Oltre la scrittrice amatissima in tutto il mondo, c’era anche una donna elegante e appassionata di moda. Siamo entrati nella sua casa nel Devon per scoprire che nei suoi armadi non c’erano scheletri… ma abiti, accessori e un grande senso dello stile!
I miei primi ricordi di Agatha Christie risalgono più o meno alla fine delle medie e agli anni del liceo. Ricordo qualche romanzo letto per piacere, altri assegnati a scuola, e perfino alcune verifiche di letteratura. Come molti, conoscevo bene i suoi personaggi e le sue trame impeccabili, ma sapevo pochissimo della donna dietro il mito. A dire il vero, di Agatha Christie pochi conoscono il lato glamour: anch’io ricordavo soltanto qualche fotografia in elegante tailleur, senza immaginare quanto la moda avesse fatto parte della sua vita. Per questo, quando sono stata invitata a intraprendere questo viaggio nel Devon, ho accettato senza esitazione. Tra le colline verdi, le scogliere che si affacciano sul fiume Dart e i giardini romantici di Greenway, la casa amata da Agatha Christie, ho scoperto un lato della scrittrice che ignoravo completamente. La regina del giallo non smette mai di sorprenderci: questa volta non con un assassino, un alibi perfetto o un colpo di scena finale, ma con la sua inaspettata passione per la moda.
E mentre la British Library si prepara a celebrarne il cinquantesimo anniversario dalla morte con una grande mostra, in programma da ottobre 2026 a giugno 2027, dedicata alla sua vita e alla sua eredità culturale, nel Devon emerge un’altra storia

La scrittrice durante uno dei suoi viaggi – Credits ©National Trust Images
Devon e la casa di Greenway, il paesaggio che ispirò Agatha Christie
Per chi non conosce il Devon, nel sud-ovest dell’Inghilterra, è davvero uno di quei luoghi che sembrano usciti direttamente dalle pagine di un romanzo. Colline verdi, come le nostre in Piemonte o in Toscana, villaggi sul mare, giardini subtropicali e una costa spettacolare disegnata dalle maree dell’Atlantico. È qui che Agatha Christie nacque, crebbe e tornò per gran parte della sua vita.
Torquay, dove trascorse l’infanzia, resta il punto di partenza ideale per seguire le sue tracce. La cittadina del Devon non è soltanto lo sfondo della sua formazione, ma una presenza costante nella sua immaginazione letteraria. Durante la visita ho scoperto, grazie alle spiegazioni della guida, quanto profondo fosse il legame tra la scrittrice e la sua città natale: dai paesaggi della cosiddetta “English Riviera” alle eleganti ville vittoriane affacciate sul mare, molti luoghi e atmosfere che ricorrono nei suoi romanzi trovano qui la loro origine. Torquay celebrò Christie già in vita e continua ancora oggi a custodirne l’eredità attraverso itinerari tematici, murales, targhe commemorative e l’Agatha Christie Mile, un percorso che collega i luoghi più significativi della sua esistenza.
Passeggiando sul lungomare o tra le strade tranquille del centro storico, è facile comprendere come questo angolo d’Inghilterra abbia alimentato il suo sguardo attento ai dettagli e il fascino per i misteri nascosti dietro la quotidianità. Per gli appassionati dei suoi libri, Torquay non è semplicemente una destinazione turistica, ma una vera immersione nell’universo che ha dato vita a personaggi immortali come Hercule Poirot e Miss Marple.
Ma è Greenway, la residenza estiva acquistata nel 1938 insieme al secondo marito Max Mallowan, il luogo dove la sua presenza sembra ancora tangibile. Oggi la proprietà è curata dal National Trust (dal 2003) e conserva l’atmosfera di una casa appena lasciata dai suoi proprietari. I libri sono ancora sugli scaffali, gli oggetti personali occupano il loro posto abituale e ogni stanza racconta una storia. Greenway era il rifugio di Agatha Christie. Lei stessa la definiva “la più bella casa del mondo”. La residenza georgiana, elegante ma mai ostentata, ospitava interminabili vacanze in famiglia, cene con amici, pomeriggi trascorsi a scrivere e momenti di quiete lontano dalla fama internazionale. Camminando tra le stanze si percepisce immediatamente il suo gusto raffinato. Libri d’arte, oggetti collezionati durante i viaggi archeologici in Medio Oriente con Max Mallowan, porcellane, fotografie di famiglia. Tutto parla di una donna colta, curiosa e cosmopolita. Poi si arriva alla camera da letto ed è qui che avviene la sorpresa.

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Il guardaroba segreto di Agatha Christie
Dalla camera da letto si accede a quella che oggi definiremmo senza esitazione una vera e propria walk-in closet. E appena l’ho visto il mio stupore è stato davvero unico. Quando la porta si apre, davvero un grande wow.… insomma anche Agatha pensava ai suoi look come noi tutte…All’interno di due grandi armadi sono conservati oltre 100 capi! Incredibile! Abiti, cappotti, pellicce a alcuni accessori. Un archivio straordinario che attraversa gran parte del Novecento. Confesso che non era ciò che mi aspettavo: siamo abituati a immaginare Agatha Christie come la signora inglese seduta alla macchina da scrivere, con il twinset, le perle e lo sguardo assorto. E invece Greenway rivela una donna profondamente interessata alla moda. Naturalmente c’e’ anche lo studio… Una vera “sciura” britannica, verrebbe da dire. Ma con vista sul Devon. Dietro l’immagine pubblica della scrittrice riservata emerge una donna che amava vestirsi bene, che collezionava capi di qualità e che attribuiva importanza ai dettagli dell’eleganza.

