Commentando i dati semestrali, l’amministratore delegato di Fineco spiega che la maggiore concentrazione tra istituti tradizionali avvantaggerà inevitabilmente i gruppi come quello da lui guidato
Il consolidamento del sistema bancario italiano? Per Fineco rappresenta un’opportunità di crescita, non certo una minaccia. L’amministratore delegato Alessandro Foti ne è convinto e lo ha ribadito ieri, durante la conference call la stampa convocata per commentare i risultati del primo semestre 2026, chiuso con ricavi in aumento del 10,8% a 713,8 milioni di euro e un utile netto dell’operatività corrente di 343,3 milioni (+8%). Numeri che hanno spinto il management a migliorare la guidance sull’intero esercizio e a guardare con ancora maggiore fiducia ai prossimi anni.
“Siamo una storia di crescita “, ha detto Foti. ” Il mercato bancario tradizionale si avvia verso un oligopolio e questo, per noi, rappresenta una grande opportunità”. Per l’amministratore delegato di Fineco le grandi fusioni in corso spingeranno infatti, inevitabilmente, molti istituti a concentrarsi sull’integrazione delle strutture e sul contenimento dei costi, mentre la banca da lui guidata potrà continuare a investire nell’innovazione e nello sviluppo del business, rafforzando ulteriormente il proprio posizionamento.
È in questo contesto che il manager legge anche i risultati del semestre. Oltre alla crescita dei ricavi e dell’utile, la banca ha registrato una raccolta netta di 8,9 miliardi di euro (+34,8%), portando i Total Financial Asset a 175,2 miliardi (+18,5%). Ancora più significativo, però, è l’aumento della qualità della clientela: crescono infatti sia il numero dei nuovi clienti, oltre 125mila nei primi sei mesi dell’anno, sia le masse medie detenute da ciascun investitore, un indicatore che a detta di Foti conferma la capacità della banca di attrarre patrimoni sempre più consistenti. Le stime preliminari di luglio, con una raccolta vicina a 1,7 miliardi di euro e circa 21mila nuovi clienti, sembrano confermare che il trend positivo sia proseguito anche all’inizio della seconda parte dell’anno.
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Anche per questo Fineco ha rivisto al rialzo le proprie prospettive. La guidance è migliore sia rispetto alle indicazioni fornite durante il Capital Markets Day sia rispetto agli obiettivi contenuti nel piano industriale al 2029. Resta inoltre confermata la politica di distribuzione agli azionisti, con un payout compreso tra il 70% e l’80%. Ma Foti invita a guardare oltre il dividendo. “Non dobbiamo avere fretta nel correre a restituire capitale agli azionisti”, ha spiegato. “Se dovessimo trovarci con capitale in eccesso, la priorità sarà ovviamente mantenere tutti i parametri richiesti dalla Bce e poi valutare tutte le opportunità di crescita”. Un approccio coerente con l’identità che il manager rivendica per la banca: quella di una società ancora nel pieno del proprio percorso di sviluppo.
Tra i principali motori della crescita futura c’è senza dubbio l’intelligenza artificiale. Fineco sta accelerando gli investimenti su questo fronte, integrando applicativi AI sia nella piattaforma utilizzata dai consulenti finanziari sia negli strumenti messi a disposizione della clientela. Per la rete sono già operativi soluzioni come l’AI Assistant e il Portfolio Builder, mentre nel brokerage è stato introdotto il nuovo Copilot, che aiuta gli investitori nelle analisi di mercato e nella valutazione dei portafogli. L’obiettivo, ha spiegato Foti, è aumentare l’efficienza della consulenza, la trasparenza e la qualità del servizio, rendendo al tempo stesso più semplice l’accesso ai mercati finanziari.
Proprio il brokerage rappresenta uno dei pilastri della strategia di sviluppo della banca. E, secondo Foti, la crescita di questa attività è destinata a proseguire ben oltre il 2026. “Siamo estremamente positivi non solo sul fine anno ma anche nel medio termine”, ha spiegato. “L’attività di brokerage sta intercettando un cambiamento strutturale nel modo in cui la clientela interagisce con i mercati finanziari”. La diffusione dell’intelligenza artificiale, la crescente disponibilità di informazioni e strumenti tecnologici sempre più sofisticati stanno infatti modificando il comportamento degli investitori.
“Stiamo assistendo a una rivoluzione epocale”, ha aggiunto il manager. “Una fascia sempre più ampia della clientela interagirà direttamente con i mercati”. Secondo Foti, inoltre, l’Italia rimane ancora un mercato fortemente sotto penetrato rispetto ai Paesi del Nord Europa, dove l’investimento diretto è molto più diffuso. Ed è proprio in questo contesto che Fineco ritiene di poter rafforzare ulteriormente la propria leadership, anche grazie alla crescente diffusione degli Etf, sui quali Fineco Asset Management ha continuato ad ampliare la propria offerta.
L’innovazione passa anche dall’espansione internazionale. La banca sta infatti ultimando la piattaforma paneuropea che debutterà con il mercato tedesco: una fase iniziale di test partirà entro la fine dell’anno, mentre il lancio operativo è previsto nel primo trimestre del 2027. Il progetto rappresenta uno dei principali investimenti strategici del gruppo e punta a replicare all’estero un modello che in Italia ha già dimostrato la propria efficacia.
Infine, sul fronte assicurativo, Fineco ha annunciato la partnership esclusiva quadriennale con Cnp Assicura per la distribuzione di prodotti Vita. In realtà, come ha spiegato Foti, la collaborazione era già consolidata da tempo, ma mancava un accordo formale di esclusiva. “È un po’ come se, dopo una lunga convivenza, fossimo convolati a nozze”, ha commentato con una battuta l’amministratore delegato della banca.
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Andrea Telara
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