CONSIGLIO PAT * «DOLOMITI ENERGIA E ABITAZIONI PUBBLICHE AL CENTRO DEL DIBATTITO, APPROVATO IL RENDICONTO CONSOLIDATO 2025» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


18.31 – lunedì 27 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo l’approvazione del Rendiconto, è iniziata la trattazione sul rendiconto consolidato per l’esercizio finanziario 2025.

Degasperi: manca chiarezza da parte del presidente su DE

Filippo Degasperi (Onda) ha colto l’occasione per riprendere la discussione sul Dolomiti Energia, sostenendo che non vi è stata chiarezza da parte del presidente Fugatti. “In base alle risultanze della valutazione del 2021 c’è chi ha fatto passi avanti, come il Sindaco di Trento – ha detto – mentre non vedo prese di posizione da parte del presidente della Provincia. A cinque anni da quella valutazione, ce la si aspetterebbe”. Ha ricordato che sul Sole24Ore l’AD ha spiegato che la quotazione non è in forse ma è solo questione di quando. “Ho notato questa improvvisa presenza di accademici, cattedratici sui quotidiani che ci spiegano perché occorre vendere, o svendere, il patrimonio dei trentini in borsa”. Parlando del poco spazio che sarebbe dato a chi pensa il contrario, ha detto che “nel mondo c’è chi di una gestione non affidata alle azioni e alla borsa ha fatto il fondamento della carriera accademica e ha pure vinto il premio nobel”. Ha quindi chiesto una presa di posizione in tempi rapidi.

Kaswalder: Dolomiti Energia non ha fatto investimenti

Walter Kaswalder (PATT) ha richiamato la necessità di una strategia di lungo periodo per la gestione delle concessioni idroelettriche e delle infrastrutture idriche. Ha denunciato la scarsa manutenzione di dighe e impianti, citando il bacino di Stramentizzo, la cui capacità di accumulo sarebbe compromessa dai sedimenti. Secondo Kaswalder, negli anni sono stati distribuiti ingenti dividendi senza adeguati investimenti in turbine, invasi e reti. Ha quindi chiesto che le future convenzioni impongano ai gestori precisi obblighi di investimento, anche per garantire acqua potabile e risorse all’agricoltura. Sul progetto di quotazione in Borsa, ha sollecitato chiarezza sugli indirizzi espressi dall’assemblea dei soci. Ha infine valorizzato il voto unanime del Consiglio sull’acquisto delle azioni e sull’istituzione della Commissione d’inchiesta, invitando maggioranza e minoranze a fare squadra nella tutela di un patrimonio collettivo del Trentino. «Dobbiamo anticipare i tempi e non rincorrere sempre le emergenze: chi gestisce questo patrimonio deve investire nelle dighe, nelle turbine e nella capacità di accumulare e distribuire l’acqua».

Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha denunciato quella che per lui è l’insufficienza delle politiche provinciali per l’edilizia abitativa pubblica. Dei 10.600 alloggi gestiti da Itea, il 63% è stato costruito tra gli anni Settanta e il 2000, mentre negli ultimi venticinque anni l’incremento del patrimonio è stato molto più contenuto. Ha ricordato che gli stranieri occupano soltanto il 9% degli alloggi, smentendo quella che ha definito una rappresentazione propagandistica. A fronte di una domanda soddisfatta solo per circa il 10%, le nuove realizzazioni programmate non raggiungono complessivamente il centinaio di unità. Nel 2025 sono stati recuperati 503 alloggi, ma ne restano circa 1.200 inutilizzati e il 71% necessita di interventi rilevanti. Zanella ha inoltre chiesto una soluzione stabile per le circa 900 famiglie che superano la soglia Icef e sono tutelate da proroghe temporanee. «Non possiamo limitarci a comprare cento alloggi all’anno: serve un piano per costruire almeno mille abitazioni pubbliche e dare una risposta reale a un’emergenza abitativa che continua a peggiorare».

Maule: manca la lettura del contesto internazionale

Chiara Maule (Campobase) ha criticato l’assenza, nella relazione del presidente Fugatti, di una lettura politica del contesto internazionale e delle sue ricadute sul Trentino. Secondo la consigliera, l’Autonomia deve superare una gestione meramente amministrativa e dotarsi di una strategia fondata su Euregio, autonomia energetica e idrica, ricerca e cooperazione europea. Maule ha rilevato una distanza tra il racconto di un Trentino solido e la realtà vissuta da famiglie e imprese, segnate da caro vita e perdita di potere d’acquisto. I 230 milioni non spesi negli anni precedenti rappresenterebbero cantieri, servizi e contributi non realizzati, più che risorse “trovate”. Ha inoltre evidenziato la debole crescita reale, il calo dell’export e della manifattura e la dipendenza dalla spesa pubblica. Con l’esaurimento di PNRR e fondi olimpici, ha chiesto una programmazione di lungo periodo capace di sostenere famiglie e sistema produttivo. «L’Autonomia non può vivere di rendita né limitarsi a gestire il presente: deve avere il coraggio di anticipare i cambiamenti e indicare una prospettiva alle famiglie, alle imprese e all’intero territorio».

La votazione ha visto la delibera approvata con 19 voti favorevoli, 14 contrari e due assenti.

