Strada Provinciale ex Strada Statale 168 ingresso Venosa, Santoianni (Consigliere Comunale di Forenza): da strada chiusa per frana a strada chiusa per ferie


Strada Provinciale ex strada statale 168 ingresso Venosa, Santoianni (Consigliere Comunale di Forenza): da strada chiusa per frana a strada chiusa per ferie. Di seguito la nota inviata da Biagio Santoianni, Capogruppo consiliare del Comune di Forenza.
Ha dell’incredibile la piega che ha assunto la vicenda della Strada Provinciale ex SS 168, chiusa al traffico dal 3 aprile scorso. Una storia kafkiana, degna del teatro dell’assurdo, un copione che proporrò al nostro buon Ulderico Pesce affinché possa trasformarlo in uno spettacolo da tramandare a futura memoria. Perché questa vicenda rappresenta, purtroppo, uno degli esempi più emblematici di come troppo spesso funzionano le cose in Basilicata.
A seguito del maltempo che ha colpito il territorio tra il 30 marzo e i primi giorni di aprile, il 3 aprile il Comune di Venosa comunica, con un semplice post su Facebook, la chiusura della SP ex SS 168 nel tratto compreso tra il km 11+900 e il km 13+000. Nessun riferimento ad un’ordinanza, nessuna relazione tecnica resa pubblica, nessuna indicazione chiara sull’autorità che dispone la chiusura. Solo un annuncio sui social.
Il 9 aprile il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza per Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia, destinando alla Basilicata una prima tranche di 5 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali, risorse che ad oggi risultano ancora bloccate. In quella circostanza il Presidente della Regione Vito Bardi parlò di interventi urgenti, ripristino delle infrastrutture e trasformazione immediata delle risorse in cantieri e soluzioni concrete per i cittadini.
L’unica ordinanza di chiusura di cui si abbia notizia, la n. 33/2026, arriva soltanto il 14 aprile ed è firmata dal dirigente dell’Ufficio Viabilità della Provincia di Potenza.
Il 17 aprile si svolge un sopralluogo sul tratto interessato alla presenza del Vicepresidente della Regione e Assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe e dei Sindaci di Venosa, Forenza e Maschito.
Un sopralluogo che, più che produrre risultati, produce fotografie e post sui social. La prima di una lunga serie di passerelle istituzionali.
Il 4 maggio il Capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, nomina il Presidente Bardi Commissario delegato per la gestione dell’emergenza, chiedendo la predisposizione del piano degli interventi urgenti. Piano che viene presentato il 14 maggio e che, per la SP ex SS 168, prevede il risanamento della carreggiata mediante una paratia di micropali e l’installazione di un impianto semaforico per consentire la riapertura a senso unico alternato.
Da quel momento, però, cala il silenzio. Nessun avanzamento concreto. Nessun cantiere. Nessuna comunicazione ufficiale. Solo il protrarsi dei disagi per cittadini, lavoratori, studenti, imprese e per tutti coloro che quotidianamente devono raggiungere Venosa o attraversare questo importante collegamento viario.
Dalla Regione e dalla Provincia non arrivano segnali concreti. I Sindaci del territorio assicurano di essere impegnati sulla vicenda, ma sinceramente nessuno se n’è accorto.
A cercare di mantenere alta l’attenzione restiamo soltanto io e altri tre consiglieri comunali di Maschito e Palazzo San Gervasio, attraverso petizioni popolari, la costituzione di un Comitato civico, comunicati stampa, iniziative sui social e continui confronti con tecnici e rappresentanti istituzionali della Regione e della Provincia, nella convinzione che questa strada debba essere riaperta nel più breve tempo possibile.
Nelle ultime settimane si registrano due fatti nuovi.
Il primo riguarda la diffusione di una lettera, priva di data e numero di protocollo, firmata dal Direttore Generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione e indirizzata al Presidente della
Provincia di Potenza, nella quale si afferma che la Regione si impegna sin d’ora a garantire integralmente le risorse necessarie per i lavori urgenti di ripristino.
Il secondo riguarda alcuni scavi effettuati proprio in prossimità del tratto danneggiato, per il passaggio di cavi Enel e/o fibra ottica. Ancora oggi non è dato sapere chi abbia autorizzato quei lavori, chi li abbia eseguiti e per quale motivo siano stati effettuati proprio in quel punto. Quel che è certo è che oggi la carreggiata risulta occupata da macerie e materiale di risulta.
Il 4 luglio, dopo tre mesi di chiusura, arriva finalmente il primo atto ufficiale del Sindaco di Venosa, che scrive a Regione, Provincia e ai Sindaci di Forenza, Maschito e Palazzo San Gervasio chiedendo interventi urgenti e la riapertura della strada.
Probabilmente le sollecitazioni delle aziende agricole, socie della Cantina di Venosa e impegnate nella prossima vendemmia, hanno contribuito a rendere evidente che il problema non riguarda soltanto i cittadini di Forenza, Maschito e Palazzo San Gervasio, ma interessa direttamente anche Venosa e il suo sistema produttivo.
Il 23 luglio anche il TG3 Basilicata dedica un servizio alla vicenda, confermando quanto denunciato nella lettera del Sindaco.
Si arriva così al 5 agosto, quando il Direttore Generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione convoca un tavolo istituzionale dedicato proprio all’Ordinanza n. 33/2026.
Sono invitati la Provincia di Potenza, i Sindaci di Venosa, Forenza e Maschito, oltre ai dirigenti regionali della Protezione Civile e delle Infrastrutture.
L’incontro, però, si conclude con un nulla di fatto.
Secondo la Regione, la Provincia non si sarebbe presentata.
Secondo il Presidente della Provincia, invece, nessun invito sarebbe mai arrivato e, soprattutto, la Regione non avrebbe finora compiuto alcun atto concreto per consentire la riapertura della strada. Uno scontro istituzionale durissimo, probabilmente senza precedenti, fatto di accuse reciproche e scaricabarile, che rischia soltanto di allungare ulteriormente i tempi di soluzione.
Siamo agli inizi del mese di agosto.
E la sensazione è che la SP ex SS 168 sia passata dall’essere una strada chiusa per una frana ad essere una strada chiusa… per ferie.
Una battuta amara, che purtroppo fotografa perfettamente la realtà.
Intanto incombe la vendemmia, continuano i disagi dei lavoratori pendolari e tra poche settimane si ripresenterà anche il problema degli studenti che dovranno raggiungere gli istituti scolastici.
I cittadini non possono più aspettare.
Occorrono responsabilità, decisioni e tempi certi.
Da parte mia continuerò, con determinazione, a tenere alta l’attenzione su questa vicenda e a rappresentare il disagio e il malcontento di un intero territorio, vittima di una viabilità sempre più fragile e inadeguata.
Mi auguro che anche la società civile di Venosa trovi la forza di mobilitarsi, non soltanto le aziende agricole impegnate nella vendemmia, ma anche le associazioni, le organizzazioni di categoria, il mondo del volontariato e della cultura.
Venosa è sempre stata il naturale punto di riferimento dell’intero comprensorio.
Per questo mi addolora constatare un coinvolgimento ancora troppo timido su una questione che non appartiene ad un singolo Comune, ma riguarda l’esistenza di un intero territorio.
Perché una viabilità efficiente non è un privilegio.
È un diritto dei cittadini ed è la condizione indispensabile per lo sviluppo economico, sociale e civile delle nostre comunità.

 


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