367 posti-letto e cantieri Pnrr conclusi  – Targatocn.it


“Tanto lavoro fatto insieme, un anno di collaborazioni, dentro e fuori la rete”: quella del Protocollo d’intesa, coordinato dalla Prefettura, per la gestione dell’accoglienza di lavoratori stagionali della raccolta frutta, nel territorio. 

Franco Demaria, sindaco di Saluzzo, ha aperto con questa valutazione la conferenza stampa tenuta ieri, venerdì 23 luglio, in sala rossa ,per fare il punto della situazione: dalla chiusura di tutti i cantieri del Pnrr, all’apertura delle accoglienze diffuse, fino al cono d’ombra delle presenze al Parco Gullino, con numeri che il sistema del Protocollo negli anni ha ridotto, ma non risolto. e per il quale si continua lavorare, ponendosi come un ponte tra domanda e offerta. 

Nella premessa, una nota polemica generale su cui si staglia la posizione saluzzese: “C’è un’Italia che, ogni giorno, alimenta la paura e trasforma ogni questione sociale in un problema di ordine pubblico. E c’è un’altra Italia che sceglie di affrontare la realtà, assumendosi responsabilità che spesso lo Stato lascia sulle spalle delle comunità locali. Saluzzo appartiene a questa seconda categoria”.

Negli anni sono stati costruiti strumenti concreti che hanno consentito di governare una situazione complessa: il monitoraggio dei flussi dei lavoratori, la collaborazione tra enti e istituzioni, il sostegno alle soluzioni abitative realizzate dalle aziende agricole, la partecipazione a progetti europei e la realizzazione di interventi finanziati dal Pnrr contro gli insediamenti abusivi.  “Il sistema del Saluzzese è stato uno dei pochi in Italia ad aver intercettato i fondi nazionali del Pnrr in questo ambito” sottolinea Demaria. “1,7 milioni di euro che si sono trasformati in 7 cantieri (seguiti dal Comune coordinatore del progetto, nominato dal Governo), terminati tutti secondo il cronoprogramma”.

L’Amministrazione comunale ha espresso ringraziamenti al prefetto Mariano Savastano, al questore Rosanna Minucci e a tutti i soggetti che partecipano al tavolo territoriale: le associazioni datoriali, gli undici Comuni coinvolti nel sistema (Cuneo, Busca e Tarantasca, Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Manta, Revello, Saluzzo, Savigliano, Scarnafigi e Verzuolo) il Consorzio Monviso Solidale, la Cgil, la Cooperativa Proposta 80, il Centro per l’Impiego, la Caritas,  tutte le altre realtà che, con competenze e responsabilità diverse, hanno scelto di esserci.

Il grazie del sindaco anche alla Fondazione CRSaluzzo e alla Compagnia di San Paolo, che con i loro contributi hanno consentito la sistemazione di strutture per l’accoglienza diffusa.  

Il comparto frutticolo continua crescere. Siamo il secondo a livello nazionale: 15 mila contratti di lavoro nel 2025, di cui oltre 10 mila riferiti a lavoratori stranieri e circa 8mila stagionali (in maggioranza subsahariani) che arrivano nel Saluzzese seguendo il calendario delle raccolte, con un incremento nel settore della raccolta dei piccoli frutti. 

Più di 300, per l’esattezza 303 (con un incremento del 19% rispetto alla disponibilità del passato ) sono quest’anno i posti disponibili nelle strutture attivate dalla rete.  Ad oggi sono tutte aperte, ad eccezione di Busca e Tarantasca, che lo saranno dal 3 agosto per la stagione delle mele. Il Comune di Revello, che è presente nella rete solo dallo scorso anno, può ospitare attualmente 20 lavoratori, grazie a una nuova “diffusa” e una casa in affitto a San Firmino.  

