FOCUS LFCV | Caos Montedomini: Sara Funaro tra i principali responsabili


Una dopo l’altra iniziano a sgretolarsi le roccaforti e le casematte del “potere” funariano a Firenze.

Dopo l’opacità dei fondi elettorali e lo smascheramento delle contraddizioni della multiutility, adesso è l’ASP Montedomini (e, per estensione, la questione degli affitti brevi) a rappresentare un nuovo chiodo sulla sua croce.

Fu già la nomina del suo direttore, Maurizio Frittelli, a destare più di un sospetto circa la presunta incompatibilità della carica con quella, che già ricopriva, di presidente dell’Orchestra Regionale della Toscana, considerata un ente privato in controllo pubblico per la forte partecipazione, anche finanziaria, della Regione e del Comune, mentre la Montedomini è un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona. La contestazione, basata sulla Legge Severino, ha visto, esattamente un anno fa, Frittelli “scagionato” solo per la gratuità della sua presidenza di quest’ultima (1). Ma la questione dei fondi, che citavamo in apertura, si lega direttamente alla sua figura in quanto costui ha presieduto altresì l’associazione Punto su Firenze, finanziatrice della campagna elettorale di Sara Funaro, da questa ricompensato con la nomina alla presidenza di Casa SpA (2). Ella è stata, peraltro, membro del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Montedomini dal febbraio 2021 al giugno 2024 (3) designata dalla Società della Salute che lei stessa presiedeva (4) dopo cinque anni di vicepresidenza (2009-2014) della Fondazione stessa (5).

Nel 2024, anno zero della Funareide, inizia progressivamente a prender campo una lotta apparentemente “senza quartiere” (è proprio il caso di dirlo) contro gli affitti brevi, con tanto di regolamenti e delibere che allo stato attuale si sono espanse ben oltre il centro storico. Ma l’apparenza, appunto, di questa lotta, è stata smascherata dall’ultimo scandalo che ha messo al centro del mirino proprio la Montedomini: circa 16 appartamenti, da via Guelfa 81/83 (i detonatori, poiché disponibili per la prenotazione su Booking e Airbnb e scoperti dal Comitato Salviamo Firenze) a via Roma, via dell’Albero, via Vacchereccia e via Faenza fino a Piazza S. Giovanni (6), sono stati scoperti essere illecitamente adibiti proprio a locazioni brevi, nonostante la ragione sociale dell’ente proprietario consista nell’assistenza ad anziani fragili, disabili e indigenti. I bandi di affidamento degli appartamenti in questione, rientrano, come data d’origine, nella cornice temporale compresa tra il 2023 e il 2025, e sono stati dati in gestione a una grossa società del settore, Limehome, oltretutto con l’estrema opacità derivante dalla mancata pubblicazione sia dell’aggiudicatario che dell’importo sul sito della ditta e dall’assenza dei CIN sul portale del ministero (7).

Oggi, poi, apprendiamo da La Nazione Firenze (8), nel consiglio di amministrazione siede Andrea de Biasio, specializzato “guarda caso” in «gestione di strutture ricettive», accanto a “funariani” della prima ora come Roberto Franceschi ed Emanuele Pellicanò, «mandatario elettorale» di lei il primo, membro dell’assemblea cittadina del PD il secondo, espressosi contro l’elezione del candidato sindaco attraverso le primarie e perciò sponsor dell’attuale prima cittadina.

Come poteva, doveva e di fatto sapeva di ciò, Sara Funaro?

Come assessore al Welfare nella giunta Nardella, ai cui tempi ha fatto il “salto di qualità” a livello politico, ella era responsabile della designazione di chi, in Commissione, doveva assegnare gli alloggi; nel novembre 2025, già sindachessa da un anno, lo Sportello Unico delle Attività Produttive e l’Ufficio Urbanistica avevano ricevuto per iscritto una comunicazione che segnalava esplicitamente la conversione turistica degli alloggi in questione, un dettaglio rinvenuto dal consigliere Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) a seguito di una richiesta di accesso agli atti (9). Questi ha però precisato che, se consideriamo la Segnalazione Certificata di Inizio Attività depositata dal conduttore di via Guelfa 83 menzionante sette unità esistenti «già destinate a strutture ricettive extra-alberghiere» con sette codici identificativi ottenuti il 30 giugno 2023 e che «saranno frazionate quindi in 12 unità abitative da destinare sempre a strutture ricettive extra-alberghiere», l’inizio della vicenda retrodata al 23 dicembre 2024. Il Comune era, da quella data, perfettamente al corrente di ciò che stava accadendo tra le mura dell’ASP Montedomini (10). Incalza la consigliera Cecilia Del Re (Firenze Democratica) sottolineando come non solo B&B, ma anche regolarissimi immobili siano stati venduti illecitamente, senza graduatorie né aggiudicazioni, dallo stesso ente (11), alcuni persino con contratti ventennali. Tre giorni fa, poi, al caso degli affitti brevi si è aggiunta una forte polemica sul Villaggio Montedomini (senior housing di via dei Malcontenti): i fondi del PNRR inizialmente destinati a 36 residenze per anziani sono stati rimodulati per realizzarne, al momento, soltanto 15 (12). Tuttavia, già dal 2017 essa iniziò a «commissionare verifiche statiche, pratiche di condono, accertamenti di conformità, lavori di ripristino e demolizioni». Atti pubblici, precisa Palagi (14), passati anche dagli uffici comunali.

Perplessità giungono anche dai consiglieri Grazzini e Casini (Italia Viva) (14) e Santarelli (Noi Moderati) (15), i quali, facendo notare il «silenzio assoluto» della giunta, che ben si è guardata dal fornire qualsivoglia numero, dato, censimento o chiarezza, hanno puntato il dito contro l’incoerenza di atteggiamento verso organi potenti e di rilievo come la Montedomini rispetto al singolo cittadino: accondiscendenza nei confronti dei primi, divieti su divieti per il secondo. La Lega è andata ancora più a fondo, stilando, ad opera rispettivamente della commissaria on. Tiziana Nisini e dei consiglieri Barbara Nannucci, Stefano Nencioni e Guglielmo Mossuto, una mozione finalizzata alle dimissioni di Sara Funaro da sindaco di Firenze (16). Inevitabile l’arroganza nel PD nel suo netto diniego di lasciare quelle poltrone a cui i suoi rappresentanti si sono ormai imbullonati, forti di numeri spropositati in Consiglio comunale che, a meno di tre improbabili defezioni, faranno fare a questa petizione la stessa fine di quella, analoga, relativa all’altro pasticcio combinato dalla giunta in merito ai lavori dell’Artemio Frankenstein (17).

NOTE


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 Redazione La Firenze Che Vorrei

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