Incentivi economici e ruolo dell’esenzione dal costo di rete
Uno dei principali fattori alla base dell’attuale boom dello stoccaggio energetico è una disposizione di legge che finora ha ricevuto relativamente poca attenzione nel dibattito pubblico, ma che riveste una notevole importanza economica. Secondo l’articolo 118, paragrafo 6, della legge tedesca sull’industria energetica (EnWG), i nuovi impianti di stoccaggio di energia elettrica sono esenti dalle tariffe di rete per vent’anni, a condizione che entrino in funzione entro il 4 agosto 2029. Questo sussidio a tempo limitato crea un chiaro incentivo economico a realizzare progetti di stoccaggio il prima possibile, alimentando ulteriormente l’attuale boom e spiegando l’elevata domanda di grandi impianti di stoccaggio a supporto della rete, in particolare. Allo stesso tempo, questa scadenza intensifica la pressione sui gestori di rete affinché elaborino più rapidamente le richieste di connessione, poiché molti investitori sono ansiosi di mettere in funzione i propri progetti prima della scadenza. Per aziende, comuni e proprietari terrieri, ciò si traduce in una finestra di opportunità ristretta ma interessante per beneficiare della combinazione di sussidi, crescente domanda di stoccaggio e maggiori ricavi dai servizi ancillari, prima che il quadro normativo cambi dopo il 2029.
Cosa rende lo stoccaggio economicamente attraente per aziende e comuni?
Per gli utenti commerciali, i comuni e i proprietari di terreni idonei, questo sviluppo apre diverse opportunità di guadagno che vanno ben oltre la tradizionale ottimizzazione dell’autoconsumo. I sistemi di accumulo su larga scala possono ora partecipare simultaneamente a più mercati, come il mercato dell’energia di bilanciamento, il trading intraday o attraverso operazioni di arbitraggio, in cui l’elettricità viene acquistata a basso costo durante i periodi di elevata produzione e venduta a un prezzo più alto durante i periodi di elevata domanda. Questo utilizzo multiplo, noto anche come funzionamento multiuso, aumenta significativamente la redditività dei progetti di accumulo, ma non è ancora stato semplificato in modo coerente dalla normativa. Particolarmente interessante per i proprietari terrieri è la co-locazione, in cui i sistemi di accumulo vengono costruiti direttamente adiacenti a impianti solari o eolici esistenti, beneficiando così delle connessioni di rete esistenti senza dover affrontare un processo di connessione completamente nuovo e spesso lungo. Per i comuni, i sistemi di accumulo a supporto della rete offrono l’opportunità di alleviare i colli di bottiglia della rete locale, aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento e generare contemporaneamente entrate dalla fornitura di servizi ancillari, un’area di business che sta diventando sempre più rilevante, soprattutto per le aziende di servizi pubblici municipali.
Perché i critici attribuiscono erroneamente l’onere dei costi
Nel dibattito pubblico, i costi della gestione della congestione della rete vengono spesso attribuiti esclusivamente alle energie rinnovabili, il che, a un esame più attento dei dati, non rispecchia la realtà. I circa 3,1 miliardi di euro spesi in Germania nel 2025 per la gestione della congestione della rete non sono pagamenti ai gestori di impianti eolici o solari, ma consistono principalmente in misure di ridistribuzione della produzione che coinvolgono centrali elettriche convenzionali, manutenzione di centrali di riserva e il cosiddetto contropartita. I compensi finanziari per gli impianti di energia rinnovabile effettivamente limitati hanno rappresentato solo circa 433 milioni di euro di questo totale, una diminuzione significativa rispetto all’anno precedente. La voce di spesa più consistente, con oltre 1,2 miliardi di euro, è stata destinata alle misure di ridistribuzione della produzione di energia convenzionale, seguita da circa 1,4 miliardi di euro per la manutenzione di centrali di riserva. Questa distribuzione dimostra che il vero problema non risiede in un eccesso di energia rinnovabile, ma in un’espansione della rete che semplicemente non riesce a tenere il passo con il tasso di crescita delle energie rinnovabili. È proprio qui che entra in gioco l’argomento a favore dell’accumulo tramite batterie, perché può alleviare i colli di bottiglia locali direttamente alla fonte e quindi ridurre la necessità di costose misure di bilanciamento a livello di sistema, invece di affidarsi principalmente al dispendioso utilizzo delle capacità di riserva convenzionali come in passato.
