“È stato un torneo indimenticabile, fantastico esserci ritrovati in Azzurro” [FOTO] – Targatocn.it


Sono passati pochi giorni dalla finale dell’Europeo Under 18 che ha visto trionfare la Slovenia ai danni dell’Italia, tornata a disputare la gara per l’oro continentale dopo 34 anni.

Tra gli azzurrini di coach Marco Sodini erano presenti i due cuneesi Antonio Barra ed Edoardo Di Meo che hanno conquistato una storica medaglia d’argento nella rassegna di casa (la fase decisiva è stata giocata a Trento).

(La squadra azzurra si stringe in un abbraccio)

Di Meo è stato il grande eroe della semifinale vinta all’overtime contro la Francia grazie alla pazzesca tripla decisiva segnata a pochi decimi dalla sirena. Il 18enne di Cuneo, assoluto protagonista dell’Europeo, ha impreziosito la sfida con i transalpini con i suoi 22 punti. In stagione Di Meo aveva già esordito in LBA (massimo campionato cestistico italiano) e vinto lo Scudetto Under 19 con la “sua” Derthona Basket.

(Di Meo dopo la tripla decisiva in semifinale)

Barra ha invece contribuito solidamente alla causa azzurra per tutto il torneo. Il racconigese classe 2008, anche lui nel giro della Serie A con l’Aquila Trento, ha chiuso l’esperienza continentale con 5 punti a referto nella difficile finale contro la Slovenia.

(Barra a canestro)

I due giovani talenti sono sbocciati nello stesso vivaio locale: sono infatti cresciuti nella GGS Project, una virtuosa realtà giovanile nata dalla cooperazione tra Granda College Cuneo, Gators Savigliano e ABA Saluzzo. Da lì, hanno spiccato il volo verso club di massima serie.

Antonio ed Edoardo, partiamo dal recente Europeo. Che emozioni provate a essere tornati a casa con al collo una splendida medaglia d’argento?

Antonio: “Non ci aspettavamo di fare così tanto bene, è stato sorprendente. Il fatto di aver giocato e conquistato l’argento a Trento, nel ‘mio’ palazzetto, davanti a un pubblico italiano che ci supportava è stata un’emozione fantastica. Battere la Francia in semifinale, dopo che ci avevamo perso nel torneo di preparazione a inizio estate, arrivare all’ultimo atto e capire che comunque fosse andata avremmo vinto una medaglia è stato stupendo”.

Edoardo: “È stata una manifestazione pazzesca, secondo me abbiamo fatto un percorso di crescita veramente importante. Dopo la finale c’era amaro in bocca: ci siamo rimasti un pochino male. Adesso è passato quasi del tutto e ho realizzato che abbiamo vinto un argento straordinario. Sinceramente all’inizio del torneo, guardando anche le altre squadre, era un qualcosa di complicato ma poi ce lo siamo guadagnati. Sono veramente soddisfatto dell’incredibile Europeo che abbiamo fatto”.

Quale momento del torneo vi porterete sempre con voi?

Antonio: “Sono tanti i momenti indimenticabili. Mi porterò dietro soprattutto l’adrenalina di aver giocato per la prima volta in un palazzetto pieno, per lo più in una finale internazionale con il tifo a favore. Giocare davanti a migliaia di persone e pensare che erano tutte lì per noi mi è piaciuto un sacco”.

Edoardo: “Sicuramente la tripla sulla sirena in semifinale con la Francia è stato il momento personale più emozionante, grazie anche al clamoroso boato del pubblico. È il tipico sogno che ti immagini da una vita e poi lo realizzi. Ovviamente la medaglia è stata altrettanto entusiasmante”.

Entrambi siete cresciuti nel cuneese, nel vivaio della GGS Project. Cosa ha significato per voi ritrovarvi in azzurro e aver condiviso questa memorabile esperienza assieme?

