12.27 – lunedì 10 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Il bilancio finale di Goletta Verde e Goletta dei laghi. Estate 2026 maladepurazione e crisi climatica rendono mare e laghi italiani sempre più sofferenti. Su 391 punti campionati a mare e nei laghi, 1 punto su 3 oltre i limiti per inquinamento . In peggioramento i bacini lacustri che dal 2020 ad oggi non avevano mai raggiunto il 34% dei punti oltre i limiti
Foci di fiumi, canali, e torrenti si confermano punti critici. Tra quelli “della vergogna” la foce del Musone, nelle Marche, di Aci Trezza, in Sicilia, e il Lago di Sabaudia quest’ultimo con 3 prelievi su 3 risultati “fortemente inquinati”
Legambiente: “In Italia 514 agglomerati urbani, dove vivono 14 milioni di abitanti equivalenti, scaricano nell’ambiente i reflui fognari in maniera non conforme. Paghiamo ogni sei mesi decine di milioni di euro di multe all’Europa con risorse pubbliche che potremmo usare per realizzare nuovi depuratori.
È il momento di varare un piano nazionale per rendere balneabili tutti i fiumi italiani, come lo è diventata la Senna a Parigi
dopo gli investimenti per le Olimpiadi del 2024”
Trend negativo anche per i laghi, dove il 34% registrato nel 2026 è il peggiore degli ultimi 7 anni (dal 2020 al 2026). A pesare sullo stato di salute del mare e dei bacini lacustri sono in primis la maladepurazione, un problema diffuso nel Paese che conta ad oggi conta ancora – stando ai dati MASE su richiesta di accesso civico effettuato da Legambiente a luglio 2026 – 514 agglomerati urbani, corrispondenti a oltre 14 milioni di abitanti equivalenti, che scaricano in maniera non conforme, e la crisi climatica che rende il Mediterraneo sempre più caldo mentre i laghi vanno in secca.
Depurazione, PNACC ed eolico offshore: Lo stato di salute del nostro mare e dei laghi sono la cartina tornasole delle grandi questioni irrisolte dell’Italia, come la maladepurazione che denunciamo ormai da 40 anni con Goletta Verde e da oltre 20 anni con Goletta dei Laghi. La fotografia scattata dal bilancio delle Golette conferma, in sintesi, l’urgenza di agire sulle cause all’origine, a partire dalla maladepurazione colmando anche i ritardi dell’Italia. Sulla Penisola, sottolinea Legambiente, pesano quattro procedure di infrazione in corso per il mancato rispetto della Direttiva europea sulle acque reflue urbane (91/271): fino ad oggi le prime due sono costate oltre 200 milioni di euro. In più, con la nuova Direttiva Acque Reflue (2024/3019), gli impianti del paese dovranno adattarsi ai nuovi requisiti, una spesa che è stata stimata tra i 645 milioni e 1,5 miliardi di euro solo per gli impianti di maggiori dimensioni.
Per questo per Legambiente è urgente avviare un efficientamento degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane stanziando maggiori risorse, lavorare sul collettamento degli scarichi non depurati e contrastare gli sversamenti illegali nelle acque superficiali. Proposte che l’associazione ambientalista rilancia oggi, insieme ad un piano nazionale per la depurazione chiedendo anche di rivedere la direttiva quadro sulla balneazione con attenzione ai punti dei monitoraggi, insieme ad un potenziamento delle campagne di informazione e di sensibilizzazione. Senza dimenticare che il contrasto alla crisi climatica passa anche dal mare e dai laghi attraverso più interventi di mitigazione e adattamento, a partire proprio dallo stanziamento delle risorse economiche necessarie per attuare il Piano Nazionale dei cambiamenti climatici (PNACC), la definizione di un Piano nazionale per l’adattamento specifico delle coste alla crisi climatica e la creazione di nuove aree protette marine e terrestri.
“L’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – continua a pagare ogni sei mesi decine di milioni di euro di multe all’Europa per il mancato rispetto della direttiva europea sul trattamento delle acque reflue nei Comuni dove vivono 14 milioni di abitanti equivalenti, con risorse pubbliche che potremmo usare più utilmente per realizzare nuovi sistemi di fognatura e depurazione. Questo è inaccettabile, considerando che la prima legge italiana sulla depurazione, la cosiddetta Merli, quest’anno compie 50 anni. È il momento di varare un piano nazionale per rendere balneabili tutti i fiumi italiani, come lo è diventata la Senna a Parigi dopo gli investimenti sulla depurazione fatti per le Olimpiadi del 2024, e di approvare il DPR sul riuso delle acque reflue depurate in agricoltura per affrontare il grave problema della siccità, acuito dall’accelerazione della crisi climatica”.
