Taormina torna al centro del dibattito culturale internazionale con “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina”, mostra dedicata a uno dei protagonisti più complessi dell’arte italiana del Novecento. L’esposizione nasce dal rinnovato interesse internazionale per l’opera di Corrado Cagli (1910-1976), culminato nel 2023 nella mostra curata da Raffaele Bedarida al Center for Italian Modern Art di New York, dedicata al percorso dell’artista tra Roma e gli Stati Uniti, dall’esilio alla guerra fino al ritorno in Italia nel 1948.

Durante la Seconda Guerra mondiale Cagli si arruolò nell’esercito statunitense e partecipò alla campagna d’Europa. A New York condivise l’esperienza degli esuli europei e collaborò anche con il nascente balletto moderno come scenografo e costumista. La mostra newyorkese era incentrata sul tema della memoria, intesa come strategia della complessità e di resistenza alle narrazioni vigenti, e si concludeva con il controverso ritorno dell’artista in Italia nel 1948, quando Cagli si rifiutò di aderire alla retorica redentiva dominante durante la ricostruzione.

Da New York a Taormina, il tema del ritorno e dell’identità

L’esposizione di Taormina amplia il precedente progetto newyorkese concentrandosi anche sul rapporto dell’artista con la Sicilia. Il titolo Nostoi richiama il tema omerico del ritorno in patria di Ulisse, centrale nella vicenda di Cagli ma mai riconducibile a una semplice nostalgia dei luoghi del passato. Il ritorno diventa piuttosto una continua ridefinizione della propria identità. Roma, New York e Taormina rappresentano così i principali luoghi della sua vicenda umana e artistica: dalla Roma fascista e del dopoguerra alla New York dell’esilio e della rinascita, fino alla Taormina degli anni Sessanta, crocevia internazionale di artisti e intellettuali. Le tre città assumono contemporaneamente un valore geografico, culturale e identitario.

Tra gli aspetti meno conosciuti della ricerca di Cagli emerge il suo rapporto con il calcio, interpretato come rituale collettivo e forma di espressione corporea. In Sicilia l’artista fondò e sostenne economicamente la Robur di Letojanni e disegnò la maglia del Palermo. A Taormina frequentava con naturalezza tanto intellettuali come Giuseppe Ungaretti e Danilo Dolci quanto giovani calciatori e campioni come José Altafini, lasciando un ricordo ancora vivo nella memoria cittadina.

La scelta di Palazzo Corvaja come sede della mostra dialoga direttamente con la ricerca dell’artista. L’edificio, stratificato nella storia e nell’architettura, ospita un percorso espositivo curato dall’architetto Pietro Airoldi, che mette le opere di Cagli in relazione con gli ambienti del palazzo, dalla sezione dedicata al muralismo fino a quella sul rapporto con la Sicilia, allestita nelle sale che ospitarono il primo Parlamento Siciliano.

La rete internazionale da Stravinsky a Balanchine

Un capitolo dell’esposizione è dedicato alla rete internazionale di collaborazioni costruita da Cagli con personalità come Charles Olson, Igor Stravinsky, Danilo Dolci e George Balanchine. Opere donate da amici e collaboratori permettono di ricostruire la comunità degli intellettuali in esilio negli Stati Uniti e i rapporti che l’artista continuò a coltivare tra Roma e Taormina con figure quali Saul Steinberg, Eugene Berman, Henri Cartier-Bresson e Victor Brauner.

La mostra ricostruisce anche il carattere cosmopolita della Taormina del secondo dopoguerra, con particolare attenzione a Casa Cuseni, centro della vita culturale cittadina e luogo d’incontro di artisti, attivisti e sostenitori delle libertà civili. Qui trova spazio Piccolo Processo, opera dedicata al magistrato Giuseppe Navarra e ispirata alle difficoltà della magistratura nel contrasto alla mafia dopo la strage di Viale Lazio del 1969. L’opera testimonia anche l’impegno condiviso da personalità come Danilo Dolci e Girolamo Li Causi nella difesa della legalità e della democrazia.

Un artista tra fascismo, esilio, guerra e rinascita

Attraverso il tema del nostos, l’esposizione restituisce il percorso di un artista che ha attraversato il fascismo, l’esilio, la guerra e la rinascita, trovando proprio a Taormina un luogo privilegiato dal quale ripensare la propria storia e il proprio linguaggio artistico. Con questa iniziativa, Babilonia conferma la volontà maturata nel tempo di promuovere progetti culturali di respiro internazionale, capaci di intrecciare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e dialogo con il territorio, contribuendo a rafforzare il ruolo di Taormina come luogo d’incontro tra storia, arte contemporanea e cultura internazionale.

Per Babilonia l’esposizione non vuole rappresentare un evento isolato, ma l’inizio di un programma biennale di eventi culturali e, a coronamento di oltre trent’anni di attività, la presentazione al pubblico di MID, Mediterranean Innovation District, il nuovo polo con sede a Taormina pensato per la comunità locale e globale. MID viene concepito come un ecosistema internazionale che integra formazione, ricerca, cultura, intelligenza artificiale e creazione d’impresa, mettendo in collegamento studenti, università, esperti, aziende e investitori e accompagnando ogni persona dalla conoscenza alla realizzazione concreta della propria idea, del proprio progetto o della propria impresa.

Il biglietto della mostra include anche la visita a Casa Cuseni, dove sarà esposta Piccolo Processo. L’esposizione è inoltre accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, con contributi scientifici di Franco Baldasso, Raffaele Bedarida, John Champagne e Yasmin Riyahi. Il volume approfondisce diversi aspetti della produzione di Cagli: il rapporto con la Sicilia, la conversazione che la sua arte intrattiene con gli scrittori, le strategie queer e l’iconografia omoerotica, l’interesse per il calcio, lo sport e la cultura popolare. Il catalogo è inoltre arricchito da numerose immagini e documenti inediti.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Consolato Cicciù

Source link

Di