Ferragosto arriva, ma negli ospedali italiani non è tempo di vacanze. Anzi, secondo il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie, proprio le settimane centrali dell’estate starebbero mettendo ancora una volta a dura prova Pronto Soccorso, infermieri e professionisti dell’assistenza, costretti a fare i conti contemporaneamente con organici ridotti, piani ferie, caldo intenso e maggiore pressione sui servizi di emergenza.
È un quadro particolarmente duro quello tracciato dal sindacato nel comunicato diffuso venerdì 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto. Secondo il COINA, nei servizi di emergenza la forza lavoro infermieristica effettivamente presente durante il periodo estivo registrerebbe una riduzione media tra il 25 e il 30%, mentre gli accessi ai Pronto Soccorso sarebbero aumentati, in numerose realtà, anche del 15-20%, complici le ondate di calore e la maggiore vulnerabilità della popolazione anziana.
COINA: «Assistenza al limite della tenuta»
A parlare è il segretario nazionale Marco Ceccarelli, che individua nella carenza strutturale di personale uno dei principali problemi del sistema.
«Non ci troviamo di fronte a un’emergenza estiva improvvisa o imprevedibile, ma al puntuale collasso di un sistema che da anni non valorizza e non tutela i propri professionisti».
Secondo Ceccarelli, infermieri e operatori continuerebbero a lavorare «in condizioni limite», dovendo far fronte sia ai vuoti di organico sia a una serie di attività burocratiche e organizzative che sottraggono tempo all’assistenza.
«Continuare a gestire i servizi essenziali facendo affidamento esclusivo sul senso di abnegazione del personale di corsia è una scelta non più tollerabile né sostenibile per il Paese».
Doppi turni e riposi saltati
Il sindacato sostiene che, per garantire la continuità dell’assistenza durante Ferragosto, in molte strutture si sarebbe fatto ampio ricorso a doppi turni e rinuncia ai riposi. Secondo i dati riportati dal COINA, il fenomeno riguarderebbe oltre il 65% dei professionisti dell’assistenza rimasti operativi nelle situazioni monitorate.
Al problema quantitativo si aggiungerebbe inoltre quello delle cosiddette mansioni improprie. Il sindacato riferisce che una quota molto elevata degli infermieri sarebbe chiamata abitualmente a svolgere anche attività burocratiche, logistiche o ausiliarie che ridurrebbero il tempo destinato alla cura diretta dei pazienti.
Il nodo del “boarding”: pazienti per ore in attesa di un posto letto
Un altro problema denunciato riguarda il boarding, ovvero la permanenza in Pronto Soccorso di pazienti per i quali è stato disposto il ricovero ma per i quali non è immediatamente disponibile un posto letto nel reparto di destinazione.
Nel quadro illustrato dal COINA vengono segnalate situazioni nelle quali l’attesa potrebbe arrivare fino a 48-72 ore. Una situazione che non dipende soltanto dal numero di persone che arrivano in Pronto Soccorso, ma anche dalla capacità dell’intero ospedale di assorbire i pazienti che necessitano di ricovero.
Ferragosto e la riduzione dei servizi sul territorio
Secondo il sindacato, però, per capire perché gli ospedali siano particolarmente sotto pressione in questi giorni bisogna guardare anche fuori dai Pronto Soccorso. Durante la settimana di Ferragosto molti servizi territoriali, ambulatori e attività sanitarie funzionano infatti con modalità ridotte.
Ed è proprio questo uno dei punti centrali della denuncia del COINA: quando vengono meno o diminuiscono le risposte intermedie sul territorio, il Pronto Soccorso rischia di diventare il riferimento anche per pazienti con patologie croniche o problemi che, in condizioni ordinarie, potrebbero essere affrontati attraverso altri percorsi assistenziali.
Il risultato, secondo il sindacato, è una sorta di imbuto: meno possibilità di risposta sul territorio e maggiore pressione sull’ospedale.
La situazione delle RSA
Particolare attenzione viene rivolta anche alle Residenze Sanitarie Assistenziali. Il COINA parla di una carenza strutturale di infermieri nelle RSA e sottolinea come, soprattutto durante le ondate di calore, una copertura assistenziale insufficiente possa rendere più difficile gestire direttamente nelle strutture anziani fragili e pazienti con patologie croniche.
Anche in questo caso la conseguenza può essere un maggiore ricorso al sistema dell’emergenza e ai Pronto Soccorso.
Dal Lazio alla Campania: i casi indicati dal sindacato
Nel comunicato il COINA traccia anche una mappa delle situazioni considerate più critiche durante l’estate. Tra queste viene citato il Santa Maria Goretti di Latina, che il sindacato indica come uno dei presidi maggiormente interessati dalla crescita degli accessi durante l’ondata di calore.
Sul Pronto Soccorso del Goretti esiste da tempo un’elevata pressione assistenziale: la stessa ASL di Latina, in un comunicato del giugno scorso, ricordava che la struttura gestisce mediamente circa 53mila accessi all’anno, di cui oltre 13mila riferiti a codici rossi e arancioni.
Il dato specifico indicato oggi dal COINA relativo al presunto “record” regionale estivo, invece, viene riportato dal sindacato e non risulta al momento accompagnato da una contemporanea comunicazione ufficiale della ASL di Latina che ne quantifichi gli accessi.
Il sindacato cita inoltre situazioni di particolare pressione al Cardarelli di Napoli, in Lombardia, Puglia, Marche, Sardegna e Toscana.
Un problema che interessa da vicino anche i Castelli Romani
L’allarme nazionale richiama inevitabilmente l’attenzione anche sulla situazione dei presidi della ASL Roma 6. Senza poter automaticamente trasferire sui Castelli Romani le percentuali nazionali indicate dal COINA, un elemento significativo arriva dal recente fabbisogno di personale per i servizi di emergenza.
Il 16 luglio 2026 la Regione Lazio ha infatti pubblicato un avviso della ASL Roma 6 finalizzato al reclutamento, con disponibilità immediata, di decine di dirigenti medici destinati alle strutture aziendali di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza.
Nel provvedimento vengono indicate, tra le destinazioni, 5 unità per l’Ospedale dei Castelli, 6 per il presidio di Velletri e 6 per quello di Frascati.
Un dato che non dimostra, da solo, un’emergenza legata al Ferragosto o al caldo di queste ore, ma evidenzia quanto anche nel territorio dei Castelli Romani il tema del rafforzamento degli organici dell’emergenza-urgenza sia attuale e che sia nell’agenda dei vertici regionali.
Le richieste del COINA
Il sindacato, in definitiva, mette sul tavolo tre richieste principali. La prima è un piano straordinario di assunzioni, con lo sblocco delle procedure di reclutamento e contratti stabili. La seconda riguarda l’eliminazione delle mansioni improprie, con l’obiettivo di riportare il tempo degli infermieri sull’assistenza diretta ai pazienti. La terza è il rafforzamento della sanità territoriale, compresa l’assistenza domiciliare e quella nelle RSA, garantendo una maggiore continuità dei servizi anche nei periodi festivi ed estivi.
Perché il punto sollevato dal COINA alla vigilia di Ferragosto è proprio questo: un Pronto Soccorso non può sostenere da solo tutte le fragilità di un sistema sanitario, soprattutto quando caldo, ferie e riduzione dei servizi territoriali arrivano contemporaneamente.
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Daniel Lestini
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