Reggio Calabria, svolta per gli ecomostri di San Brunello: il ministro Bernini annuncia l’abbattimento delle ex Palazzine Ardis



Una svolta attesa da oltre vent’anni per una delle più evidenti incompiute di Reggio Calabria. Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha raggiunto nel pomeriggio di oggi, giovedì 6 agosto la Cittadella dell’Università Mediterranea, insieme al sindaco Francesco Cannizzaro e al rettore Giuseppe Zimbalatti, per annunciare l’abbattimento degli ecomostri di San Brunello, conosciuti come ex Palazzine Ardis. La visita istituzionale, programmata alle 18 nella sede universitaria di via dell’Università, è stata dedicata al futuro dell’area che si trova davanti alla collina della Mediterranea e che da decenni è segnata dalla presenza di quattro grandi strutture in cemento armato mai completate.

Prima dello storico annuncio in città, il Ministro Bernini aveva incontrato i membri del Consiglio metropolitano, del Consiglio comunale e della Giunta comunale a Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria (vedi foto in alto, nella gallery scorrevole a corredo dell’articolo). Ma poi il colpo da novanta nel tardo pomeriggio all’Università: obiettivo annunciato dalle istituzioni è quello di eliminare definitivamente gli edifici incompiuti e avviare un nuovo intervento di rigenerazione urbana, capace di restituire alla comunità universitaria e alla città una zona strategica sotto il profilo ambientale, paesaggistico e funzionale.

Abbattimento delle ex Palazzine Ardis a San Brunello

Le Palazzine Ardis avrebbero dovuto ospitare una Casa dello Studente con centinaia di posti letto, ma i lavori, avviati all’inizio degli anni Duemila, si interruppero dopo pochi anni, lasciando nell’area dell’Annunziata quattro scheletri di cemento armato. Da allora gli edifici sono rimasti inutilizzati, trasformandosi in uno dei simboli più evidenti del degrado urbano nella zona settentrionale della città e in una presenza particolarmente impattante davanti alla Cittadella universitaria. Le strutture furono successivamente trasferite all’Università Mediterranea dopo la soppressione dell’Ardis, l’ente regionale che si occupava del diritto allo studio. L’annuncio del ministro Bernini rappresenta quindi un passaggio decisivo verso il superamento di un’incompiuta che per anni ha condizionato lo sviluppo dell’intera area. La demolizione permetterà di liberare spazi da inserire in un progetto più ampio, collegato alla crescita dell’Ateneo e al miglioramento dei servizi destinati agli studenti.

Il nuovo progetto di rigenerazione urbana

L’abbattimento degli ecomostri non sarà un intervento isolato, ma il punto di partenza di un programma di riqualificazione urbana e universitaria. Il progetto punta a trasformare una zona oggi occupata da edifici degradati in uno spazio pienamente integrato con la Cittadella della Mediterranea e con il tessuto urbano di San Brunello. La strategia dovrebbe prevedere la realizzazione di nuove aree funzionali, servizi universitari, percorsi verdi e spazi aperti alla comunità, rafforzando il legame tra l’Università e la città. L’intento è quello di cancellare una ferita urbanistica e restituire valore a una porzione importante del territorio reggino.

Il nuovo disegno si inserisce nel più vasto master plan dell’Università Mediterranea, attraverso il quale l’Ateneo intende completare la Cittadella, ampliare i servizi e recuperare le aree rimaste inutilizzate. Il rettore Zimbalatti aveva già indicato la risoluzione del problema delle quattro palazzine come una delle priorità per lo sviluppo del polo universitario.

La modifica della legge regionale sugli immobili ex Ardis

Il percorso verso la riqualificazione dell’area era stato reso possibile anche dalla recente modifica della normativa regionale relativa agli immobili dell’ex Ardis trasferiti all’Università Mediterranea. In precedenza, questi edifici potevano essere utilizzati esclusivamente come residenze universitarie. La modifica dell’articolo 11 della legge regionale numero 9 del 2007 ha invece ampliato le possibili destinazioni, consentendo all’Ateneo di impiegare gli immobili per una gamma più vasta di servizi universitari essenziali e interventi legati al diritto allo studio. Questo cambiamento ha aperto concretamente la strada alla riprogettazione dell’area, permettendo di superare i vecchi vincoli e di inserire la demolizione e la successiva riqualificazione in una visione urbana più moderna e flessibile.

Cannizzaro, Bernini e Zimbalatti insieme per la città universitaria

La presenza congiunta del ministro Anna Maria Bernini, del sindaco Francesco Cannizzaro e del rettore Giuseppe Zimbalatti conferma la volontà di costruire una collaborazione stabile tra Governo, Comune e Università. Il progetto delle ex Palazzine Ardis si affianca agli altri interventi programmati per rafforzare il ruolo di Reggio Calabria come città universitaria, a partire dalla realizzazione del Campus del Mediterraneo nell’ex complesso dei Padri Monfortani. Per quest’ultimo intervento è previsto un finanziamento statale di quattro milioni di euro, destinato alla creazione di residenze, aule, laboratori, sale studio, spazi comuni e servizi per studenti e docenti.

L’abbattimento degli ecomostri di San Brunello diventa così un tassello fondamentale di una strategia più vasta, che punta a rendere l’Ateneo maggiormente attrattivo e a trasformarlo in un motore di sviluppo urbano, sociale ed economico.

Una nuova porta d’ingresso per l’Università Mediterranea

La demolizione delle strutture incompiute cambierà profondamente l’immagine dell’area antistante la collina universitaria. Al posto dei grandi scheletri di cemento che per oltre due decenni hanno rappresentato una promessa mancata, potrà nascere una nuova porta d’ingresso alla Cittadella della Mediterranea. L’intervento annunciato durante la visita del ministro Bernini segna dunque l’avvio di una fase nuova per San Brunello, per l’Ateneo e per tutta Reggio Calabria. La sfida sarà adesso trasformare rapidamente l’annuncio in un cronoprogramma operativo, completando le procedure tecniche necessarie alla demolizione e definendo nel dettaglio le funzioni della futura area rigenerata. La prospettiva è quella di restituire alla città uno spazio moderno, accessibile e connesso con la vita universitaria, cancellando definitivamente uno dei simboli più controversi dell’incompiuto reggino.


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 Ilaria Calabrò

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