Donald Trump ha sospeso i pesanti attacchi americani pianificati contro l’Iran dopo le pressioni degli alleati del Golfo e dei mediatori più propensi alla diplomazia che alla guerra, in un segnale di divisione strategica su come affrontare Teheran. Poi ha parlato di accordo su Hormuz e aggiunto che «ci sarà un patto sulla denuclearizzazione».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che i negoziati tra Oman e Iran sono nelle loro «fasi finali». L’Oman e l’Iran hanno discusso della futura gestione dello Stretto di Hormuz.
Per approfondire:
Trump: “Le compagnie petrolifere guadagnano troppo dal conflitto, i prezzi caleranno una volta terminato”
Donald Trump ha accusato le compagnie petrolifere di guadagnare “troppo” dalla carenza di forniture causato dalla guerra contro l’Iran. Parlando nello Studio Ovale il presidente ha assicurato che i prezzi della benzina negli Stati Uniti caleranno una volta finito il conflitto.
Trump: “L’ultima chance per firmare un buon accordo”
“Questa è l’ultima chance per l’Iran di firmare un buon accordo”. lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.
Trump: “Colloqui in corso anche se Teheran nega”
I negoziati con l’Iran sono “in corso in questo momento” anche se Teheran vuole negarlo. Lo dice il presidente Usa, Donald Trump. “Per qualche motivo non piace loro dire che stanno parlando anche se passano ore a parlare”, ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale.
Trump: “Il conflitto sta andando molto bene”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il “conflitto con l’Iran sta andando molto bene, molto molto bene”, durante un evento allo Studio Ovale dedicato al lancio di un organismo consultivo incaricato di studiare e proporre soluzioni ai problemi che affrontano i familiari dei militari americani.
I media: il Pakistan invia il ministro degli Esteri e il capo negoziatore a Islamabad per discutere dell’accordo con gli Usa
Il Pakistan inviterà il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf a Islamabad per discutere i negoziati con gli Stati Uniti. E’ quanto hanno riferito fonti diplomatiche ad Al-Arabiya.
L’Iran: accordo con l’Oman su Hormuz alle battute finali
Iran e Oman sono vicini a un’intesa su una rotta temporanea nello Stretto di Hormuz che garantisca la sicurezza delle navi, mentre da Islamabad arrivano nuovi inviti a una mediazione tra Washington e Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un in giornata colloquio al telefono con il suo omologo omanita, Sayyed Badr Al-Busaidi. In una nota, il governo di Teheran ha parlato di “un’intesa su una rotta sicura attraverso lo Stretto”, mentre ieri Araghchi ha confermato a una riunione del CdM che i negoziati con l’Oman sono ‘alle battute finali’. Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmail Baghaei, ha precisato che il negoziato riguarda un passaggio ‘accettabile per entrambe le parti’, diverso dalle attuali rotte, e ha ribadito: ‘In questo momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti’. Intanto il Pakistan, secondo fonti diplomatiche citate da Al-Arabiya, intende invitare a Islamabad il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, per discutere una possibile ripresa dei colloqui con Washington. Teheran ha fino a ora smentito sia l’esistenza di negoziati diretti con gli Usa, sia di avere chiesto agli Stati Uniti di rinunciare ai bombardamenti.
Un comandante Pasdaran: “Le forze di terra pronte a reagire alle minacce”
Mohammad Karami, comandante delle forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), afferma che nell’Iran nord-occidentale i combattenti sono pronti a reagire a qualsiasi “errore di valutazione da parte di nemici extraregionali o gruppi terroristici”. La notizia è riportata da al Jazeera. In un post su X, il comandante ha dichiarato che i combattenti del quartier generale di Hamzeh Seyyed al-Shohada, supportati dall’intelligence, dalla “prontezza operativa e dall’impiego di fede, tecnologia e scienze moderne, sono pronti a dare una risposta decisiva a qualsiasi minaccia”.
