Linktour Alumi, la microcar elettrica che alza l’asticella


La Linktour Alumi appartiene ufficialmente alla famiglia dei quadricicli elettrici, ma basta osservarla per qualche istante per capire che il progetto vuole spingersi un po’ più in là rispetto alle proposte essenziali tipiche del segmento.

Il frontale sottile, le superfici pulite e le ampie vetrature costruiscono un’immagine moderna, senza però ricorrere a soluzioni vistose per attirare l’attenzione. A prima vista sembra quasi una piccola citycar ridotta nelle dimensioni, più che una microcar tradizionale, e questo effetto continua anche una volta aperta la portiera.

La carrozzeria alterna linee nette e angoli smussati, mentre la versione Elite aggiunge sopra il lunotto un elemento aerodinamico piuttosto vistoso, forse non indispensabile dal punto di vista funzionale, ma certamente capace di darle maggiore personalità. Insomma, l’intento appare chiaro: offrire un mezzo cittadino compatto senza trasmettere quell’aria un po’ fragile o provvisoria che ancora accompagna diversi quadricicli leggeri.

Con una lunghezza di 2,68 metri e una larghezza di 1,50 metri, la Alumi conserva uno degli aspetti più interessanti delle microcar: la facilità con cui può muoversi e trovare posto nelle zone urbane congestionate. L’altezza, che raggiunge al massimo 1,59 metri, contribuisce però a creare un abitacolo sviluppato in verticale e quindi meno sacrificato di quanto le misure esterne lascino immaginare.

È un equilibrio non semplice, perché una vettura così corta rischia facilmente di apparire alta, stretta e poco armoniosa, in questo caso, le superfici vetrate alleggeriscono l’insieme e danno alla carrozzeria proporzioni abbastanza naturali. Nelle manovre cittadine le dimensioni diventano subito un vantaggio, soprattutto all’interno di parcheggi stretti, rampe dei garage e inversioni in spazi limitati non richiedono particolari acrobazie. È proprio in queste situazioni, quelle che nella vita di tutti i giorni fanno perdere tempo e pazienza, che una microcar ben progettata riesce a far dimenticare parte dei suoi inevitabili limiti.


Un abitacolo più vicino a quello di una piccola auto

La vera peculiarità della Linktour Alumi si trova sotto la carrozzeria, dato che al posto del telaio tubolare impiegato da numerosi quadricicli, il modello adotta infatti una monoscocca portante realizzata in lega leggera, utilizzando anche alluminio rigenerato.

Strizza l’occhio anche al green, dato che secondo quanto dichiarato dalla Casa, per ogni esemplare viene impiegata una quantità di materiale paragonabile a quella contenuta in circa 7.000 lattine. È un’immagine curiosa, ma rende bene l’idea della scelta industriale compiuta dal costruttore.

Il punto più interessante, comunque, non riguarda soltanto la sostenibilità, in quanto una struttura di questo tipo permette di ottenere una maggiore rigidità dell’insieme e una sensazione di compattezza superiore durante la marcia. Tombini, rotaie e giunti dell’asfalto vengono affrontati con meno vibrazioni e scricchiolii rispetto a quanto accade normalmente su mezzi di dimensioni simili. Non significa che la Alumi si comporti come una berlina, sarebbe esagerato sostenerlo, ma la percezione generale è quella di un veicolo costruito con maggiore attenzione.

L’interno rappresenta una delle sorprese più piacevoli della Linktour Alumi. I due sedili possono ospitare senza particolari difficoltà anche persone alte, mentre la larghezza dell’abitacolo consente di mantenere una certa distanza tra conducente e passeggero.

Sembra un dettaglio secondario, ma sulle microcar più strette il contatto quasi costante tra spalle e gomiti può diventare fastidioso già dopo pochi chilometri, in questo caso però la sensazione è differente, anche grazie a una posizione di guida abbastanza naturale e a sedute che possono essere reclinate quasi completamente.

Una funzione del genere può tornare utile durante una sosta, magari mentre il veicolo è collegato alla presa di corrente, oppure quando occorre attendere qualcuno senza restare seduti in posizione rigida.

Alcune superfici della plancia e i braccioli sono inoltre morbidi al tatto, scelta tutt’altro che scontata in questa fascia, anche se non mancano plastiche più semplici, naturalmente, ma l’ambiente non trasmette quell’impressione spartana che uno potrebbe aspettarsi, anzi.