Destinazione dell’utile

Altra delibera in votazione, quella che riguarda la destinazione a riserva dell’utile di esercizio 2025, di cui al punto 3 della deliberazione della Giunta provinciale n. 971 dell’1 luglio 2026. Filippo Degasperi (Onda) ha invitato a non destinare l’utile a interventi che considera dannosi, a partire dall’ipotesi dell’inceneritore. Ha accusato la Giunta di non aver chiarito quale impianto intenda realizzare, dove e con quali modalità, nonostante l’emergenza rifiuti sia stata dichiarata nel 2022. Secondo Degasperi, le previsioni provinciali sui costi dello smaltimento fuori provincia sarebbero state smentite dai dati reali. Ha inoltre contestato la mancata attuazione delle azioni previste dal Piano rifiuti per ridurne la produzione. Critiche anche alla chiusura dell’essiccatore di Villa Agnedo, che costringerebbe a esportare i fanghi umidi dei depuratori, e all’assenza di impianti per trattare i rifiuti da spazzamento. «Dopo quattro anni non avete ancora detto cosa volete fare: continuate a parlare di inceneritore, ma non avete attuato nemmeno una delle azioni previste per ridurre la produzione dei rifiuti».

Walter Kaswalder (PATT) ha proposto di destinare parte delle risorse disponibili all’acquisto e al recupero dell’ex Casino di bersaglio di Trento attraverso Patrimonio del Trentino Spa. L’edificio, testimonianza dell’architettura ottocentesca e della tradizione storica dei bersaglieri tirolesi, rischierebbe infatti un progressivo degrado in assenza di un progetto organico. Secondo Kaswalder, l’intervento pubblico permetterebbe di mettere in sicurezza il complesso e di valorizzarlo come presidio della memoria e dell’identità autonomistica. La struttura potrebbe inoltre diventare la sede della Federazione degli Schützen del Trentino, che riunisce oltre venti compagnie impegnate nel recupero e nella divulgazione della storia locale. «La tutela della memoria storica non può limitarsi alla retorica: recuperare l’ex Casino di bersaglio e farne la sede degli Schützen significherebbe valorizzare concretamente la storia e l’identità del Trentino».

Roberto Stanchina (Campobase) ha criticato una relazione del presidente Fugatti, che descrive un Trentino dinamico, mentre famiglie, imprese e territori mostrerebbero crescenti difficoltà economiche e sociali. Sui rifiuti ha richiamato le passate posizioni della Lega contro l’inceneritore, chiedendo ora una scelta trasparente, fondata su dati scientifici e sulle migliori tecnologie disponibili. Ha sollecitato maggiore attenzione alla sicurezza urbana, alle predazioni degli orsi e alla gestione dei grandi carnivori, chiedendo dati aggiornati e un’informativa al Consiglio. Su questo tema ha denunciato il silenzio di questi mesi, mentre le cronache locali riportano predazioni anche oggi. Ha criticato, su questo tema, il presidente della federazione allevatori Broch che “sui suoi stati personali denuncia in maniera capillare le predazioni che avvengono in diverse zone del Trentino, ma ci dispiace però che quando poi arriva in audizione, in commissione, di questo non parli e dica invece che qua va tutto bene”. Stanchina ha inoltre sottolineato la necessità di sostenere i vigili del fuoco volontari, la nuova sede federale e l’ammodernamento delle caserme. Tra gli altri temi, il futuro degli impianti del Monte Bondone e dell’area dell’attuale ospedale di Trento. Infine, commentando le dichiarazioni del presidente del Napoli sul ritiro a Dimaro, ha riconosciuto il valore economico dei ritiri calcistici, invitando però a governare i flussi e a distribuire i visitatori anche nelle zone meno frequentate. «Il turismo è una risorsa fondamentale, ma dobbiamo governarlo: evitare che alcune località soffochino per l’overtourism e accompagnare i visitatori alla scoperta degli altri territori bellissimi del Trentino».

Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) ha richiamato l’urgenza della transizione ecologica e di misure concrete di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Ha espresso contrarietà all’ipotesi dell’inceneritore, sottolineando i possibili rischi ambientali e sanitari legati alla dispersione degli inquinanti nelle aree circostanti. Coppola ha inoltre lamentato la scarsa attenzione riservata al rapporto provinciale sullo stato del clima, che descriverebbe un quadro particolarmente preoccupante per il Trentino e l’intero arco alpino. Ha ricordato che il caldo estremo non si presenta più come un fenomeno episodico, ma come una condizione prolungata, con conseguenze soprattutto per gli anziani, che rappresentano il 22% della popolazione provinciale. Ha quindi sollecitato interventi per affrontare le temperature estreme e la crescente crisi delle risorse idriche. «La transizione ecologica ha dei costi, ma saranno molto più alti quelli che dovremo affrontare se non agiamo: i cambiamenti climatici e i loro effetti sulla salute non possono più essere sottovalutati».

La votazione ha visto la delibera approvata con 19 voti favorevoli, 14 contrari e 2 non partecipanti.

Al termine della votazione, i consiglieri hanno chiesto al presidente del Consiglio, Claudio Soini di chiudere la seduta e rinviare la trattazione del punto successivo, il disegno di legge n. 89/XVII, “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2026-2028”.

Claudio Cia (Misto-FI), ha criticato la richiesta, sostenendo che si sarebbe potuto sfruttare questo tempo per proseguire con la discussione.

I lavori sono stati chiusi alle 18.20 e riprenderanno domani, 28 luglio, alle ore 10.00.


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