Trump: “Il blocco navale resta, fino all’accordo o alla resa totale”
Il blocco navale all’Iran resta e sarà in vigore fino a che Teheran non raggiungerà un accordo o non opterà per la “resa totale”. Lo ribadisce Donald Trump in un post su Truth in cui accusa la leadership iraniana di essere “incredibilmente ipocrita”. Il presidente ricorre a un verbo che ama molto nei suoi attacchi, dicendo che gli iraniani “chiedono un incontro, alcuni direbbero ‘supplicano’, iniziano i colloqui e poi affermano, apertamente e con orgoglio, di non avere alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con l’Oman”. Trump accusa gli iraniani di ricorrere alle “loro solite chiacchiere, dicendo che lo Stretto di Hormuz sarà gestito con la forza da loro, quando è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro ‘Blocco’ o, come lo chiamano alcuni, ‘il Muro d’Acciaio degli Stati Uniti!”. “Nulla arriva all’Iran, a meno che non lo vogliamo noi, e nulla arriverà, a meno che non si raggiunga un accordo o una resa totale” dice ancora Trump, “Che l’Iran lo voglia ammettere o no, stiamo di fatto parlando di una soluzione a un problema che loro stessi hanno causato per decenni. È molto semplice:
Trump contro “falsi” sondaggi, mio gradimento da record
Il presidente Usa, Donald Trump, e’ tornato a criticare quelli che definisce “media delle fake news” smentendo il suo calo nei sondaggi e rivendicando un gradimento “migliore di sempre”. “La mia percentuale nei VERI sondaggi, non quelli inventati dai media delle fake news, e’ la migliore di sempre, e come potrebbe non esserlo, con i piu’ grandi tagli alle tasse ei piu’ alti livelli di occupazione di SEMPRE, il piu’ grande investimento estero in America nella storia del mondo, un confine totalmente sicuro, una vittoria schiacciante in Venezuela, la denuclearizzazione dell’ Iran , un rispetto e un successo senza precedenti in tutto il mondo e molto altro ancora?”, si legge nell’ultimo post su Truth del presidente americano. “Non credete ai falsi sondaggi della sinistra radicale. Sono disonesti e corrotti”, ha concluso, “proprio come i democratici che stanno distruggendo il Paese. VOTATE REPUBBLICANO PER LA GRANDEZZA DELL’AMERICA!”.
Teheran: “Abbattuto un drone Usa nello Stretto di Hormuz”
I media iraniani affermano che le forze di difesa aerea del Paese hanno abbattuto un drone statunitense MQ-9 Reaper sullo Stretto di Hormuz, in un contesto di crescenti tensioni con Washington. Lo riferiscono le agenzie Tasnim e Fars. Secondo Tasnim, il drone sarebbe stato intercettato sullo sfondo delle crescenti tensioni regionali, sebbene gli Usa non abbiano ancora confermato. L’Iran non ha inoltre diffuso alcuna foto o video a supporto della propria tesi. L’MQ-9 Reaper è uno dei sistemi aerei senza pilota più avanzati dell’esercito statunitense, con un costo stimato di circa 34 milioni di dollari.
Cnn: “Gli Usa fanno brainstorming via mail per trovare nuove tattiche contro l’Iran”
Gli Usa fanno brainstorming via e-mail per trovare nuove tattiche contro Teheran. “Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione e punire l’Iran”, ha scritto un ufficiale del ramo intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centocom) in un messaggio inviato mercoledì scorso a un ampio gruppo di analisti militari, secondo una fonte a conoscenza del messaggio citata dalla Cnn. Una seconda fonte ha confermato che un alto ufficiale militare statunitense ha inviato il messaggio la settimana scorsa, sollecitando nuove idee su come affrontare l’Iran. Questa richiesta, in stile crowdsourcing, che secondo i funzionari militari è insolita via e-mail, è un segnale delle opzioni limitate – e potenzialmente sgradevoli – a disposizione di Trump per costringere l’Iran a un accordo alle sue condizioni. Sperando di trovare un’alternativa, il funzionario del Centocom ha avviato una sessione di brainstorming via e-mail per vedere se qualcuno avesse un’idea migliore. La seconda fonte ha affermato che il Centcom sta valutando ogni possibilità, riconoscendo la necessità di rivalutare la strategia.
