Guidotti Ships, dal porto di Termoli alla Borsa: una storia di mare, famiglia e innovazione


TERMOLI. Ci sono sfide che delineano nuovi orizzonti e rappresentano l’ambizione vera di spostare sempre più in alto l’asticella.

La campanella suonata a Palazzo Mezzanotte il 28 luglio scorso ha rappresentato molto più dell’ingresso di una società nel mercato finanziario. Per Guidotti Ships – aderente alla rete di Buone Imprese – è stato il punto di approdo di una storia iniziata decenni fa tra i pescherecci dell’Adriatico e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova navigazione. Una storia che sabato sera, primo agosto, è stata raccontata davanti a imprenditori, istituzioni, operatori economici e rappresentanti delle forze dell’ordine, riuniti per celebrare la prima società armatoriale molisana quotata su Euronext Growth Milan.

A dare il tono della serata è stato l’amministratore delegato Domenico Guidotti, che ha scelto di partire dalle proprie radici anziché dai numeri della finanza. Sullo schermo sono apparse tre fotografie simbolo della storia familiare: la barca con cui il nonno, nel settembre del 1943, salvò prigionieri alleati attraversando un Adriatico in guerra; il peschereccio del padre, sul quale è cresciuta la famiglia Guidotti; quindi, la prima imbarcazione in ferro realizzata dall’azienda di famiglia, segno di quella propensione all’innovazione che ancora oggi caratterizza il gruppo.

«Ogni mattina guardo quella fotografia nel mio ufficio – ha raccontato – perché un’azienda nasce sempre dalle proprie radici. Mio nonno e mio padre mi hanno insegnato il sacrificio, la passione e il coraggio di innovare. Senza quei valori oggi non saremmo qui».

Da quella tradizione è nata nel 2000 Guidotti Ships, frutto dell’incontro tra un padre proveniente dal mondo della pesca e un figlio che aveva rinunciato alla carriera da ufficiale della Marina Militare per costruire un progetto imprenditoriale. Oggi la società opera con una flotta di undici unità navali impegnate nell’assistenza offshore, nei servizi alle piattaforme energetiche, nella ricerca marina, nei rilievi subacquei, nell’antinquinamento e nel trasporto passeggeri, con attività che si estendono dal Canale di Sicilia all’alto Adriatico.

Ma il cuore della serata è stato inevitabilmente la quotazione in Borsa. «Molti la considerano un traguardo – ha osservato Guidotti – io invece la considero una ripartenza. Oggi siamo molto più responsabili di prima. Abbiamo investitori che hanno creduto in noi e dobbiamo meritare ogni giorno quella fiducia con trasparenza, coerenza e risultati».

Alle sue spalle mesi di lavoro silenzioso raccontati dal direttore finanziario Antonino Volpe, arrivato in azienda dopo una lunga esperienza internazionale. È stato lui a spiegare quanto profondo sia stato il cambiamento organizzativo necessario per presentarsi al mercato.

«Non abbiamo semplicemente quotato un’azienda – ha spiegato – ma costruito una struttura capace di dialogare con gli investitori internazionali, rafforzando il controllo di gestione e tutta l’organizzazione interna. La vera sfida comincia adesso: mantenere nel tempo quel rapporto di fiducia che il mercato ci ha accordato».

Un percorso che, numeri alla mano, ha raccolto un consenso superiore alle aspettative. A sottolinearlo è stato Angelo Ciavarella, docente universitario a Londra ed esperto di mercati finanziari, che ha seguito il progetto sin dalle prime fasi.

«In Italia quotarsi non è semplice – ha ricordato – perché significa aprire completamente la propria azienda al mercato. Guidotti Ships ha avuto il coraggio di farlo e il mercato ha premiato una società con margini importanti, cassa positiva, contratti già acquisiti e un settore caratterizzato da elevate barriere all’ingresso. Qui non si acquista soltanto una flotta, ma competenze costruite in oltre sessant’anni di esperienza».

Ciavarella ha poi evidenziato come la raccolta abbia superato il target iniziale e come il titolo abbia registrato un immediato apprezzamento nelle prime sedute di contrattazione, segnale della fiducia manifestata dagli investitori verso il piano industriale.

