Marino Trizio, presidente associazione Città Plurale, ha inviato una lettera aperta al sindaco di Matera, Antonio Nicoletti e a Monsignor Benoni Ambarus, Arcivescovo della Dioces di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico per chiedere l’annullamento della variante per la realizzazione di un parcheggio interrato nelle aree pertinenti l’Istituto Sant’Anna e ilParco del Castello Tramontano a Matera.
Come sempre gli interventi di Michele Morelli sono puntuali e con argomentazioni difficilmente contestabili. Come Città Plurale riteniamo di intervenire a sostegno del suo intervento e quanto in esso nuovamente proposto di annullamento della variante:
“Destinare l’intera area, fatta eccezione di quella strettamente pertinenziale dell’ex istituto, a “Verde pubblico territoriale”, Vt4 Parco del Castello, con una Variante Urbanistica degna di questo nome, interpretando in modo corretto il combinato disposto dell’art. 18 e 62 del RU2021″. Sarebbe opportuno dunque- evidenzia Morelli- che l’Amministrazione, atteso la richiesta della Curia, approfittasse di questa occasione per risolvere in maniera definitiva la tutela e l’integrità della collina “ampliando e completando” davvero il Parco del Castello (così come è stato approvato nel 2006 dall’amministrazione comunale), recuperando le “parti mancanti” (come si afferma in linea teorica nel deliberato della Variante). Solo così è possibile proteggere ed assicurare l’intera area verde a Parco (part. n.250 e n.1035) mediante lo strumento della “compensazione a distanza” in alternativa all’esproprio. Integrando, in questo modo, parte del deficit dello standard urbanistico. “Questa si sarebbe una Variante di interesse pubblico inequivocabile” conclude Morelli e allora la protettrice delle partorienti darebbe il suo assenso”.
Crediamo inoltre che tutte le associazioni ambientaliste, i comitati di quartiere, Italia Mostra, L’INU, dovrebbero intervenire a sostegno dell’intervento di Michele Morelli, per porre fine alle varianti che interessano solo scopi privati e non il bene comune della Città.
Senza ripetere quanto affermato da Michele Morelli, il nostro intervento affronterà il tema con altre argomentazioni per giungere alla stessa richiesta di annullamento della variante. La grande stagione dell’Urbanistica degli anni 50′, 60′ e 70′, in cui furono realizzati i quartieri storici di Matera (Spine Bianche, Serra Venerdì, Lanera, Villa Longo, Agna, oltre i borghi di La Martella e Venusio, vide l’opera di grandi urbanisti come Piccinato, Quaroni, Aymonino, De Carlo, Lenci, Fabbri e altri. Piccinato elaborò il PRG del 1956 e poi la variante del 1974 dove erano previsti nel primo e riconfermati nel secondo, i tre grandi parchi: nell’area del vecchio cimitero il “Parco IV Novembre”, il “Parco di Macamarda” e il “Parco del Castello”. Si aggiungeranno il parco di Serra Rifusa e quello di Serra Venerdì, entrambi purtroppo a rischio di ulteriori varianti. In riferimento a quella storia, a quella stagione, che ricordiamo come “Laboratorio di Urbanistica”, o come stagione della città pubblica, quella nata con la spinta decisiva dello Stato con i programmi di edilizia economica e popolare con il Piano INA-Casa, dobbiamo essere consapevoli che è storia passata e nelle condizioni attuali difficilmente potrà ripetersi se si continueranno ad assecondare gli interessi speculativi privati e non quelli nell’interesse della comunità. Come accaduto di recente in via Dante a ridosso del Parco IV Novembre. Quella stagione non è riuscita a far capire a chi ha amministrato e amministra, agli ordini professionali (architetti e ingegneri) agli addetti ai lavori e non solo, che la città andava trattata, pianificata e amministrata diversamente e con più rispetto, in modo particolare per quei luoghi sensibili dal punto vista paesaggistico e ambientale. Dopo quel lungimirante periodo, che assume, ormai, solo un valore storico e consolatorio, non hanno mai corrisposto, almeno negli ultimi trent’anni e più, amministrazioni all’altezza della storia e dell’importanza che la città andava acquisendo. A nulla sono serviti anche i riconoscimenti a patrimonio Unesco del 1993 e quello a Capitale Europea della Cultura del 2019, e nulla cambierà con l’ultimo riconoscimento a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Quello che è accaduto, invece, è che la città ha modificato sostanzialmente il proprio volto, il clima culturale che alimenta i progetti urbani sono mutati radicalmente e sempre verso l’espansione della città o l’intervento su aree sensibili. Nella “Città dell’uomo” Olivetti scriveva: “il piano è un atto di civiltà, un atto di amore verso un paesaggio e un atto d’amore verso un gruppo di uomini”. Negli anni passati e in quelli recenti bisognava dare un volto umano e partecipativo alla pianificazione, ed ai conseguenti interventi soprattutto per una città insignita di riconoscimenti internazionali, cresciuta forse troppo in fretta e male.