Antonio: “Io sono un grande fan di Edo nel senso che mi è sempre piaciuto molto giocare con lui. Era stato bellissimo fare due anni di giovanili assieme. Poi abbiamo preso strade diverse ma ritrovarlo dopo un paio di stagioni, con la maglia azzurra e dopo averci giocato contro è stato unico. Il divertimento che si prova nello stare in campo con lui è veramente straordinario”.

Edoardo: “Noi ci eravamo lasciati in under 17. Purtroppo non siamo rimasti tanto in contatto, anche a causa della distanza tra Trento e Tortona. Averlo ritrovato in Nazionale è stato strano perché siamo cambiati entrambi sia come giocatori che caratterialmente. È stato però un ‘ri’-incontro positivo e abbiamo da subito riallacciato i rapporti. Sono felice di aver condiviso questa esperienza con lui dopo le giovanili fatte assieme: è stato un valore aggiunto a un torneo incredibile”.

Avete lasciato casa giovanissimi: qual è stato il sacrificio più grande e come riuscite a conciliare gli impegni cestistici con la scuola e la vita normale da ragazzi?

Antonio: “A me non piace la parola sacrificio: quello che sto facendo lo faccio con tanta gioia e amore per il mio sport. Non mi sento di fare rinunce importanti, sicuramente il cambiamento maggiormente significativo è stato quando, andando via di casa, ho dovuto allontanarmi dagli amici, dai parenti e dalle vecchie abitudini. Vedere poco le persone a cui voglio bene è l’unico aspetto che mi pesa un po’. In fin dei conti non è così complicato conciliare tutto, una volta che impari la routine riesci a combinare l’insieme: allenamenti, studio e vita sociale fuori dal basket. Si riesce a fare tutto quasi normalmente”.

Edoardo: “Ho faticato a lasciare la quotidianità: sono un ragazzo molto legato alla famiglia, agli amici e alla mia città (Cuneo). Con il passare del tempo mi sono però abituato e ho capito che comunque ne vale la pena se poi si hanno soddisfazioni come l’Europeo o lo scudetto U19 vinto con Derthona. Ammetto che sono abbastanza organizzato e ciò mi ha facilitato il cambiamento, anche se a casa ero abituato ad avere più distrazioni. Quest’anno, il secondo, mi sono ambientato meglio: ho capito che tempo libero ce n’è sempre meno e le cose che devi fare sono maggiori rispetto a quelle che vorresti fare. Bisogna mantenere un determinato equilibrio: se dormi poco rendi poco e così via. Organizzazione è la parola chiave”.

Infine, dopo un’estate così che stagione vi aspettate e quali sono i vostri sogni in ambito sportivo?

Antonio: “Dopo un’estate tale mi aspetto certamente una grande stagione, come sono state le ultime due. Probabilmente continuerò ad essere un aggregato della prima squadra che milita in Serie A e il 17 agosto iniziamo la preparazione. Inoltre, punteremo alle finali nazionali under19 e, perché no, a vincerle. Il mio sogno è arrivare a giocare ai livelli più alti presenti in Europa, come per esempio l’Eurolega o l’EuroCup”.

Edoardo: “Adesso ho staccato la testa per qualche giorno, poi ricomincerò. Da metà agosto sarò in pianta stabile con la Serie A, mentre nelle scorse annate ero solo un aggregato; quindi sarà un impegno ancora maggiore. Sono curioso e carico per questa stagione, sarà complicata ma sono convinto che mi darà tanto a livello sportivo e umano. Desidero mettere il naso nel mondo senior e capire cosa vuol dire fare una vita da semiprofessionista. Io ragiono di anno in anno ma il mio sogno è raggiungere il livello più alto possibile rispetto alle mie capacità. Non voglio però abbandonare lo studio: nel 2027 mi diplomerò (liceo scientifico delle scienze applicate) e poi proseguirò con l’università, probabilmente psicologia. Il mio obiettivo è portare avanti i due percorsi, sportivo e scolastico, in parallelo”.




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 Samuele Bernardi

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