Bagagliaio e tecnologia di bordo

Uno degli aspetti che distinguono la Alumi da molte rivali è il bagagliaio da 320 litri, una capacità decisamente generosa considerando la lunghezza complessiva del veicolo. Può ospitare senza problemi la spesa settimanale, alcuni zaini oppure due trolley di medie dimensioni, rendendo la microcar utilizzabile anche per attività che vanno oltre il semplice tragitto casa-scuola o casa-ufficio. Naturalmente non si tratta del vano di una berlina e la forma richiede un minimo di organizzazione quando gli oggetti diventano ingombranti, ma la disponibilità di spazio rimane notevole.

In una città, dove molte vetture viaggiano quasi sempre con una o due persone a bordo, una soluzione simile può risultare più funzionale di quanto sembri sulla carta. Il tetto panoramico in vetro, pur non essendo apribile, aggiunge luminosità all’abitacolo e riduce il senso di chiusura, nelle giornate molto soleggiate (tipo quella della nostra prova) potrebbe però aumentare il calore interno, rendendo il climatizzatore particolarmente importante sugli allestimenti che lo includono.

Davanti al volante è presente una strumentazione digitale da 5 pollici, semplice nell’impostazione ma sufficientemente leggibile, mentre sugli allestimenti superiori viene affiancata da uno schermo centrale da 10,25 pollici, compatibile in modalità wireless con Apple CarPlay e Android Auto.

Le funzioni essenziali vengono gestite correttamente e la possibilità di collegare lo smartphone senza utilizzare cavi rappresenta un vantaggio evidente nella routine quotidiana. La dotazione può comprendere anche Bluetooth, retrocamera, volante multifunzione, accesso senza chiave e una presa USB-C da 60 W, abbastanza potente per ricaricare rapidamente diversi dispositivi portatili.

Sulla versione Elite è inoltre prevista un’applicazione attraverso cui controllare a distanza porte, finestrini e climatizzazione, una comodità interessante, per esempio, quando il veicolo è rimasto parcheggiato al sole e si desidera raffreddare l’abitacolo prima della partenza.

La L6e parte dai quattordici anni

La versione d’ingresso della gamma è la Linktour Alumi L6e, guidabile a partire dai 14 anni con patente AMm con il motore che sviluppa circa 8 CV e la velocità massima è limitata a 45 km/h, come previsto per la categoria.

La batteria da 7,2 kWh consente, secondo i dati dichiarati, di percorrere fino a 120 chilometri con una ricarica, autonomia pensata principalmente per la città, per i piccoli centri e per gli spostamenti quotidiani a corto raggio, dove le prestazioni elevate avrebbero poca utilità.

Per un ragazzo può rappresentare un’alternativa più protetta dello scooter, mentre per un adulto può diventare un secondo mezzo destinato alle commissioni o ai tragitti urbani. La carrozzeria chiusa, la presenza dell’impianto di climatizzazione sugli allestimenti più ricchi e lo spazio per i bagagli permettono infatti di utilizzarla comodamente durante tutto l’anno. Non dimentichiamoci che però rimane un quadriciclo leggero da 45 km/h, per cui sulle strade più veloci occorre quindi tenere conto del traffico circostante e programmare con attenzione gli itinerari.

La Elite L7e può affrontare anche percorsi più ampi

La Alumi Elite L7e cambia sensibilmente carattere, la potenza sale infatti a 10 kW, pari a circa 14 CV, la velocità massima raggiunge i 90 km/h e per guidarla è necessario aver compiuto almeno 16 anni ed essere in possesso della patente B1.

La batteria a bordo è da circa 13 kWh, promette un’autonomia di 180 chilometri e può essere ricaricata completamente da una normale presa domestica in poco più di quattro ore. Sulla carta sono valori sufficienti per coprire diversi giorni di spostamenti urbani senza dover collegare il mezzo ogni sera, anche se il risultato reale dipende, come sempre, dalla temperatura, dal tipo di percorso e dallo stile di guida.

Lo scatto da 0 a 50 km/h richiede 5,5 secondi, un tempo che ovviamente non impressiona ma garantisce partenze abbastanza rapide ai semafori, ed è proprio alle basse velocità che la risposta dell’acceleratore appare più vivace, facilitando gli inserimenti nel traffico e i cambi di corsia.

