Nel cuore del Monferrato c’è Cella Monte, uno dei borghi più affascinanti del Piemonte: case costruite con pietra ricca di conchiglie fossili, panorami UNESCO e gli infernot, antiche cantine sotterranee scavate nella roccia. Ecco cosa vedere, quando andare e perché merita un weekend.
Dal 2014 i Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato sono riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO. Tradotto: in questo pezzo di Piemonte colline, filari e borghi non sono solo fotogenici, sono ufficialmente “da proteggere”.
In mezzo a queste colline c’è un paese minuscolo, Cella Monte, che ha una particolarità difficilmente imitabile: le case sembrano dorate, i muri sono pieni di conchiglie fossili e sotto i vostri piedi si nasconde un reticolo segreto di ambienti sotterranei dove il vino riposa da secoli. Un set perfetto per una fuga lenta, a un’ora e mezza da Torino e Milano.
Dove si trova Cella Monte, il borgo dorato del Monferrato
Cella Monte è nel Monferrato Casalese, in provincia di Alessandria, arrampicato su una collina a circa 10 chilometri da Casale Monferrato e una trentina da Asti. Siamo nel cuore del Monferrato degli Infernot, una delle componenti del sito UNESCO dedicato ai paesaggi vitati del Piemonte.
Il borgo è minuscolo e raccolto, costruito attorno a via Barbano, una spina dorsale in pietra e balconi fioriti. Il nome racconta già molto: “Cella” compare nei documenti dal XII secolo, mentre “Monte” arriva nell’Ottocento per volontà del sindaco Luigi Vallino, che voleva sottolineare la posizione panoramica del paese. Quando arrivate in auto, la strada sale tra vigneti che cambiano colore a ogni stagione: verde brillante in primavera, rosso e oro in autunno.
Case di conchiglie: quando il mare è rimasto nei muri
Il colpo di fulmine arriva con i muri. Le case di Cella Monte sono costruite in pietra da cantoni, una arenaria chiara e calda che alla luce del tramonto diventa quasi dorata. Avvicinandovi, comincerete a notare piccoli fossili e conchiglie incastonati nella pietra: milioni di anni fa qui c’era il mare, e oggi l’antico fondale è diventato facciata.
Camminare nel centro storico è come seguire una lezione di geologia all’aria aperta. Ogni casa, ogni muretto racconta questa origine marina, trasformando una passeggiata qualsiasi in una sorta di caccia ai dettagli: chi scova la conchiglia più grande, chi trova il fossile più strano. Intanto via Barbano scorre tra portoni di legno scuro, ringhiere in ferro e cortili nascosti dove spuntano orti, pergolati e vecchie botti.
Il segreto sotto terra: gli infernot di Cella Monte
Il vero colpo di scena però è sotto la superficie. Gli infernot sono piccoli ambienti ipogei scavati a mano proprio nella pietra da cantoni. Non sono semplici cantine: sono stanze senza finestre né prese d’aria, con temperatura e umidità quasi costanti tutto l’anno, pensate per conservare al meglio il vino e, un tempo, anche il cibo più prezioso.
La cosa affascinante è che dalla roccia tolta per creare gli infernot si ricavava la pietra per costruire le case in superficie. Sopra il borgo dorato, sotto il “ventre” fresco dove il vino riposa al buio: un doppio volto che racconta benissimo la cultura contadina del Monferrato.
Molti infernot sono sotto abitazioni private, ma diversi si possono visitare. Il punto di partenza ideale è l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, in Piazza Vallino, dentro Palazzo Volta: qui una guida vi accompagna nel suo infernot e spiega come si scavava, come si usava e perché questo microclima è perfetto per le bottiglie. È anche il luogo giusto per raccogliere informazioni aggiornate su altri infernot aperti nei dintorni e su eventuali visite organizzate.
Passeggiare tra arte, vigne e panorami
Una volta tornati in superficie, il borgo continua a sorprendere. Palazzo Volta, con le logge sul cortile interno e il giardino affacciato sui vigneti, è uno degli edifici più riconoscibili. Intorno, case-fortezza e antiche dimore signorili ricordano il passato medievale di Cella Monte, tra controllo del territorio e difesa del Monferrato.
La parte nord è dominata dalla chiesetta romanica di San Quirico, appoggiata su una collinetta erbosa. Qui trovate un giardino curato, qualche albero ombroso e un’area picnic con tavoli e bracieri per barbecue: perfetta per un pranzo lento con vista su tetti e filari.
Nel borgo e nella frazione Coppi incontrerete anche le opere del pittore Gianni Colonna, che ha lasciato qui il suo percorso “Giorno Notte”. Quadri appesi alle facciate trasformano le vie in una galleria a cielo aperto, fino alla Pietà che campeggia sulla chiesetta di Sant’Anna, circondata dai vigneti.
Per chi ama camminare, da Cella Monte partono diversi anelli escursionistici che collegano il paese a Moleto, Olivola e Rosignano Monferrato. Percorsi facili, tra campi e filari, perfetti anche in bicicletta.
Vino, tartufi, musica: quando andare e come arrivare
Cella Monte è legatissima al vino: il territorio rientra nelle zone dei grandi rossi monferrini e molte cantine, nel borgo e nei paesi vicini, organizzano degustazioni e visite alle loro strutture sotterranee.
L’altro protagonista è il tartufo bianco: il primo weekend di novembre la Fiera del Tartufo Bianco in Valle Ghenza richiama appassionati e curiosi con mercatini e menù dedicati.
Se preferite l’atmosfera festival, tra fine agosto e inizio settembre arriva il Jazz Re:Found Festival: per qualche giorno il borgo diventa un villaggio musicale, con palchi diffusi, concerti, yoga tra le vigne e tanta enogastronomia locale.
In primavera trovate colline verdi e temperature perfette per camminare, in autunno i vigneti esplodono di giallo e rosso e gli eventi legati a vino e tartufo si moltiplicano. L’estate è ideale per le sere all’aperto, quando la pietra dorata delle case si scalda di luce morbida.
Per arrivare, l’auto è la soluzione più semplice: da Casale Monferrato servono circa 15 minuti lungo le provinciali, da Asti il tragitto è un po’ più lungo ma molto scenografico, tra colline e curve dolci. Chi viene da più lontano può uscire alle caselle autostradali di Casale o Asti, oppure raggiungere Casale in treno e proseguire con taxi o auto a noleggio. Per una prima scoperta basta una giornata, ma se volete esplorare con calma infernot, sentieri e degustazioni, un weekend lungo è l’ideale.
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