativo dimostrano che i guasti strutturali causano costi significativi e consequenziali sull’intero ciclo di vita di un impianto. Uno studio indipendente condotto da un affermato produttore di inseguitori solari ha rilevato che un sistema di rilascio del carico meccanico migliorato ha permesso di ottenere un valore attuale netto superiore di 4 centesimi di dollaro USA per watt e un costo livellato dell’energia elettrica (LCOE) inferiore del 6,7%, grazie a una riduzione del 37% dei costi operativi del ciclo di vita. Un altro progetto di ricerca europeo stima che interventi mirati di centralizzazione strutturale sui sistemi di inseguimento solare esistenti potrebbero giΓ  ridurre l’LCOE del 7%, mentre un sistema di bloccaggio specializzato per una centrale elettrica da 100 megawatt promette risparmi di circa sei milioni di euro in 30 anni grazie a un numero di guasti ai componenti 700 volte inferiore. Questi dati dimostrano che l’ottimizzazione strutturale non Γ¨ piΓΉ una questione puramente tecnica, ma determina significativi risparmi a doppia cifra sui costi operativi totali.


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Β Konrad Wolfenstein

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