La Elite Pro è quella più completa

La versione Elite Pro mostra un comportamento su strada più maturo di quanto ci si potrebbe aspettare da un quadriciclo. Lo sterzo è molto leggero nella modalità normale, forse persino troppo per chi preferisce avere un rapporto più diretto con le ruote anteriori.

Selezionando la modalità Sport, però, il comando acquista maggiore consistenza e trasmette una sensazione più gradevole. Le sospensioni filtrano discretamente le irregolarità meno profonde, mentre le buche più marcate vengono avvertite con chiarezza nell’abitacolo, anche per via del passo corto.

Il pedale del freno richiede una pressione piuttosto decisa e potrebbe domandare qualche chilometro di adattamento, ma la presenza dell’ABS aggiunge un importante livello di sicurezza. La trazione posteriore rende naturali le partenze e contribuisce a mantenere pulito il comportamento della vettura. Il diametro di sterzata contenuto, infine, si rivela utile nelle inversioni e nei parcheggi: uno di quei vantaggi che non fanno notizia, ma che si apprezzano ogni giorno.

La dotazione di sicurezza comprende ABS, ripartitore elettronico della frenata e servosterzo elettrico. Si tratta di sistemi importanti, soprattutto considerando che molti quadricicli del passato offrivano equipaggiamenti piuttosto limitati sotto questo aspetto. Non sono invece presenti gli ADAS evoluti.

La monoscocca in alluminio contribuisce a trasmettere una maggiore sensazione di robustezza, ma l’omologazione resta quella di un quadriciclo e non cambia semplicemente perché l’abitacolo appare curato. Proprio la capacità della Alumi di sembrare più automobilistica potrebbe portare a dimenticarlo.

Il modo migliore per interpretarla è quindi considerarla un mezzo urbano evoluto, progettato per offrire più comfort e stabilità rispetto alla media della categoria, senza pretendere che possa sostituire un’automobile in qualunque situazione.

Gamma e prezzi

La Linktour Alumi L6e viene proposta negli allestimenti base, Plus e Pro. I prezzi (comprensivi dei 600 euro necessari per la messa su strada), partono da 10.050 euro, salgono a 12.590 euro per la Plus e raggiungono 13.590 euro per la Pro. La Alumi Elite L7e parte invece da 13.590 euro, passa a 14.590 euro nell’allestimento Plus e arriva a 15.590 euro per la versione Pro. Le versioni Plus sono previste verso la fine del 2026, mentre le altre configurazioni saranno distribuite attraverso la rete Autotorino e alcuni concessionari selezionati da ATFlow.

Non sono cifre per tutti, è vero, ma il prezzo comprende una costruzione più raffinata rispetto a quella di molti quadricicli, insieme a climatizzatore, retrocamera, connettività wireless e diverse comodità. Il confronto corretto, dunque, non dovrebbe basarsi soltanto sulle dimensioni, ma sul tipo di impiego, sui costi di gestione e sulla facilità di utilizzo in città.

Una microcar che assomiglia sempre più a una citycar

In sostanza la Linktour Alumi non cancella i confini tra quadricicli e automobili, ma riesce ad avvicinarsi al mondo delle citycar più di quanto lascino supporre le dimensioni. La struttura in alluminio, il pacco batterie integrato attraverso la soluzione Cell-to-Body, l’abitacolo spazioso e il bagagliaio da 320 litri costruiscono un insieme diverso dalle microcar più spartane.

Rimangono alcuni aspetti migliorabili, come la risposta non rapidissima del sistema multimediale, il pedale del freno piuttosto duro e uno sterzo eccessivamente leggero nella modalità normale, ma anche l’assenza degli ADAS avanzati va tenuta ben presente.

Nel complesso, però, la Elite Pro offre una guida piacevole nei percorsi urbani, una buona risposta alle basse velocità e una dotazione capace di rendere più comodi gli spostamenti quotidiani. La garanzia di tre anni a chilometraggio illimitato, accompagnata da una copertura di cinque anni per il sistema di trazione elettrica, completa una proposta ambiziosa. Più che reinventare la microcar, la Alumi prova a renderla adulta, utilizzabile e meno disposta ad accettare compromessi.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 raffaelegomiero

Source link

Di