Ad analizzare il momento dei mercati è stato invece il trader Massimo Capecce, che ha offerto una lettura più ampia della situazione finanziaria.

«Le piccole società quotate italiane sono ancora sottovalutate rispetto ai grandi gruppi. Guidotti Ships è arrivata sul mercato con multipli molto interessanti e con prospettive di crescita importanti. La domanda registrata durante il collocamento dimostra che gli investitori hanno compreso il valore industriale del progetto».

L’aspetto forse più innovativo emerso durante la serata riguarda però la trasformazione della società. Non più soltanto un armatore, ma un operatore della cosiddetta underwater economy, destinata a diventare uno dei comparti strategici dei prossimi anni.

A spiegarlo è stato il professor Antonio Minguzzi, consigliere indipendente della società.

«Per anni le imprese armatoriali hanno svolto soltanto il trasporto. Oggi il valore si sposta verso i servizi tecnologici: rilievi dei fondali, posa e monitoraggio dei cavi sottomarini, robotica, ricerca marina. Guidotti Ships sta percorrendo proprio questa strada, salendo nella catena del valore e costruendo competenze ad alto contenuto tecnologico».

Tra i progetti illustrati anche Sea Trace, iniziativa sviluppata attraverso Innovation Sea per la tracciabilità dei rifiuti accidentalmente pescati, destinata a trovare applicazione ben oltre il Molise.

Su questo fronte si è soffermato Michele Marone, consigliere giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, illustrando il lavoro avviato con il Governo per dare piena attuazione alla legge Salvamare.

«L’idea nata a Termoli può diventare un modello nazionale. Stiamo lavorando affinché il sistema sviluppato da Guidotti venga esteso alle Autorità di Sistema Portuale italiane, trasformando un’intuizione imprenditoriale in uno strumento concreto di tutela ambientale».

Il valore dell’operazione è stato sottolineato anche dagli interventi istituzionali, come il saluto alla presenza dei vertici della Capitaneria di Porto e del Roan della Guardia di Finanza, coi comandanti Strusi, Vignudelli e De Maria.

L’europarlamentare Aldo Patriciello ha parlato di «un cambio culturale prima ancora che finanziario», ricordando come la quotazione imponga organizzazione, trasparenza e capacità gestionale, elementi fondamentali per competere sui mercati internazionali.

Il senatore Costanzo Della Porta ha invece evidenziato il significato simbolico dell’operazione per tutto il territorio. «Dal basso Molise arriva un messaggio importante: anche qui possono nascere imprese capaci di confrontarsi con i mercati internazionali».

Il presidente della Regione Francesco Roberti ha ribadito la vicinanza delle istituzioni agli imprenditori che investono sul territorio, rilanciando anche nuovi progetti legati ai collegamenti marittimi e alla promozione internazionale del Molise.

Tra i momenti più significativi della serata anche le testimonianze di chi vive quotidianamente l’azienda. Il comandante Alberto Pascucci ha raccontato il proprio percorso professionale, iniziato come marinaio e proseguito fino al comando delle unità navali della società, simbolo di una crescita costruita insieme all’impresa.

Sul palco sono poi salite Giada, protagonista del lavoro svolto per l’Investor Relations durante il percorso di quotazione, Maria, Letizia ed Elisabetta Guidotti, a testimonianza di come dietro il successo finanziario resti una forte dimensione familiare e di squadra.

Ed è stato proprio questo il messaggio conclusivo lanciato da Domenico Guidotti.

«Possiamo avere le migliori navi e i migliori progetti, ma senza un equipaggio non si va da nessuna parte. La quotazione è il risultato del lavoro di una squadra straordinaria, della mia famiglia, dei dipendenti, dei consulenti e di un territorio che ha creduto in noi. Da oggi dobbiamo dimostrare che quella fiducia è stata ben riposta».

Dal porto di Termoli ai mercati finanziari internazionali, Guidotti Ships ha aperto una nuova rotta. E la sensazione emersa durante la serata è che, per l’azienda molisana, la campanella di Piazza Affari abbia segnato soltanto l’inizio del viaggio.

Emanuele Bracone




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