I dati del bilancio delle Golette e le proposte sono stati presentati oggi a Roma nel corso della conferenza stampa moderata da Francesca Cugnata, coordinatrice campagne Legambiente, e che ha visto la partecipazione di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente, Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente, Simone Togni, presidente di ANEV, Riccardo Piunti, presidente del CONOU, Tommaso Campanile Presidente CONOE e Andrea Porchera Relazioni istituzionali e comunicazione di Renexia. Nel corso della mattinata, è stato fatto il punto sul viaggio delle due campagne a partire dai 40 anni di Goletta Verde, con partner principali ANEV, CONOU, Novamont (Versalis – ENI), Renexia, per poi passare a Goletta dei Laghi, giunta alla 21esima edizione, con partner principali CONOU, Novamont (Versalis -ENI).
I numeri dell’eolico offshore: Stando ai dati raccolti da Legambiente, in Italia su 104 i progetti censiti lungo le coste italiane, per una potenza complessiva pari a oltre 77 GW e più di 5.300 turbine previste, solo uno è stato realizzato ed è operativo. Parliamo dell’eolico offshore, Beleolico a Taranto, in Puglia, da circa 30 MW. Degli altri progetti, sono pochi quelli che hanno ottenuto una valutazione ambientale positiva, mentre la maggior parte è ancora bloccato o in corso di valutazione. La gran parte delle proposte si concentra nei mari del Sud e delle Isole: Puglia, Sicilia e Sardegna raccolgono da sole 86 progetti, con oltre 66 GW di potenza complessiva. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di impianti galleggianti, una tecnologia particolarmente adatta ai fondali profondi del Mediterraneo e strategica per accelerare la produzione di energia rinnovabile, ma il divario tra potenziale e realtà resta enorme.
Focus dati mare: Su 263 campionamenti svolti lungo gli oltre 7.500 km di costa naturale – di cui il 53% a mare e il 47% in punti critici come foci di fiumi e canali – il 66% è risultato entro i limiti di legge, mentre il 34% è risultato oltre i limiti, con un 25% fortemente inquinato e il 9% inquinato. In pratica, un punto oltre i limiti ogni 84 km di costa. I problemi maggiori persistono alle foci, su 123 foci analizzate il 54% dei punti monitorati sono risultati inquinati o fortemente inquinati. Criticità che si sono riscontrate, in misura minore, anche nei prelievi a mare. Su 140 punti monitorati a mare, il 16% è risultato oltre i limiti di legge.
Focus dati laghi: 44 i laghi campionati in 11 regioni. Su 128 punti campionati, il 34% è risultato oltre i limiti di legge con il 21% risultato fortemente inquinato e il 13% inquinato. Il dato peggiore dal 2020 ad oggi in cui in sole due occasioni le percentuali di punti oltre i limiti sono state inferiori al 30% (nel 2020 con il 28% e nel 2023 con il 23%). Oltre alle analisi microbiologiche, nel corso della Goletta dei Laghi 2026 sono state eseguite anche delle analisi chimico fisiche su 11 laghi (Lago della Serraia, di Levico e di Caldonazzo in Trentino-Alto Adige, dei laghetti del Mucille in Friuli-Venezia Giulia e laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Ariamacina e del Passante in Calabria). Per i laghi delle Mucillesono emerse delle anomalie da segnalare per quanto riguarda idrocarburi (C>12) e i metalli pesanti (nichel, cadmio, antimonio e mercurio). Nei laghi della Serraia e di Caldonazzo, in Trentino, da attenzionare solamente il fosforo totale. Seppur i valori si mantengano nei limiti delle normative nazionali sullo stato ecologico dei laghi, si sono riscontrati in alcuni campioni dei leggeri scostamenti rispetto ai valori di fondo (per il lago della Serraia) o indicando uno stato “non ottimo” di qualità delle acque per quanto riguarda il lago di Caldonazzo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
admin
Source link