Sono diventati 64 complessivamente i posti letto disponibili per la parte più fragile dei lavoratori, esclusa dal sistema del protocollo che dà alloggiamento a chi presenta un contratto o una promessa di lavoro.  Sono nelle sedi Caritas e nei tre moduli abitativi posti nel cortile di Casa Madre Teresa (46) e presso la Cooperativa sociale “Proposta 80” (18 posti, in un edificio a Revello). 

Complessivamente per la stagione 2026 il sistema coordinato di accoglienza, sommando i 303 letti della “diffusa” e i 64 per le fasce più fragili,  può dare un tetto a 367 persone nel territorio. “Una bella risposta che abbiamo dato tutti insieme – afferma Demaria -. Pur non risolvendo tutte le criticità si è creato un sistema che funziona”. 

“L’aumento di posti disponibili e il miglioramento delle strutture esistenti è il frutto di una politica di rete che lavora sul campo per risolvere criticità, non nel periodo delle emergenze ma 365 giorni l’anno – ha sottolineato la vicesindaca Francesca Neberti continuando ad andare avanti per capire le evoluzioni e provare ad immaginare cgià da settembreome sarà  la stagione futura. Uno sforzo continuo che comprende anche l’intercettazione di bandi specifici”. 

Il riflettore resta però acceso su Parco Gullino. Senza collocazione si contano qui 30-40-50 persone, in continuo turnover, che non sono i 70-80 degli altri anni. 

La cifra di 8 mila lavoratori, la cui maggioranza è nelle strutture predisposte dalle imprese agricole “dice che il 99,7%  di loro  ha trovato collocazione”.

Dietro questi numeri, ci sono storie e persone senza le quali una delle filiere agricole più importanti del Piemonte semplicemente non potrebbe funzionareaffermano sindaco e vicesindaca – Non ci sono emergenze da esibire o paure da cavalcare, ma lavoratori che contribuiscono a portare ricchezza nel territorio e hanno diritto a condizioni di lavoro e di vita dignitose. La sicurezza non nasce dalla paura. Nasce da comunità vive, da istituzioni presenti, da servizi che funzionano, da luoghi curati e da persone che si conoscono”. In questa direzione il ringraziamento particolare è andato “alla Polizia Locale, ai Carabinieri, alle altre Forze dell’ordine, ai volontari Caritas, agli operatori impegnati nella pulizia e nella manutenzione dell’area verde e ai tanti cittadini che, con il loro impegno quotidiano, rendono possibile una convivenza che altrove viene raccontata come impossibile”

Non è mancato il grazie residenti, ai condomini degli stabili vicino al parco, dove ( sotto il porticato) i migranti trovano riparo in caso di maltempo. 

L’elenco degli interventi al parco ex Villa Aliberti ha voluto sottolineare il concetto che “la migliore risposta al degrado non è l’abbandono, ma la presenza. Non è la paura, ma la partecipazione. Non è la contrapposizione, ma la costruzione di una comunità più forte”.

I bagni sono aperti in questa stagione senza limite di orario e i controlli, con passaggi degli amministratori e Polizia Locale, ne verificano lo stato di pulizia, che risulta mantenuto. Rispondono a un’idea di sicurezza e di partecipazione la nuova disposizione dei lampioni, la manutenzione del verde, come la cura degli spazi e le iniziative di animazione rivolte alle famiglie, con i gonfiabili, cinema all’aperto, i concerti. 

Roberto Dalmazzo: “Il Protocollo non è statico ma in continua evoluzione”

Con la consapevolezza che “a zero non arriveremo mai”, Roberto Dalmazzo, sindaco di Lagnasco, presidente del Distretto della frutta e portavoce dei sindaci firmatari del Protocollo, ha evidenziato che quest’ultimo “non è un sistema statico, ma in continua evoluzione per risolvere i problemi. Con gli anni sono cambiate molte regole perché ci adeguiamo ogni anno. E’ facile generalizzare e trovare soluzioni sulla carta, i problemi nella realtà sono più forti. Ma la nostra forza è proprio quella che si lavora tutti per un obiettivo comune, senza ideologie politiche strumentalizzanti”. Con i ringraziamenti agli attori della rete, anche il “grazie di cuore” alla Caritas ed a Proposta 80 per la disponibilità verso la parte più fragile del sistema.

