È scattato alla mezzanotte tra il 27 e il 28 luglio il nuovo taglio delle accise sul gasolio deciso dal Governo per contenere almeno in parte l’aumento dei prezzi dei carburanti. La misura, però, avrà una durata molto limitata: resterà in vigore fino al 6 agosto e non interesserà la benzina.
Per chi possiede un’automobile diesel, il vantaggio teorico è di poco più di 17 centesimi per ogni litro acquistato. Su un pieno da 50 litri significa risparmiare circa 8,50 euro. Un beneficio immediato, che non richiede domande o requisiti particolari, ma che arriva dopo settimane di rincari e potrebbe non essere sufficiente a riportare il prezzo medio del gasolio sotto la soglia dei due euro al litro.
Da quando parte il taglio delle accise sul diesel
L’intervento è costruito attraverso due provvedimenti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 27 luglio.
Il primo è un decreto del ministero dell’Economia, adottato insieme al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che riduce l’accisa sul gasolio dal 28 al 29 luglio. Il secondo è il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, che prolunga la stessa aliquota ridotta dal 30 luglio fino al 6 agosto 2026.
L’accisa sul diesel viene temporaneamente portata da 672,90 a 532,90 euro per mille litri. La riduzione fiscale effettiva è quindi di 14 centesimi al litro. A questi si aggiunge il minore peso dell’Iva al 22%, calcolata anche sull’accisa, che porta lo sconto complessivo teorico a 17,08 centesimi al litro.
Non si tratta dunque di un bonus da richiedere o di un rimborso successivo. La minore tassazione deve essere incorporata direttamente nel prezzo praticato dai distributori.
Quanto si risparmia con il taglio delle accise
Il risparmio dipende naturalmente dalla quantità di carburante acquistata. Considerando lo sconto complessivo di 17,08 centesimi al litro, su un rifornimento da 40 litri il beneficio teorico è di circa 6,83 euro. Con 50 litri si sale a 8,54 euro, mentre per un pieno da 60 litri il risparmio raggiunge circa 10,25 euro.
Il Codacons stima proprio in 8,50 euro il risparmio medio per un pieno da 50 litri. Secondo l’associazione, tuttavia, il diesel dovrebbe attestarsi intorno a 2,015 euro al litro, rimanendo quindi al di sopra della soglia psicologica dei due euro.
Il vantaggio va inoltre letto alla luce degli aumenti accumulati nelle settimane precedenti. Secondo i calcoli del Codacons, dalla scadenza del precedente taglio fiscale, avvenuta il 3 luglio, il costo di un pieno di gasolio era aumentato di oltre 15 euro sulla rete ordinaria. Il nuovo intervento recupera quindi solo una parte dei rincari registrati nel corso del mese.
Chi beneficia dello sconto
Il taglio riguarda chi acquista gasolio per autotrazione durante il periodo di applicazione della misura. Ne beneficiano quindi gli automobilisti con vetture diesel, i lavoratori pendolari, le imprese dotate di veicoli commerciali e gli operatori del trasporto su gomma.
L’impatto potenziale supera però il semplice costo del pieno. Il diesel ha un ruolo centrale nel trasporto delle merci e nella logistica: una riduzione del prezzo può alleggerire, almeno temporaneamente, i costi sostenuti da autotrasportatori e imprese. L’obiettivo dichiarato dal Governo è anche quello di limitare la trasmissione degli aumenti energetici ai prezzi dei prodotti trasportati su strada e, di conseguenza, all’inflazione.
Non ricevono invece alcun vantaggio diretto gli automobilisti che utilizzano benzina, Gpl o metano. Per questi carburanti le aliquote restano invariate.
Perché il Governo ha tagliato solo il diesel
La scelta di intervenire esclusivamente sul gasolio è legata alla diversa evoluzione dei prezzi delle ultime settimane. Il diesel ha registrato aumenti più forti rispetto alla benzina, risentendo maggiormente delle tensioni sui mercati internazionali e della maggiore domanda legata ai trasporti e alle attività produttive.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che le tensioni internazionali hanno generato sul gasolio una pressione che non si è manifestata con la stessa intensità sulla benzina. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il provvedimento una risposta tempestiva, pur riconoscendo che non risolve in modo definitivo il problema del caro carburanti.