Nel 2018 l’Amministrazione De Ruggieri, nonostante un appello di Città Plurale firmato da tantissimi cittadini a non realizzare un parcheggio privato, su un’area adiacente al Campus Universitario in Via Lanera, destinata a verde dal PRG, a stretto contatto con il parco del Castello, concesse l’ennesima variante per la realizzazione della struttura. Progetto fatto passare come esempio (pessimo) di rigenerazione urbana. L’obiettivo doveva essere prima i cittadini, l’ambiente e i luoghi della loro vita, completando e preservando un grande parco a ridosso del centro storico, con un no agli interessi privati, purtroppo non si è voluto ascoltare per preservare quel luogo.
Le città sono governate sempre più, dalla convenienza economica e da comportamenti e interventi a fini speculativi. Diritti collettivi, partecipazione, vivibilità e bellezza, restano nel mondo dei sogni. In poco più di trent’anni, abbiamo assistito ad innumerevoli varianti, e non si riesce a mettere un freno e pianificare nell’interesse generale. Ricordiamone alcune: Quadrifoglio (ha 10,50), contrada San Francesco (ha 53), senza dimenticare le prossime varianti (ha 60) inserite nelle previsioni del RU approvato nel 2021: Serra Rifusa, Via Montescaglioso, Tre Pini, Parco Serra Venerdì, Centro Direzionale, Via dei Messapi, senza dimenticare i danni prodotti ad opera e non solo della legge regionale n.25/2009 meglio conosciuta come Piano casa e successive modifiche tra cui la L.R. n. 25/2012 e aggiornamenti recenti, con la quale è stata resa a tempo indeterminato. Legge che andrebbe cancellata.
Con il PRG del 2007 per l’intera area della collina del Castello era sancito il divieto a qualsiasi intervento di tipo edilizio, solo interventi di tipo ambientale e paesaggistico. Invece, creato il precedente in quell’area, accade che il 16 febbraio 2024 viene convocata una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, per procedere all’ennesima variante al Regolamento Urbanistico sulla collina del Castello, con la modifica dell’art. 68 del Regolamento Urbanistico approvato nel 2021, per una ennesima variante su richiesta.
La votazione sulla variante, è giusto ricordarlo, ha dato il seguente esito: approvato con n. 17 voti favorevoli: Bennardi, Salvatore, Stigliani, Caldarola, Carlucci, De Palo G., De Palo T., Di Lecce, Fiore, Iosca, Losignore, Montemurro, Paterino, Pilato, Ramundo, Stifano e Visaggi. Con n.1 contrari: Casino. Assenti al voto n.15 consiglieri: Alba, Doria, Fragasso, Lapolla, Lisurici, Milia Parisi, Morelli, Nicoletti, Perniola, Scarciolla, Schiuma, Susi, Tosti, Toto e Violetto. La variante approvata prevedeva: “Lavori di realizzazione di un parcheggio interrato sito a Matera in via Lanera censito in catasto al fg.103, part.250, richiesta committente: SER Mons Antonio Giuseppe Caiazzo legale rappresentante dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina. Nello specifico, il parcheggio è composto da complessivi 101 box distribuiti su tre piani interrati”. Destinazione urbanistica: Area verde pubblico, privato, residenziale, agricola. Dimensione dell’area mq: 5.480,00″. Richiesta di permesso a costruire in data 1/12/2021 a firma del committente Arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo)”.
L’Intervento lungo via Lanera, area dell’Istituto Sant’Anna, interesserà un’ampia area verde, ancora una volta quella della collina del Castello, parco a ridosso del Centro storico. Questo tipo di scelta comporterà l’ulteriore impermeabilizzazione e consumo di suolo. Tornando alla delibera dell’ennesima variante, e fermo restando la condanna e il giudizio negativo per chi ha dato voto favorevole, quello che non si riesce a comprendere è l’assenza di 15 consiglieri dalla votazione finale. Si sceglie di assentarsi pensando forse di non avere responsabilità.