Differenze regionali e distribuzione ineguale dell’espansione dello stoccaggio
L’espansione dei sistemi di accumulo energetico in Germania non è affatto uniforme, ma presenta talvolta notevoli differenze tra i vari Länder, direttamente correlate alla distribuzione regionale degli impianti solari ed eolici. Le regioni con una densità fotovoltaica particolarmente elevata, soprattutto nelle aree meridionali e rurali, tendono a registrare i tassi di espansione dell’accumulo più alti, poiché in queste zone la necessità di alleggerire il carico sulla rete locale è maggiore. Allo stesso tempo, è evidente che le regioni strutturalmente più deboli, con reti di distribuzione meno sviluppate, sono spesso le più colpite da colli di bottiglia, il che rende particolarmente urgente la necessità di soluzioni di accumulo decentralizzate a supporto della rete. Questa disparità regionale apre opportunità per investimenti mirati, soprattutto laddove i gestori di rete sono attivamente alla ricerca di soluzioni per evitare o quantomeno ritardare costosi interventi di ampliamento della rete. Per investitori e proprietari terrieri, pertanto, è opportuno esaminare attentamente la situazione della rete a livello regionale, poiché le prospettive di connessioni rapide e semplici variano considerevolmente a seconda della località.
Il ruolo centrale dei sistemi di stoccaggio su larga scala rispetto ai sistemi di stoccaggio domestici
Un aspetto chiave degli sviluppi attuali riguarda la distinzione tra piccoli sistemi di accumulo residenziali e grandi impianti di accumulo a supporto della rete. All’inizio del 2026, le batterie di accumulo residenziali, con circa 20,3 gigawattora di capacità installata, rappresentavano ancora la quota maggiore della capacità installata totale. Tuttavia, il loro contributo alla stabilità della rete rimane limitato, poiché generalmente non sono controllabili centralmente e servono principalmente a ottimizzare l’autoconsumo individuale nelle abitazioni private. Il segmento di crescita reale, di importanza strategica per l’intero sistema, è quindi costituito da sistemi di accumulo su larga scala, strategicamente posizionati nei nodi della rete o in prossimità degli impianti di generazione, in grado di contribuire attivamente ad alleviare la congestione della rete. Questi sistemi sono in genere controllabili e possono rispondere in modo flessibile ai segnali degli operatori di rete, consentendo il loro impiego preciso laddove si verificano i colli di bottiglia. Il crescente spostamento della crescita del mercato verso questo segmento dimostra che il settore dell’accumulo si sta evolvendo da una tecnologia puramente destinata al cliente finale a una vera e propria componente infrastrutturale del sistema energetico, sempre più finanziata da enti professionali e istituzionali.
I prossimi anni della transizione energetica
Lo sviluppo di sistemi di accumulo su larga scala nei prossimi anni dipenderà in modo significativo dalla possibilità di ridurre ulteriormente gli ostacoli amministrativi per la connessione alla rete e di migliorare il quadro normativo per i molteplici usi dei sistemi di accumulo. Alla fine del 2025, in Germania, la pipeline di progetti per sistemi di accumulo su larga scala ammontava già a circa 9,5 gigawatt, una parte considerevole dei quali dovrebbe essere connessa alla rete entro il 2027, a condizione che le procedure di connessione vengano accelerate come previsto. Allo stesso tempo, l’enorme discrepanza tra la capacità richiesta e quella effettivamente realizzata dimostra che non tutti gli impianti registrati vengono effettivamente costruiti, il che aggiunge un certo grado di incertezza alle previsioni. Ciononostante, la totalità dei dati disponibili indica chiaramente che l’accumulo a batteria diventerà uno dei settori di crescita più importanti del settore energetico tedesco nei prossimi anni, paragonabile all’importanza che il fotovoltaico e l’eolico hanno avuto negli ultimi due decenni. Ciò offre notevoli opportunità economiche per aziende, comuni e investitori che affrontano tempestivamente questo sviluppo, mentre attendere troppo a lungo comporta il rischio di perdere importanti finestre di opportunità normative, come l’esenzione dalle tariffe di rete fino al 2029. La seconda fase della transizione energetica è quindi iniziata da tempo, anche se è ancora significativamente meno presente nella percezione pubblica rispetto all’espansione degli impianti solari ed eolici.
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Konrad Wolfenstein
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