La replica dopo il discorso del Capo di Stato maggiore dell’Esercito
Gianni Alemanno interviene dopo le parole del generale Carmine Masiello, Capo di Stato maggiore dell’Esercito, pronunciate nella caserma “Emidio Clementi” di Ascoli Piceno durante il giuramento dei Volontari in Ferma Iniziale del primo blocco 2026.
Il riferimento, pur senza citazioni dirette, era apparso legato alla polemica nata dopo alcune dichiarazioni dell’ex sindaco di Roma sulla Folgore e sui paracadutisti, definiti in un talk-show televisivo come la “quintessenza” dei valori della destra italiana.
Masiello aveva respinto ogni possibile associazione tra reparti dell’Esercito e appartenenze politiche, ricordando che l’Esercito è al servizio della Patria, della Repubblica e della Costituzione. Alemanno, ora, chiarisce il senso delle sue parole e sostiene che il generale abbia equivocato il suo intervento.
“Masiello ha equivocato il senso di quello che ho detto”
Alemanno apre la sua replica con un chiarimento diretto.
“Il capo di Stato maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, in un discorso nella caserma ‘Emidio Clementi’ di Ascoli Piceno, ha equivocato il senso di quello che io ho detto durante un talk-show televisivo”.
Secondo Alemanno, la frase sulla Folgore non voleva attribuire al reparto militare una collocazione partitica. Il riferimento, spiega, era alla storia di una comunità politica, quella proveniente dal MSI, e al rapporto che quella destra ha avuto con i valori della difesa della Patria in armi e dell’onore militare.
Il contesto: la polemica su Vannacci e Fratelli d’Italia
Alemanno ricostruisce anche il contesto politico in cui era nata la frase.
Il suo intervento, precisa, era rivolto agli esponenti di Fratelli d’Italia che sostengono che la storia del generale Roberto Vannacci sia estranea all’identità della destra italiana.
“Polemizzando con gli esponenti di Fratelli d’Italia che sostengono che la storia del Gen. Vannacci sia estranea all’identità della destra italiana, io avevo detto che per noi che veniamo dal MSI, la Folgore e i paracadutisti hanno sempre rappresentato la ‘quintessenza’ dei valori della destra italiana”.
Una frase che, nelle intenzioni di Alemanno, riguardava dunque il modo in cui una parte della destra italiana ha storicamente guardato ai paracadutisti, non l’appartenenza politica della Folgore come corpo militare.
“Parlavo di noi, non della Folgore in quanto tale”
Il punto centrale della replica è la distinzione tra identità politica e ruolo istituzionale delle Forze armate.
Alemanno afferma di aver parlato “di noi e della storia della nostra comunità politica”, cioè di un mondo che, a suo dire, ha sempre creduto nei valori della difesa nazionale e dell’onore militare.
Poi il chiarimento più netto: “Non parlavo certamente della Folgore in quanto tale, che, come tutti i corpi militari delle nostre Forze Armate, giurano fedeltà a tutta la nostra Patria e ai valori della Costituzione Italiana e quindi non hanno colore politico”.
È il passaggio con cui Alemanno prende le distanze da qualsiasi interpretazione partitica della Folgore. Il reparto, ribadisce, come l’intero Esercito, non appartiene a una parte politica, ma allo Stato e alla nazione.
La posizione di Masiello: “Non siamo quintessenza di nessuno”
Nel discorso di Ascoli Piceno, Masiello aveva usato parole particolarmente nette.
“Ho sentito qualche giorno fa qualcuno che, parlando di un’unità dell’Esercito, la definiva quintessenza di una parte politica”, aveva detto il generale davanti ai volontari e alle loro famiglie.
Poi la risposta istituzionale: “Quell’unità dell’Esercito, come tutto l’Esercito, non è quintessenza di nessuno. Noi siamo la quintessenza della Patria, siamo la quintessenza dei valori della Costituzione su cui avete giurato”.
Il messaggio del Capo di Stato maggiore era chiaro: le Forze armate non possono essere associate a simboli di partito. La loro funzione è servire l’Italia, indipendentemente dalle appartenenze politiche dei cittadini.
La Patria fuori dalle appartenenze politiche
Nel suo intervento, Masiello aveva insistito anche su un altro punto: la Patria non deve essere letta come un concetto di parte.
“La Patria non è un concetto politico, non è un concetto partitico, non è un concetto ideologico”, aveva affermato.
Una frase che sintetizza il cuore del discorso del generale: la difesa della Patria riguarda l’intera comunità nazionale, non una singola area politica. È su questo piano che Masiello ha voluto collocare il giuramento dei giovani volontari, richiamandoli ai valori costituzionali e al servizio dell’Italia.
Alemanno: “Perplesso per una replica a una battuta da talk-show”
Pur chiarendo il senso delle proprie parole, Alemanno manifesta anche perplessità per la scelta di Masiello di intervenire su una frase pronunciata in televisione.
“Mi lascia perplesso il fatto che il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito abbia perso il suo tempo a replicare ad una battuta da talk-show, tra l’altro nel contesto di un discorso ufficiale in una caserma, ma spero di aver chiarito l’equivoco”.
Il tono della replica resta comunque concentrato sulla volontà di spiegare il proprio pensiero. Alemanno non contesta il principio espresso da Masiello, ma respinge l’idea di aver voluto attribuire alla Folgore una natura politica.
“Nessuno dubita che la Folgore serva solo la Patria italiana”
Alemanno chiude ribadendo il rispetto per i militari e per la loro fedeltà alle istituzioni.
Il senso della replica è racchiuso in un passaggio: nessuno dubita che la Folgore e tutto l’Esercito siano al servizio solo ed esclusivamente della Patria italiana.
L’ex sindaco collega questa posizione alla cultura politica da cui proviene: “Proprio il fatto che noi di destra crediamo nel valore dei nostri soldati, ci porta a rispettarne in modo assoluto la loro fedeltà alle istituzioni”.
Una frase che prova a chiudere la polemica, distinguendo tra il valore simbolico attribuito storicamente da una parte politica ai paracadutisti e la realtà istituzionale dell’Esercito, che resta neutrale, repubblicano e al servizio dell’Italia.
Il nodo resta il rapporto tra politica e Forze armate
La vicenda mette in evidenza un tema delicato: il confine tra il richiamo politico ai valori militari e la neutralità delle Forze armate.
Masiello ha ribadito che l’Esercito non può essere identificato con alcuna parte. Alemanno sostiene invece di aver parlato della storia della propria comunità politica e non della Folgore come istituzione.
Due piani diversi, che si sono incrociati attorno alla stessa parola: “quintessenza”. Per Alemanno era un riferimento identitario alla destra proveniente dal MSI. Per Masiello, invece, era necessario chiarire che la vera “quintessenza” dell’Esercito è soltanto una: la Patria italiana e la Costituzione.
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Laura Bianchi
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