Derby dell’Appennino 2026: a Marradi la boxe


Otto incontri, una piazza gremita e il ritorno vincente di Ermir Haruni dopo due anni di assenza: la Boxe Mugello illumina la notte di Marradi tra emozioni, sacrificio e giovani promesse.

Nella boxe, come nella vita, non conta soltanto quante volte si riesce a colpire. Conta soprattutto la capacità di restare in piedi, di attraversare la fatica e di tornare al centro del ring quando il tempo, la paura o le circostanze sembravano averci allontanato.

Sabato 25 luglio, Piazza delle Scalelle a Marradi si è trasformata ancora una volta in un’arena a cielo aperto. Il Derby dell’Appennino, ormai diventato uno degli appuntamenti tradizionali dell’estate sportiva marradese, ha riunito pugili provenienti dalla Toscana e dall’Emilia-Romagna per una serata dedicata alla boxe dilettantistica e alla valorizzazione dei giovani atleti.

Intorno al quadrato, il brusio del pubblico si interrompeva a ogni scambio. Poi arrivavano gli applausi, le incitazioni, quel rumore particolare che appartiene soltanto alla boxe: un misto di tensione e partecipazione, come se ogni spettatore trattenesse il fiato insieme ai pugili.

La manifestazione è stata ospitata dall’Amministrazione comunale di Marradi, rappresentata dal vicesindaco Badiali, e organizzata con grande cura dalla Boxe Mugello, in collaborazione con il Club Culturale Sportivo Marradese.

A guidare il pubblico attraverso gli otto incontri in programma è stata Alessandra Abramo, brillante e professionale nella conduzione di una serata capace di registrare non soltanto un’ottima affluenza, ma anche un evidente apprezzamento da parte degli spettatori.

Pecorini e Bertini, vittorie costruite punto dopo punto

Nel pugilato dilettantistico non sempre la vittoria arriva attraverso un colpo spettacolare. Più spesso nasce dalla pazienza, dalla precisione e dalla capacità di leggere il combattimento un secondo prima dell’avversario.

Thomas Pecorini ha superato ai punti Gabriele Arghir, imponendosi al termine di un incontro nel quale ogni ripresa ha aggiunto un piccolo tassello al successo finale. Non una vittoria urlata, ma costruita con attenzione, continuità e lucidità.

Successo ai punti anche per Michele Bertini, che ha battuto Karim Haquas regalando un’altra soddisfazione alla Boxe Mugello. Bertini ha saputo amministrare i momenti dell’incontro, alternando iniziativa e controllo, senza lasciarsi trascinare dalla frenesia.

Due risultati che confermano il lavoro svolto in palestra, lontano dalle luci della piazza. Perché il pubblico vede soltanto pochi minuti di combattimento, ma dietro ogni ripresa ci sono settimane di allenamenti, sacrifici e giornate nelle quali la motivazione deve essere cercata prima ancora dei guantoni.

Ermir Haruni, il ritorno che vale più di una vittoria

Il combattimento più atteso della serata ha visto Ermir Haruni affrontare il modenese Sulemans Shahbaz.

È stato il match clou e non soltanto per il livello tecnico mostrato sul quadrato. Haruni tornava infatti a combattere dopo due anni di assenza. Due anni che, nello sport, possono sembrare una distanza enorme: cambiano il corpo, le abitudini, le certezze. Rimane però quella voce interiore che invita a riprovarci.

Il match è stato intenso e combattuto fino all’ultima ripresa. Nessuno dei due pugili ha voluto arretrare davvero. Ogni scambio sembrava una domanda alla quale l’avversario era obbligato a rispondere.

Haruni ha saputo resistere nei passaggi più difficili, ritrovando progressivamente ritmo e fiducia. Al termine, la vittoria ai punti ha premiato il suo coraggio e la sua prestazione.

Quando è stato pronunciato il verdetto, il risultato ha assunto un significato più grande dei numeri scritti sul cartellino dei giudici. Haruni non aveva soltanto vinto un incontro: aveva chiuso la distanza che lo separava dal ring.

Il giornalista Gianni Mura scriveva che «nello sport non basta sembrare, bisogna essere». Sul quadrato di Marradi, Haruni è stato esattamente questo: presente, autentico, disposto a misurarsi nuovamente con la fatica e con sé stesso.

Zbidi e Arefayne, sconfitte che indicano una strada

La boxe, tuttavia, non concede soltanto serate di festa. Chiede anche di accettare verdetti difficili e di trasformarli in esperienza.

Qualcosa da recriminare rimane nelle sconfitte ai punti di Miled Zbidi e Hermon Arefayne, gli altri due pugili della Boxe Mugello impegnati durante la manifestazione.

Entrambi hanno comunque dimostrato di essere sulla buona strada. Hanno combattuto, cercato soluzioni e affrontato le difficoltà senza smarrire il carattere. Una sconfitta ai punti non cancella quanto mostrato sul ring, soprattutto quando la prestazione rivela margini di crescita e qualità sulle quali continuare a lavorare.

Nel pugilato, perdere non significa necessariamente tornare indietro. A volte vuol dire scoprire con maggiore chiarezza la direzione da seguire.

La soddisfazione dello staff della Boxe Mugello

Al termine della serata, grande soddisfazione è stata espressa dall’équipe tecnica della Boxe Mugello.

Accanto agli atleti hanno lavorato Leonardo Sarti, pugile nella veste di tecnico, e Giuseppe Di Coste, insieme al maestro benemerito Gabriele Sarti e ai collaboratori Aron Diaz e Marco Tagliaferri.

I loro sguardi a bordo ring hanno raccontato un’altra parte della serata: quella degli allenatori che osservano, suggeriscono, si preoccupano e vivono ogni colpo quasi come se fossero ancora loro a combattere.

Dietro un pugile, infatti, non c’è mai soltanto una preparazione atletica. C’è una comunità fatta di tecnici, compagni e persone capaci di sostenere l’atleta nei giorni in cui la vittoria appare lontana.

Il Derby dell’Appennino è ormai una tradizione

Il Derby dell’Appennino si conferma un appuntamento classico dell’estate sportiva locale. Portare il ring nel cuore di Marradi significa avvicinare la boxe alle persone, permettendo al pubblico di conoscere uno sport che, dietro la durezza del confronto, conserva valori profondi: disciplina, rispetto, responsabilità e sacrificio.

La disponibilità dell’Amministrazione comunale marradese e la collaborazione del Club Culturale Sportivo Marradese continuano a essere fondamentali per la realizzazione della manifestazione. A entrambe le realtà vanno i sentiti ringraziamenti della Boxe Mugello.

Il bilancio sportivo racconta le vittorie di Pecorini, Bertini e Haruni, insieme alle sconfitte combattute di Zbidi e Arefayne. Ma le vere gerarchie, in questa fase della stagione, non sono ancora definitive.

I successi possono diventare punti di partenza, mentre le sconfitte possono indicare ciò che manca per compiere il salto successivo. La Boxe Mugello lascia Marradi con conferme importanti, giovani in crescita e il ritorno di un atleta capace di vincere dopo due anni lontano dal quadrato.

Quando le luci si spengono e la piazza torna silenziosa, restano le immagini dei pugili, gli applausi e la consapevolezza che ogni combattimento abbia raccontato qualcosa di più ampio.

Perché il ring, in fondo, è una piccola rappresentazione della vita: uno spazio limitato nel quale non possiamo evitare tutte le difficoltà, ma possiamo scegliere come affrontarle. E qualche volta la vittoria più importante consiste semplicemente nel trovare il coraggio di risalire.


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 Julian Zeni

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