Non è avvenuto solo questa volta è quasi sempre così da anni. E nessuno avverte l’esigenza di chiarire pubblicamente. Sarebbe stato più onesto essere presenti ed esprimere in modo trasparente il proprio voto contro o a favore. Ancora una volta si autorizza un intervento su una collina sensibile dal punto di vista orografico, sismico e idrogeologico.
Auguriamoci che non capitino eventi climatici devastanti (come quelli accaduti in Emilia Romagna, Toscana e Marche), perché se continuiamo a bloccare con il cemento il deflusso delle acque, queste da qualche altra parte dovranno venir fuori con i danni conseguenti. E’ giusto ricordare che dopo l’approvazione della variante, vi sono stati due interventi di denuncia: Pio Abiusi – Associazione Ambiente e Legalità del 7 marzo 2024 e Michele Morelli- per conto di Legambiente Matera, Comitato Sassi e Associazione di Quartiere Lanera del 19 marzo 2024, che hanno chiesto attraverso motivazioni puntuali e circonstanziate di annullare la delibera di C.C. Non è da oggi che le associazioni intervengono sui temi urbanistici, su cui si sono sperimentate le difficoltà ad una interlocuzione con l’amministrazione di turno della città.
Non c’è ascolto, ne luoghi o strumenti dove confrontarsi periodicamente, sulle problematiche della città e su ciò che accade in consiglio comunale. La partecipazione, a chi governa, ai dirigenti, non piace molto. Dobbiamo comprendere che l’immagine di una Matera patinata e luccicante, che ci è stata proposta da tutte le amministrazioni che si sono avvicendate in tutti questi anni, e dal mercato turistico nazionale e internazionale, nasconde il vuoto drammatico di prospettive che vive la città, che vivono le sue periferie abbandonate a sé stesse e i suoi luoghi di pregio mai preservati da continue aggressioni.
Per concludere, vogliamo ricordare quanto scritto nell’Enciclica Laudato Sì al n. 151: E’ necessario curare gli spazi pubblici, i quadri prospettici e i punti di riferimento urbani che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro “sentirci a casa” all’interno della città che ci contiene e ci unisce. E’ importante che le diverse parti di una città siano ben integrate e che gli abitanti possano avere una visione d’insieme invece di rinchiudersi in un quartiere, rinunciando a vivere la città intera come uno spazio proprio condiviso con gli altri. Ogni intervento nel paesaggio urbano o rurale dovrebbe considerare come i diversi elementi del luogo formino un tutto che è percepito dagli abitanti come un quadro coerente con la sua ricchezza di significati. In tal modo gli altri cessano di essere estranei e li si può percepire come parte di un “noi” che costruiamo insieme. Per questa stessa ragione, sia nell’ambiente urbano sia in quello rurale, è opportuno preservare alcuni spazi nei quali si evitino interventi umani che li modifichino continuamente”. Papa Francesco parla di ecologia integrale, unendo la difesa della terra alla giustizia sociale. Nella sua enciclica “Laudato Si” denuncia lo sfruttamento sfrenato del suolo e la cementificazione che distrugge la natura e genera povertà. Non può esserci politica ambientale separata da quella sociale, né economia disgiunta dalla responsabilità collettiva. Anche in Laudate Deum ritorna con forza l’invito alla coerenza: “Le politiche che non riescono a coniugare i due livelli ambientale e sociale, sono destinate a fallire” (LD, 3) e aggiungiamo a creare danni irreparabili. Vale questo anche per le richieste della Chiesa?
E una Amministrazione Pubblica non dovrebbe perseguire gli interessi della comunità salvaguardando un luogo importante per la città senza perseguire la sua distruzione?
Matera, chiede di diventare una città moderna, una città giusta, e se vogliamo ridare senso alla sua storia urbanistica, bisogna riuscire a trovare una nuova e vera identità, nuove prospettive e interventi urbanistici diversi dalla solita speculazione fondiaria.
Per preservare quel luogo l’Associazione Città Plurale, chiede all’Amministrazione del Sindaco Nicoletti, di annullare la variante di C.C., e chiede alla Diocesi, al nuovo Arcivescovo Mons. Benoni Ambarus, di comunicare all’Amministrazione e pubblicamente di rinunciare alla richiesta di variante per la realizzazione di 101 box auto, area utile per il completamento del Parco del Castello.
Si dimostrerà in tal modo una capacità di discernimento e di giustizia, attraverso un gesto che metterebbe la parola fine alla vicenda, preservando un luogo, la collina del Castello, parte importante del patrimonio della città e come tale va tutelata senza nessuna indecisione.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link




