Emergenza abitativa a Matera, Consigliere comunale Martoccia: “La cittadinanza materana è il cuore della mia azione politica, la città perfetta è quella che garantisce il diritto alla casa”


Emergenza abitativa, Consigliere Martoccia: “La cittadinanza materana è il cuore della mia azione politica, la città perfetta è quella che garantisce il diritto alla casa”. Di seguito la nota integrale.

Il consigliere comunale Fortunato Martoccia, promotore della mozione sull’emergenza abitativa approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Matera, interviene nel dibattito apertosi in città a seguito del comunicato dell’ATER di Matera, riaffermando con convinzione la propria visione politica fondata su un principio irrinunciabile: la cittadinanza materana viene prima di tutto.

«Ogni mia iniziativa amministrativa e politica nasce da un’idea precisa di città. Una Città Perfetta non è quella che si limita ad essere bella agli occhi di chi la visita. Non è quella che vive soltanto di turismo, di grandi eventi, di classifiche o di riconoscimenti. La Città Perfetta è quella che riesce a garantire ai propri cittadini il diritto di viverci. È quella che non costringe i giovani ad andare via. È quella che permette alle giovani coppie di costruire una famiglia. È quella che sostiene gli anziani, protegge le fasce più fragili e restituisce dignità a chi vive una condizione di disagio. La Città Perfetta è quella che mette al centro la cittadinanza materana.

Per questo motivo ho presentato la mozione sull’emergenza abitativa.

Non è una mozione per costruire semplicemente nuovi edifici.

È una mozione per riportare al centro dell’agenda politica una delle più grandi emergenze sociali che Matera vive da anni e che troppo spesso è stata affrontata come una semplice questione tecnica.

Oggi prendo atto con soddisfazione che anche l’ATER di Matera, così come l’INU Basilicata, abbia ritenuto necessario intervenire pubblicamente su questo tema.

Significa che quella mozione ha colto un problema reale.

Significa che la cittadinanza materana ha bisogno che qualcuno riportasse finalmente il diritto alla casa al centro del dibattito pubblico.

Desidero quindi ringraziare l’ATER, lo faccio sinceramente.

Perché il suo comunicato conferma, con dati ufficiali, ciò che ho evidenziato nella mia proposta: oltre 560 famiglie nel Comune di Matera attendono un alloggio di edilizia residenziale pubblica, mentre nell’intera provincia le famiglie in attesa superano il migliaio.

Sono numeri che non possono essere letti soltanto come statistiche, dietro quei numeri ci sono persone, ci sono lavoratori, ci sono anziani, ci sono giovani, ci sono famiglie della cittadinanza materana che ogni giorno vivono il disagio di non poter accedere ad un’abitazione dignitosa.

Ed è proprio partendo da questi numeri che credo sia necessario fare una riflessione politica.

Nel comunicato dell’ATER si parla di efficientamento energetico, di recupero del patrimonio esistente, di alienazioni, di riqualificazione, di ricognizioni immobiliari e di future progettazioni.

Sono interventi importanti, sono interventi che meritano rispetto, sono interventi che nessuno mette in discussione.

Ma non possiamo pensare che una delle più grandi emergenze sociali della nostra città possa essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti amministrativi.

La cittadinanza materana non può aspettare i tempi della burocrazia.

Le famiglie non possono aspettare gli anni necessari per completare recuperi, alienazioni o riqualificazioni, i giovani non possono aspettare che il mercato immobiliare torni accessibile,

Chi oggi non trova una casa vive un’emergenza oggi. Ed è oggi che la politica deve assumersi la responsabilità di dare risposte.

La mia mozione nasce proprio da questa convinzione: Recuperare il patrimonio esistente è giusto,

riqualificare gli immobili pubblici è doveroso, efficientare energeticamente gli edifici è indispensabile, ma tutto questo, da solo, non basta.

Occorre avere il coraggio di programmare anche la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, occorre investire risorse, occorre costruire, occorre dare una prospettiva alla cittadinanza materana.

Perché parlare di casa significa parlare del futuro della città, significa contrastare lo spopolamento,

significa trattenere i nostri giovani, significa fermare la fuga dei cervelli, significa consentire alle giovani coppie di immaginare il proprio futuro a Matera e non altrove, significa difendere il tessuto sociale della nostra comunità, la casa non rappresenta soltanto quattro mura, la casa è il luogo dove nasce una famiglia, dove crescono i figli, dove si costruiscono relazioni, dove si crea appartenenza.

Difendere il diritto alla casa significa difendere il futuro della cittadinanza materana.

Leggo con interesse anche le osservazioni dell’INU Basilicata quando richiama la necessità di costruire quartieri di qualità e non soltanto edifici.

È una riflessione che condivido.

Ma attenzione. Non possiamo permettere che il dibattito urbanistico diventi un motivo per rinviare le decisioni.

Servono città migliori, ma servono anche case, servono servizi, ma servono anche cantieri, servono quartieri sostenibili, ma servono anche risposte immediate.

Le due cose devono procedere insieme.

Se per garantire il diritto all’abitare della cittadinanza materana sarà necessario destinare qualche centinaio di metri quadrati di suolo alla costruzione di nuove case popolari, ritengo che questa sia una scelta di responsabilità e di giustizia sociale.

Ogni giorno consumiamo suolo per interventi ritenuti strategici.

Non può essere proprio il diritto alla casa ad essere considerato sacrificabile.

Infine desidero rivolgere una riflessione sul metodo.

La discussione pubblica che oggi coinvolge ATER, INU e istituzioni nasce da una mozione presentata dal sottoscritto consigliere comunale Fortunato Martoccia e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale.

Per questo sarebbe stato auspicabile che il confronto istituzionale partisse anche dal sottoscritto, promotore dell’iniziativa che ha dato origine a questo dibattito.

Non è una questione di protagonismo.

È una questione di rispetto istituzionale e di metodo.

Perché il confronto produce risultati migliori quando coinvolge chi ha avuto il coraggio di aprire una discussione che per troppo tempo era rimasta ai margini.

Io continuerò a difendere questa visione con determinazione, continuerò a mettere al centro la cittadinanza materana, continuerò a credere in una Città Perfetta che non sia soltanto bella da raccontare, ma giusta da vivere.

Perché una città è davvero perfetta soltanto quando ogni cittadino può sentirsi parte del suo futuro. E il futuro della cittadinanza materana comincia da un diritto fondamentale: avere una casa.»

 

 


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