La decisione arriva inoltre dopo il percorso di riallineamento della tassazione avviato negli ultimi anni. Dal 1° gennaio 2026 l’accisa ordinaria sulla benzina e quella sul diesel erano state portate allo stesso livello, pari a 672,90 euro per mille litri. In precedenza il gasolio aveva tradizionalmente beneficiato di una tassazione inferiore.
Perché il prezzo alla pompa potrebbe non calare subito di 17 centesimi
Lo sconto fiscale è di 17,08 centesimi al litro, ma questo non significa necessariamente che tutti i distributori mostrino immediatamente una riduzione identica rispetto al prezzo del giorno precedente.
Il prezzo finale dipende infatti anche dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, dal costo della materia prima, dai margini della distribuzione e dai tempi con cui i singoli operatori aggiornano i listini.
I dati del Mimit riferiti alla mattina del 28 luglio indicavano un prezzo medio self service del gasolio pari a 2,180 euro al litro sulla rete stradale, contro i 2,185 euro del giorno precedente. In autostrada la media risultava invece pari a 2,250 euro, in calo da 2,255 euro. Nelle prime ore di applicazione, quindi, la riduzione fiscale non risultava ancora pienamente incorporata nelle medie nazionali.
Per valutare il risparmio reale sarà necessario confrontare i prezzi praticati dai singoli impianti, anche attraverso il portale e l’app Osservaprezzi Carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Quanto costa la misura allo Stato
I primi due giorni di riduzione, dal 28 al 29 luglio, vengono finanziati con 20,5 milioni di euro provenienti dal maggiore gettito Iva registrato nel mese di giugno a causa dell’aumento del prezzo internazionale del petrolio. È il meccanismo delle cosiddette accise mobili: una parte delle maggiori entrate Iva generate dai rincari viene utilizzata per ridurre temporaneamente la tassazione sui carburanti.
Per la prosecuzione dello sconto dal 30 luglio al 6 agosto il decreto legge stima un costo di 83,8 milioni di euro nel 2026. A questa cifra si aggiungono 22 milioni destinati agli interventi per l’autotrasporto. Nel complesso, gli oneri previsti dall’articolo dedicato al gasolio e al settore del trasporto raggiungono 105,8 milioni di euro per il 2026, oltre ai 20,5 milioni utilizzati per i primi due giorni.
Le critiche delle associazioni dei consumatori
Le associazioni dei consumatori hanno accolto con freddezza il provvedimento. Il Codacons lo considera insufficiente perché limitato al solo diesel e incapace, secondo le sue stime, di riportare il prezzo medio sotto i due euro al litro.
Anche l’Unione nazionale consumatori ha criticato la portata dell’intervento, chiedendo una riduzione più consistente sia per il gasolio sia per la benzina. Secondo i calcoli dell’associazione, con prezzi industriali invariati, il diesel self service dovrebbe scendere a circa 2,014 euro sulla rete ordinaria e a 2,084 euro in autostrada.
Più favorevole il giudizio della Cisl, che ha valutato positivamente la risposta del Governo, pur sottolineando i rischi che il protrarsi dell’instabilità internazionale può produrre sull’inflazione e sulle famiglie economicamente più fragili.
Dure, invece, le reazioni delle opposizioni. Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva contestano soprattutto la durata ridotta dello sconto, l’esclusione della benzina e l’assenza di una strategia strutturale contro il caro energia.
Cosa succede dopo il 6 agosto
Al momento il taglio delle accise termina il 6 agosto. Il Governo ha annunciato che valuterà l’andamento dei prezzi e dei mercati internazionali nel Consiglio dei ministri previsto per il 4 agosto, decidendo se prorogare la misura o adottare nuovi interventi.
Il vero nodo resta quindi l’evoluzione delle quotazioni petrolifere. Se i prezzi internazionali continueranno a salire, una parte dello sconto fiscale potrebbe essere rapidamente assorbita dai nuovi rincari. Se invece le tensioni dovessero attenuarsi, la riduzione delle accise potrebbe accompagnarsi a un calo della componente industriale e produrre un effetto più visibile sul prezzo finale.
Per gli automobilisti diesel il vantaggio esiste, ma è temporaneo e contenuto: circa 8,50 euro su un pieno da 50 litri. Una boccata d’ossigeno alla vigilia delle partenze di agosto, più che una soluzione definitiva al caro carburanti.
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Mattia Oldani
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