L’analisi della popolazione degli stagionali nel nostro territorio, indica che “queste persone vengono qui a cercare lavoro ed è una differenza sostanziale rispetto al fenomeno del bivacco di altre città del Piemonte o italiane”

Il perfezionamento progressivo del sistema di accoglienza ha ridotto le presenze nel parco e la novità dell’ultimo rinnovo (siglato a maggio) si riferisce proprio a questa finalità riguardando il periodo di stallo che uno stagionale può incontrare tra la prima e seconda fase di lavoro, ad esempio tra la raccolta di mirtilli e quella delle pesche. 

Il protocollo (sottoscritto anche da Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Asl, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali ) “parla chiaro. L’accoglienza è destinata a lavoratori stagionali e non ad aspiranti lavoratori” La mancanza temporanea di occupazione segna quindi un discrimine tra l’avere o il non avere diritto al posto letto in “diffusa”. 

“L’evoluzione del tavolo tecnico prende in considerazione quel tipo di lavoratore, che in effetti non lo è più, ma lo sarà e allunga la possibilità di alloggio in strutture di ulteriori 15 giorni per chi ha un contratto di lavoro del 2026”.  Per le sistemazioni in questione sono stati individuati due immobili specifici, a Saluzzo e Revello, anche perché le aziende agricole che aderiscono al protocollo pagano 5 euro a notte più Iva per lavoratore e gli stagionali nel periodo di stallo non hanno l’appoggio di queste imprese.

Dalmazzo, presidente del Distretto del Cibo della frutta, che riunisce 46 comuni della Granda,  ha parlato inoltre di una  modifica importante fatta dal tavolo tecnico, riguardante gli stagionali: “Pagano una quota a notte di  un 1, 5 euro, che è detratta dallo stipendio. La cifra raccolta dalla Cooperativa Proposta 80 viene accantonata in un fondo per gli acquisti di prima necessità e per le utenze di questi due immobili che non hanno la copertura dei 5 euro”.  

Alle voci che semplificano e chiedono al Protocollo di allestire strutture di accoglienza per “aspiranti lavoratori” e genericamente per persone che bivaccano al Parco, risponde che non sarà possibile, trattandosi completamente di un altro mondo, diverso da quello della “Diffusa” che è  “un servizio per i “lavoratori” e prevede oltre l’ospitalità, servizi di informazione come l’Infopoint, la mediazione linguistica e culturale, l’assistenza giuridica e sanitaria con l’Asl”.

L’infopoint è il primo presidio a cui rivolgersi nell’ex Casa del custode del cimitero a Saluzzo. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19, ma è itinerante e organizza incontri informativi di varia natura, nei campus della rete  con operatori – educatori e mediatori del Consorzio Monviso Solidale (Cristina Brocchiero e Cristina Brugiafreddo) indicando percorsi di accoglienza e inserimento lavorativo con il  Centro per l’Impiego. 

Lo  ha spiegato Fabio Chiapello, responsabile di Proposta 80 che gestisce le strutture e la lista d’ingresso: “Ad oggi sono già occupate da 130 persone, un numero destinato a crescere a breve con l’avvio della raccolta delle pesche”.

Il lavoro di supporto di Caritas e Infopoint

Sempre presente per le fasce più fragili e gli aspiranti lavoratori è la Caritas diocesana, che oltre a 46 posti-letto complessivi, grazie a un alto numero di volontari mette a disposizione il servizio docce, la distribuzione di abiti, il deposito bagagli, il noleggio e la riparazione bici. Ad oggi distribuisce 250 pasti al giorno e il suo infopoint in corso Piemonte continua a essere un importante sportello di orientamento legale, amministrativo e lavorativo per chi arriva nel Saluzzese.




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 Vilma Brignone

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