Rompe il silenzio sulla vicenda Montedomini la sindaco di Firenze. Lo fa consegnando alla stampa un suo lungo scritto che scatena subito le repliche di tanti.
Il silenzio è un’arte dimenticata. In un tempo in cui tutti sentono il bisogno di parlare, commentare e replicare, c’è ancora chi sostiene che il momento più eloquente sia quello in cui si sceglie di non dire nulla. Perché le parole hanno un peso e, quando arrivano nel momento sbagliato o con gli argomenti sbagliati, possono diventare più rumorose dei fatti stessi.
È una riflessione che torna inevitabilmente alla mente ascoltando le parole della sindaca Sara Funaro sulla vicenda Montedomini.
Nonostante il chiaro tentativo della maggioranza di voler abbassare le luci sulla vicenda approfittando delle ferie agostiane, i fiorentini non ci stanno e continuano, giorno dopo giorno, ad alimentare la loro indignazione con un dibattito sempre più serrato ad ogni scoperta di una nuova carta che testimonia intrecci, connivenze, parentele e amichettichismi del sistema di potere che da anni ha nelle sue mani la città di Firenze.
Fa ancora più rumore, a livello nazionale che tutto ciò sia avvenuta in una città turistizzata con il beneplacito dell’amministrazione che poi, quando i buoi erano già scappati dalle stalle e il centro svuotato di vita e fiorentini per essere trasformato in una città-farsa-per-ricchi, con la sua sindaco travestita da sceriffo con mega cesoie in mano va per le strade della città a tagliare key box degli affitti brevi – il tutto ovviamente ben ripreso dall’efficentissima squadra comunicazione – travestendosi da paladina della lotta agli affitti brevi, mentre l’istituzione a controllo comunale che ha come missione aiutare i più fragili e gli ultimi si arricchiva proprio con quegli stessi affitti brevi.
La vicenda Montedomini è gravissima. Lo è soprattutto moralmente e offende una città intera che l’attenzione agli ultimi lo ha nel suo Dna da sempre. Il lungo sfogo che Sara Funaro ha consegnato oggi ai giornali cartacei, perché di questo si tratta, rischia di diventare un boomerang e fa comprendere come forse, in certi casi, tacere sarebbe davvero stato più opportuno.
Funaro accusa di “doppi standard” sugli affitti brevi e “di ricostruzioni distorte” e rivendica la linea della sua amministrazione contro gli affitti brevi contestando anche l’idea che Montedomini abbia goduto di corsie preferenziali.
Funaro sostiene che in questi giorni “sono state diffuse molte falsità e strumentalizzazioni” e chiarisce un punto che considera centrale: è “totalmente falso” che il Comune di Firenze abbia consentito a Montedomini di destinare una parte del proprio patrimonio immobiliare agli affitti brevi mentre ai cittadini sarebbe stato vietato.
Nella ricostruzione della sindaca, gli appartamenti oggetto del contendere sarebbero stati destinati ad affitti brevi in passato, in anni in cui la normativa comunale lo consentiva “a tutti”, quindi sia a Montedomini sia ai privati. Secondo la Sindaco si tratterebbe dunque di contratti e scelte maturate in un contesto regolatorio diverso, precedente allo stop introdotto dal Comune.
Sulla richiesta di Cin per un immobile in via Guelfa 81 nel 2024 Funaro afferma che Montedomini avrebbe già dichiarato di voler procedere “per vie legali”, come già annunciato dalla stessa Asp.
La Sindaco parla esplicitamente sul tema delle locazioni turistiche della necessità di trovare un equilibrio economico per l’ente per i servizi erogati. Le entrate da affitti (turistici?) secondo Funaro, sarebbero “fondamentali” per finanziare servizi come: Rsa e servizi residenziali, Villaggio Montedomini, alloggi per donne sole o in difficoltà, servizi semiresidenziali per Alzheimer e disturbi cognitivi. Da qui la contestazione alle accuse di “speculazione” o “favori”, giudicate infondate: “chi parla di speculazioni e di favori, semplicemente non sa di cosa sta parlando”, afferma.
Nella nota, la sindaca è un fiume in piena e respinge anche l’idea che il caso Montedomini possa indebolire la politica del Comune sugli affitti turistici brevi e sull’abitare anzi rivendica ancora Firenze come prima città italiana ad aver introdotto una regolazione e sostiene che l’amministrazione non intenda arretrare: “andiamo avanti con le nostre azioni per il bene di Firenze”.
Il messaggio ha in se anche un chiaro messaggio politico quando parla di “gioco al massacro” e di “tentativi di “affossare” le misure introdotte, ribadendo che il mandato ricevuto “in virtù del voto popolare” è quello di amministrare la città e proseguire sulla strada intrapresa.
Ribadisce la disponibilità del presidente di Montedomini Maurizio Frittelli, che domani sarà in Commissione controllo, a partecipare a un tavolo tecnico con il Comune per contribuire alla revisione del regolamento dell’Asp oparlando di tempi cambiati e di un indirizzo “che non lascia spazio a dubbi” per i contratti futuri, coerente con la strategia comunale sugli affitti brevi e le politiche abitative.
In questo quadro, la sindaco si ricorda che le case forse ci sono (anche senza requisire quelle dei privati come vorrebbe qualcuno in maggioranza) e annuncia che Montedomini collaborerà mettendo a disposizione 30 alloggi per il Piano Abitare Firenze e di arrivare poi a un “nuovo regolamento sul patrimonio di Montedomini”, con l’ambizione di farne “il più innovativo d’Italia”.
Fra divertimento e sconcerto è la reazione di Salviamo Firenze per Viverci che, col suo portavoce Massimo Torelli, sottolinea come “ci diverte il fatto che la Sindaca Funaro non si ricordi che il blocco in area Unesco è del 2023: primo annuncio maggio 2023 , poi ci fu l’entrata in vigore delle restrizioni comunali sugli affitti brevi dell’ottobre 2023 (D.C. n. 39 del 2/10/2023. Come non si ricorda che il primo atto che fece da Sindaca fu la conferma del blocco.
Tutti i contratti di assegnazione degli immobili di via Guelfa sono tra dicembre 2024 e il 1 agosto 2025, con la conseguenza che la Scia e i Cin sono tutti del 2025, nel pieno del blocco… Perché non si documenta?”
La parola chiave, sottolinea Torelli, è credibilità e sembra che la Sindaca rimuova a suo dire questo aspetto e non avverta lo scandalo.
“Ci auguriamo – conclude con amarezza – che il completamento delle ferie le permetta di riacquistare la lucidità necessaria per gestire una situazione complessa. Fare la guerra al sentimento della città non è buona politica.”
Nel frattempo nonostante i tentativi dei Dem fiorentini e toscani di mettere il silenziatore sulla vicenda la stessa, dopo essere approdata anche a Montecitorio e a Palazzo Madama arriva anche in Consiglio regionale.
Il gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione (primi firmatari Jacopo Cellai, Matteo Zoppini e Claudio Gemelli) chiedendo al presidente Eugenio Giani di chiarire “cosa ne pensa” della gestione Montedomini, come si concili con gli indirizzi politici regionali e quali siano i poteri della Regione nei confronti delle Asp.
FdI sottolinea un presunto paradosso: da un lato norme ritenute “punitive” verso i privati, dall’altro la percezione che un ente come Montedomini possa operare in modo più favorevole sul mercato degli affitti brevi. Nella critica entra anche un tema di governance: “ai vertici sempre i soliti noti”, sostengono i consiglieri, chiedendo trasparenza e coerenza.
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Nadia Fondelli
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