Teheran: “Nessun incontro previsto in questi giorni tra le delegazioni”
L’Iran non ha intenzione di ospitare o inviare delegazioni “in questi giorni”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ai giornalisti, scrive Al Jazeera. “Non ospiteremo delegazioni né saremo ospiti di alcun Paese in questi giorni”, ha spiegato dopo aver annunciato che “al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti”.
Hamas: “L’escalation di Israele a Gaza mina gli accordi”
La “deliberata escalation” degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza mira a “ostacolare gli accordi raggiunti con i mediatori, inclusa l’amministrazione statunitense, per completare l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco”. E’ quanto ha sostenuto Hamas, stando ad al Jazeera. Il gruppo palestinese ha affermato che i “bombardamenti criminali e frenetici della Striscia di Gaza” da parte di Israele hanno spazzato via “intere famiglie dal registro civile” e chiesto ai mediatori di “intervenire immediatamente per fare pressione” su Israele affinche’ cessi i suoi crimini. La dichiarazione, rilasciata domenica sera, e’ giunta mentre le forze israeliane continuavano a bombardare Gaza, uccidendo almeno 19 palestinesi, nonostante l’annuncio di Trump di una tabella di marcia per l’attuazione della seconda fase dell’accordo di pace. La tabella di marcia prevede il disarmo di Hamas e il ritiro delle truppe israeliane da Gaza.
Prezzo del petrolio in netto calo, Wti sotto gli 80 dollari
Il prezzo del petrolio è in forte calo, sulle speranze per la guerra in Medio Oriente innescate dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una ripresa dei negoziati con l’Iran. Il Wti è in calo del 5,88% e viene scambiato sotto gli 80 dollari, a 79,75 dollari al barile. Il Brent cede il 5,03% a 83,51 dollari al barile.
Teheran giustizia due cittadini iraniani accusati di aver trasmesso informazioni a Israele
L’Iran ha giustiziato lunedì due cittadini iraniani dopo averli accusati di aver trasmesso a Israele le coordinate di siti militari e di sicurezza sensibili durante il conflitto, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Fars.
Esplosione vicino a una petroliera al largo dell’Oman: non ci sono vittime
Un’esplosione si e’ verificata nei pressi di una petroliera nello Stretto di Hormuz, secondo quanto segnalato dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO nella notte tra domenica e lunedi’, precisando che non ci sono state vittime. L’equipaggio ha riferito di “aver udito un’esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l’equipaggio sono stati dichiarati tutti sani e salvi”, ha scritto l’agenzia britannica su X, senza specificare l’origine dell’esplosione, avvenuta a 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della citta’ omanita di Khasab.
Trump: “Stop ai raid dopo i colloqui con Arabia Saudita, Emirati, Qatar e Iran”
Il presidente americano Donald Trump ha affermato che le conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare venerdì quello che sarebbe stato un “attacco massiccio” contro Teheran. Parlando sull’Air Force One, il tycoon ha detto che Teheran sapeva che l’attacco degli Stati Uniti in cantiere “sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale; sarebbe stato disastroso. Credo il Paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile”. Lo scopo “non è uccidere, ma avere un accordo”. (ANSA). FT
Trump annuncia nuovi colloqui a partire da domani
Donald Trump ha annunciato che domani inizieranno nuovi negoziati con l’Iran, dopo aver affermato di aver sospeso un attacco congiunto con Israele contro la Repubblica islamica a condizione che si giunga rapidamente a un accordo. “Ovviamente non vogliono essere attaccati. Conoscevano la portata di questo attacco perche’ lo vedevano prendere forma (…) Quello che stiamo facendo ora e’ parlare con loro attraverso un negoziato. Si iniziera’ domani pomeriggio (lunedi’)”, ha affermato il presidente americano a bordo del suo aereo Air Force One.
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