Welfare, famiglia, previdenza e stipendi al centro del confronto sul futuro del personale militare

USMIA Esercito valuta con favore gli indirizzi delineati dal Ministro della Difesa Guido Crosetto per il prossimo triennio, in particolare per l’attenzione riservata non solo al rafforzamento dello strumento militare e delle capacità operative, ma anche al personale, alle famiglie, al welfare, alla previdenza e al trattamento economico.

In una nota diffusa da Roma il 13 agosto 2026, l’associazione sottolinea come questi temi siano da tempo al centro della propria azione sindacale e come trovino ora spazio in una visione programmatica di medio periodo.

USMIA: “Obiettivi che sosteniamo da anni”

Il Segretario Generale di USMIA Esercito, Leonardo Nitti, accoglie positivamente l’impostazione indicata nel piano triennale, richiamando però la necessità di trasformare gli obiettivi in misure concrete.

“Ci fa piacere leggere nero su bianco obiettivi che USMIA sostiene da anni – dichiara Nitti –. Welfare, sostegno alla famiglia, riforma previdenziale, previdenza dedicata e adeguamento del trattamento economico non sono concessioni, ma esigenze concrete di chi serve lo Stato in condizioni di particolare responsabilità, mobilità, sacrificio e rischio”.

Per USMIA, il riconoscimento della specificità militare deve tradursi in politiche strutturali, capaci di incidere realmente sulla vita professionale ed economica del personale.

Welfare militare: dalle famiglie alla tutela del personale trasferito

Uno dei punti centrali indicati dall’associazione riguarda il welfare militare, che secondo USMIA non può essere limitato a iniziative episodiche.

L’associazione richiama la necessità di interventi su più fronti: sostegno alla genitorialità, conciliazione tra servizio e vita familiare, assistenza alle famiglie, politiche abitative, tutela del personale trasferito e valorizzazione delle particolari condizioni di impiego.

La questione, secondo USMIA, riguarda direttamente la qualità della vita del personale militare e delle rispettive famiglie, soprattutto in un comparto caratterizzato da mobilità, vincoli di servizio e responsabilità specifiche.

Previdenza militare, USMIA chiede una riforma organica

Altro tema ritenuto prioritario è quello previdenziale. USMIA considera non più rinviabile una riforma organica della previdenza militare, che tenga conto della peculiarità delle carriere, dell’usura professionale e delle condizioni operative che possono rendere non sempre possibile proseguire il servizio fino alle stesse età previste per altri comparti.

In questo quadro, la previdenza dedicata viene indicata come uno degli obiettivi principali sui quali l’associazione continuerà a chiedere impegni concreti e risorse adeguate.

Trattamento economico e specificità militare

Particolare attenzione viene riservata anche alla riforma del trattamento economico. Per USMIA, non è sufficiente applicare al personale militare gli stessi meccanismi di incremento previsti per la generalità del pubblico impiego, senza considerare obblighi, vincoli, responsabilità e rischi connessi allo status militare.

Secondo l’associazione, la specificità militare deve avere una valorizzazione economica reale, strutturale e progressiva.

Tra le direttrici indicate da USMIA figurano la previdenza dedicata, la valorizzazione economica della specificità militare, la revisione delle indennità, una maggiore tutela del personale e delle famiglie, politiche di welfare, l’adeguata remunerazione dello straordinario e la valorizzazione dei servizi svolti in condizioni particolarmente gravose.

“Dalle parole ai fatti”: la richiesta di USMIA

“Le parole contenute nel piano triennale vanno nella direzione che auspichiamo. Adesso bisogna passare dalle parole ai fatti – afferma ancora Leonardo Nitti –. Se il personale è davvero il capitale più importante della Difesa, allora deve essere adeguatamente remunerato, tutelato e accompagnato durante tutta la carriera e anche nella fase successiva al servizio”.

USMIA accoglie dunque positivamente l’impostazione delineata dal Ministro Crosetto, ma ritiene indispensabile che agli obiettivi programmatici seguano risorse finanziarie adeguate, provvedimenti legislativi concreti, cronoprogrammi verificabili e un confronto strutturato con le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari.

La sfida del prossimo triennio

Secondo USMIA, il prossimo triennio dovrà rappresentare il periodo in cui la specificità militare cesserà di essere soltanto un principio riconosciuto sulla carta, diventando una realtà concreta nella vita professionale ed economica del personale.

L’associazione sottolinea che la Difesa del futuro non si costruisce soltanto con nuovi sistemi d’arma, tecnologie e capacità operative, ma anche con donne e uomini motivati, professionalmente valorizzati e con la certezza che lo Stato si occupi di loro e delle loro famiglie.

Per USMIA, gli obiettivi indicati sono quelli giusti. Ora, conclude l’associazione, servono coraggio, risorse e tempi certi, mantenendo un confronto basato su dati oggettivi e senza contrapporre una categoria all’altra.

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 Laura Bianchi

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