Il guardaroba di Agatha Christie nella sua residenza ©National Trust Images/Nick Guttridge
Le pellicce di Agatha Christie: una passione lunga una vita
Se c’è un elemento che domina il guardaroba di Greenway sono le pellicce. Fotografia dopo fotografia, Agatha appare spesso avvolta in colli morbidi, stole o cappotti bordati di pelliccia. Non erano semplicemente accessori. Erano una parte essenziale della sua identità estetica. Molte delle immagini ufficiali realizzate negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta la mostrano impeccabile, con linee pulite e un’eleganza arricchita proprio da questi dettagli. Le pellicce accompagnavano le sue apparizioni pubbliche, le prime teatrali delle sue opere e le anteprime cinematografiche tratte dai suoi romanzi. Osservarle oggi significa comprendere quanto Christie appartenesse alla generazione di donne per cui il cappotto giusto era una dichiarazione di stile. Tra i capi più affascinanti conservati a Greenway c’è un cappotto grigio degli anni Sessanta con un ampio colletto in pelliccia. È il capo che Agatha Christie indossò in uno dei suoi più celebri ritratti fotografici insieme a Max Mallowan. La sua silhouette racconta perfettamente l’eleganza britannica del periodo: linee essenziali, taglio impeccabile, materiali pregiati

Agatha Christie con uno dei suoi celebri cappotti con collo in pelliccia – Credits: Christie Archive Trust
Guardandolo viene spontaneo pensare a Miss Marple e a tutte quelle donne che popolano i romanzi di Christie. Personaggi che spesso rivelano molto di sé attraverso ciò che indossano. L’attenzione ai dettagli, del resto, è il cuore di ogni mistero e anche di ogni guardaroba
Gli abiti da sera della scrittrice più famosa del mondo: la sartorialità come linguaggio narrativo
Quando la guida apre un’anta dell’armadio di Agatha Christie acolpire non sono soltanto i singoli capi, ma l’insieme: abiti dai colori vivaci alternati a tonalità più morbide, stampe floreali e geometriche, tessuti ricchi e lavorati che raccontano una donna profondamente influenzata dai luoghi che ha visitato.
Nel guardaroba emergono numerosi abiti midi dal taglio femminile ed elegante, silhouette fluide e che riflettono perfettamente il gusto raffinato della scrittrice. Accanto a modelli più essenziali compaiono tessuti preziosi, broccati e soprattutto damask fabric, con motivi decorativi che evocano atmosfere lontane e una sensibilità estetica maturata attraverso anni di viaggi. Questi dettagli non sono casuali come direbbe Mrs Marple.
Dopo il secondo matrimonio con l’archeologo Max Mallowan, i viaggi divennero una parte fondamentale della vita di Christie. Le lunghe permanenze in Medio Oriente, tra Siria e Iraq, e i frequenti spostamenti in Europa ampliarono il suo sguardo non solo come scrittrice ma anche come osservatrice di culture, artigianato e tradizioni tessili. Quell’influenza affiora chiaramente nel guardaroba. Più si esplora questa collezione privata, più emerge una consapevolezza sorprendente: per Agatha Christie la moda non era un interesse superficiale, ma un linguaggio! Gli abiti raccontavano storie, custodivano ricordi di viaggi, incontri ed esperienze.

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La mostra della British Library: Agatha Christie a 50 anni dalla scomparsa
Nel 50°esimo anniversario della morte di Agatha Christie, la British Library si prepara a celebrarne l’eredità con una grande mostra dedicata alla sua vita e alla sua opera. Sarà un’occasione per riscoprire i manoscritti, le lettere, gli appunti e i documenti che hanno contribuito a costruire il fenomeno editoriale più straordinario del Novecento. Ma dopo aver visitato Greenway, viene spontaneo sperare che accanto alle pagine e ai personaggi trovino spazio anche gli elementi più personali della sua storia. Perché quei cappotti, quelle pellicce e quegli abiti raccontano qualcosa di essenziale. Raccontano una donna moderna, curiosa, indipendente, una viaggiatrice e una osservatrice instancabile del comportamento umano. E anche un’appassionata di moda. Agatha Christie ha passato la vita a sorprenderci: ha nascosto colpevoli in piena vista, ribaltato certezze e insegnato ai lettori a guardare oltre le apparenze. Per questo forse non dovremmo stupirci più di tanto.
Anche il mistero del suo lato fashion era lì, davanti ai nostri occhi, da sempre: dietro la regina del crimine si nascondeva una donna elegantissima e di stile!
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Rossella Malaguarnera
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