Taranto è la seconda città della Puglia per popolazione, con circa 189.000 abitanti nel comune e oltre 550.000 nell’area metropolitana. Per decenni è stata identificata con l’Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, e con la crisi ambientale e occupazionale che ne ha accompagnato il declino. La classifica delle prime dieci aziende per fatturato con sede legale in città racconta però qualcosa di diverso da quella narrazione.

Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Taranto generano complessivamente circa 936 milioni di euro di ricavi: un aggregato contenuto, che conferma come la grande industria dell’acciaio non abbia lasciato in eredità grandi sedi societarie nel capoluogo. Acciaierie d’Italia non compare: la società che gestisce lo stabilimento ex-Ilva ha infatti sede altrove. Quello che la classifica mostra, invece, è una transizione in atto: al primo posto c’è Vestas Blades Italia, che produce pale eoliche per il gruppo danese leader mondiale nell’eolico. Accanto a lei, distribuzione petrolifera, commercio, un costruttore di impianti elettrici attivo a livello internazionale e un e-commerce di strumenti musicali che fattura quasi 55 milioni.

La classifica delle aziende di Taranto è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.

La classifica: Top 10 aziende di Taranto per fatturato

1) Vestas Blades Italia S.r.l.

Settore: Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici (Ateco 27.11)

Fatturato: 159.829.323 € (Bilancio 2024)

La filiale italiana di Vestas, il gruppo danese leader mondiale nella produzione di turbine eoliche, che a Taranto produce pale per generatori eolici destinati ai mercati europei e globali. Con quasi 160 milioni di fatturato, un EBITDA del 14,8% e una crescita del +18,26%, è la prima azienda della classifica e il segnale più netto della transizione energetica che sta ridisegnando l’economia tarantina. Lo stabilimento di Taranto è uno dei principali siti produttivi di pale eoliche in Italia: una fabbrica di alta tecnologia verde sorta in una città storicamente associata all’industria pesante più inquinante. L’utile netto di 5,6 milioni completa un bilancio solido.

2) Supercentro S.p.A.

Settore: Commercio all’ingrosso non specializzato (Ateco 46.9)

Fatturato: 142.448.334 € (Bilancio 2024)

Operatore del commercio all’ingrosso non specializzato con sede a Taranto, che serve una clientela mista di rivenditori e operatori della distribuzione locale. Con 142 milioni di fatturato e un EBITDA del 3,5%, il profilo è quello di un grossista a bassa marginalità e alta rotazione. Il calo del -4,98% riflette una flessione dei volumi o dei prezzi medi nel portafoglio prodotti trattati. L’utile netto di appena 207.000 euro su 142 milioni di ricavi è nella media strutturale del commercio all’ingrosso non specializzato.

3) Basile Petroli S.p.A.

Settore: Commercio all’ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti derivati (Ateco 46.81)

Fatturato: 114.609.082 € (Bilancio 2024)

Distributore di prodotti petroliferi con sede a Taranto e attività nella provincia e nelle aree limitrofe. Con 114 milioni di fatturato e un EBITDA del 16,1%, è la più redditizia della classifica in termini relativi: il 16% di margine operativo è eccezionalmente alto per la distribuzione di combustibili, un settore che strutturalmente lavora con margini compressi come visto in tutte le classifiche precedenti della serie. L’utile netto di 16 milioni su 114 di ricavi conferma un modello molto efficiente. Il calo del -19,13% riflette la variabilità dei prezzi dei prodotti petroliferi nel 2024.

4) Comes S.p.A.

Settore: Installazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione e il controllo della elettricità (Ateco 33.20.01)

Fatturato: 87.699.514 € (Bilancio 2025)

Società di ingegneria elettrica specializzata nell’installazione e nella manutenzione di impianti per la produzione e distribuzione di energia, con sede a Taranto e commesse internazionali in Africa, Medio Oriente e Asia. Con quasi 88 milioni di fatturato, un EBITDA del 12,3% e una crescita del +42,34%, è l’azienda con la crescita più alta della classifica. La crescita a doppia cifra è coerente con l’espansione della domanda globale di infrastrutture energetiche, in particolare nei mercati emergenti dove Comes opera da anni.

5) Five Motors S.r.l.

Settore: Commercio al dettaglio di automobili e autoveicoli leggeri (Ateco 47.81.1)

Fatturato: 70.405.295 € (Bilancio 2024)

Concessionario automobilistico con sede a Taranto e rete di punti vendita nel territorio jonico. Con 70 milioni di fatturato, un EBITDA del 2,2% e una crescita del +13,81%, è uno dei pochi concessionari della serie a registrare un dato positivo in un anno difficile per il mercato auto, come già osservato a Torino e in molte altre classifiche. Il risultato suggerisce una composizione favorevole del portafoglio marchi o un ampliamento della rete commerciale.

6) Supergest.Due S.r.l.

Settore: Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di prodotti alimentari, bevande o tabacchi (Ateco 47.11)

Fatturato: 59.552.676 € (Bilancio 2024)

Operatore della grande distribuzione alimentare al dettaglio con sede a Taranto. Con quasi 60 milioni di fatturato, un EBITDA negativo per 295.000 euro e una perdita netta di oltre un milione, il 2024 è stato un anno difficile. La flessione del -3,46% dei ricavi, combinata con margini operativi sotto zero, segnala una pressione competitiva significativa da parte delle catene nazionali della GDO, che negli ultimi anni hanno aumentato la penetrazione anche nel Mezzogiorno.

7) Strumenti Musicali.net S.r.l.

Settore: Commercio all’ingrosso di altri beni di consumo n.c.a. (Ateco 46.49.9)

Fatturato: 54.883.613 € (Bilancio 2024)

Il caso più inatteso della classifica, e probabilmente dell’intera serie. Strumenti Musicali.net è uno dei principali e-commerce italiani di strumenti musicali e attrezzatura per musicisti, con sede a Taranto. Con quasi 55 milioni di fatturato, un EBITDA del 4,7% e una crescita sostanzialmente piatta (-0,05%), opera in un mercato, quello dell’e-commerce di strumenti musicali, dominato a livello europeo da player tedeschi come Thomann. La presenza di un operatore di questa scala, in questo settore, è uno degli elementi più sorprendenti incontrati nell’intera serie di classifiche territoriali.

8) Ecologica S.p.A.

Settore: Gestione delle reti fognarie (Ateco 37)

Fatturato: 50.717.647 € (Bilancio 2024)

Gestore dei servizi di gestione delle reti fognarie e del ciclo delle acque reflue per il territorio tarantino. Con quasi 51 milioni di fatturato e un EBITDA del 10,6%, opera in regime di concessione per gli enti locali. Il calo del -11,39% è significativo per un settore a ricavi normalmente stabili, e può riflettere una revisione dei corrispettivi contrattuali o una riduzione del perimetro di servizio. L’utile netto di appena 44.000 euro su 50 milioni di ricavi indica ammortamenti significativi sulle infrastrutture gestite.

9) SanitaService ASL TA S.r.l.

Settore: Altre attività varie per la salute umana n.c.a. (Ateco 86.99.09)

Fatturato: 48.623.719 € (Bilancio 2025)

La società in house dell’ASL di Taranto che gestisce i servizi ausiliari ospedalieri: pulizie, portineria, logistica interna, lavanderia e altri servizi di supporto per le strutture sanitarie provinciali. Con quasi 49 milioni di fatturato e un EBITDA del 2,5%, opera interamente su contratto con l’ASL committente. La crescita del +16,17% segnala un ampliamento del perimetro dei servizi gestiti in house, in linea con la tendenza delle ASL meridionali a internalizzare servizi prima esternalizzati.

10) Impregico S.r.l.

Settore: Raccolta di rifiuti pericolosi (Ateco 38.12)

Fatturato: 48.225.351 € (Bilancio 2025)

Operatore specializzato nella raccolta e nel trattamento di rifiuti pericolosi. Con 48 milioni di fatturato, un EBITDA del 7,1% e una crescita del +18,13%, opera in un segmento ad alta specializzazione tecnica e regolamentazione stringente. La presenza di un operatore di rifiuti pericolosi nella Top 10 di Taranto non sorprende: il territorio ospita da decenni grandi insediamenti industriali che generano rifiuti classificati come pericolosi, dall’ex Ilva all’indotto petrolchimico, creando una domanda strutturale per questo tipo di servizi.

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Cosa ci dice questa classifica

La Top 10 tarantina racconta una città in transizione. L’acciaio non compare ufficialmente: Acciaierie d’Italia (ex Ilva) ha sede legale a Milano e il suo peso economico diretto non si legge in questa classifica. Quello che si legge è invece un tessuto economico locale che ha costruito attività proprie nonostante il contesto difficile.

Il segnale più netto è Vestas Blades: la fabbrica di pale eoliche in cima alla classifica è la metafora più precisa della transizione energetica applicata a un territorio industriale. Non è una coincidenza geografica: Taranto ha porto, spazio industriale e manodopera qualificata nell’industria pesante, tutte caratteristiche utili anche per la manifattura delle rinnovabili.

Il secondo elemento che colpisce è Comes: quasi 88 milioni di fatturato, +42% in un anno, commesse internazionali in tre continenti. Un’azienda di ingegneria elettrica nata a Taranto che ha costruito un portafoglio globale quasi senza essere raccontata. È il tipo di imprenditoria meridionale che i bilanci mostrano e il racconto economico nazionale ignora.

Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Taranto puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.

I dati presenti in questa classifica si riferiscono all’ultimo bilancio disponibile al momento della redazione dell’articolo e potrebbero subire variazioni. Fonte: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: agosto 2026.




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