07.50 – lunedì 17 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Altro attacco del lupo a Noicattaro, bambino ferito al campo giochi a Ferragosto. In arrivo denuncia contro il presidente Decaro. Dopo l’attacco il lupo è stato filmato ancora nel punto dell’attacco, ma l’inadeguata Task Force era assente.
Piange il telefono della Task Force creata a Noicattaro contro il lupo che dal 21 luglio (di cui nessuno ha parlato) al 15 agosto ha già tentato di predare ben quattro bambini, ferendoli anche gravemente nonostante l’intervento immediato della gente. Ma mai della Task Force. Sono molti i cittadini che nei giorni scorsi hanno testimoniato sui social, con nome e cognome, di avere avvistato l’animale e di avere telefonato ai vigili urbani ma senza avere risposta o addirittura sentendosi dire che “sono le 20, a quest’ora non interveniamo”, alla faccia dell’eccezionalità del caso e del pericolo per la gente e soprattutto per i bambini. Ma stamattina erano nel parco giochi con tanto di automobile per farsi intervistare dalla RAI. Qualcuno dei presunti esperti della Task Force dovrebbe anche spiegare perché mai quel lupo, come qualsiasi altro, dovrebbe attaccare solo di giorno e solo in quella particolare area, quando per esempio la lupa di Vasto nel 2023 tentò di predare, ferendoli, bambini di giorno e persino in spiaggia con altri bagnanti.
Ecco cos’è successo intorno alle 23 di Ferragosto nel campo giochi nei pressi del Famila, testimonianza di Domenico, uno dei soccorritori:” Ero a un centinaio di metri e ho visto gente che correva e urlava, bambini che si nascondevano dietro le auto e così via. Sono corso e ho visto il bambino a terra, con il lupo sopra, c’era sangue dappertutto. Ho affrontato l’animale, e così altre persone. Per spaventare il lupo la gente suonava il clackon delle auto, due ragazzi in motorino giravano intorno e cercavano di investire l’animale per scacciarlo. Alla fine quello ha mollato e si è allontanato una decina di metri, ma continuava a guardare il bambino e ha cercato due volte di tornare a prenderlo.
Da notare che era quasi buio, i lampioni sul marciapiede erano spenti. L’assurdo è che nel parco giochi c’erano oltre una cinquantina di persone, e il bambino è stato preso a pochi metri da un gruppo di tavoli con una decina di persone, anche uomini. Aveva già percorso un paio di metri con il bambino sollevato da terra. Non ha affatto paura delle persone. Sono andato in ospedale, dove era stato portato di corsa dal padre, e ho saputo che il bambino ha tre costole rotte, oltre a morsi e graffi. Nessuna task force c’era o è intervenuta per salvarlo. Sono ripassato lì dalle 3 e mezza alle 4 e mezza e ho visto passare, proprio passare, solo una pattuglia dei carabinieri. Il lupo dopo l’attacco era ancora lì, è stato filmato dalla gente del tutto tranquillo all’1,09, nessuna forza dell’ordine presente”. Il lupo era evidentemente già in agguato, come negli altri casi, dietro i limitrofi cespugli, a fianco del marciapiede.
Parrebbe che nessuno dei responsabili della Task Force, e neppure la Regione, abbia una visione reale e concreta del problema, che è quello di un lupo che per ben quattro volte in 25 giorni ha tentato di predare e divorare dei bambini, addirittura nel centro urbano del comune, accuratamente scelti dall’animale in base al peso, e quindi all’età, per poterli portare via sollevandoli o trascinandoli. Il sindaco l’8 agosto ha emesso un’ordinanza che vieta alla sera alla popolazione di essere presente in una determinata area, specificando che ci saranno sanzioni. E dove sono le sanzioni fatte? Perché le forze dell’ordine non sono costantemente intervenute anche per allontanare la gente come da ordinanza? Molta gente si è dimostrata incosciente e indisciplinata, ma a detta di molti, perché non prendere un po’ di fresco la sera nel parco, quando manco si vedevano in giro pattuglie riconoscibili degli addetti a tutela della pubblica incolumità? E poi, perché mai quel lupo, come qualsiasi altro, dovrebbe attaccare solo di giorno e solo in quella particolare area?
Perché il sindaco, che in casi contingenti e quindi urgenti (per esempio, il lupo che si dirige in punti in cui vi sono persone e specialmente bambini) non ha ordinato l’abbattimento dell’animale, specie protetta o no, visto che è lui il responsabile civilmente e penalmente della tutela della pubblica incolumità? Perché non ha fatto affiggere in loco nessun cartello di pericolo o all’erta? Dove sono finite le analisi del DNA, dopo così tanti giorni, quando ne bastano pochi per averle? Perché non vengono divulgate? Cosa fa il prefetto, sta controllando effettivamente la situazione e le relative misure sul campo? Sa il prefetto che le guardie campestri, con numerosi mezzi e personale e che pure si sono rese disponibili persino gratuitamente, sono state escluse dalla Task Force dalle ricerche, nonostante conoscano perfettamente il territorio e vi facciano controlli da sempre? Perché il presidente di Regione Puglia Antonio Decaro il 14 agosto ha autorizzato la cattura di quell’animale invece della rimozione come risposto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) e che include sia la cattura che l’abbattimento visto che il caso di Noicattaro è stato classificato da ISPRA addirittura nella categoria 19, livello di criticità 5, ossia il massimo! del Protocollo sperimentale per i lupi urbani e confidenti?
Spiega Piero Genovesi, responsabile del Settore Fauna di Ispra: “La Regione Puglia ha già avuto l’autorizzazione all’abbattimento fino a 12 lupi in un anno nei casi previsti (come questo NdA)”. Specificando: “Ma la decisione finale, pur basandosi sui dati, deve anche tenere conto delle richieste delle comunità, delle percezioni sociali, e del quadro normativo. Quindi non può che essere che in capo agli amministratori, ai politici”. Insomma, c’è il via libera all’abbattimento, certo più facile a mezzo fucile con appositi addetti e a centinaia di metri di distanza, piuttosto che la ipotizzata cattura con gabbia (la lupa di Arrone, in Umbria, dopo avere tentato oltre un mese fa di predare una bambina, ferendola, è ancora uccel di bosco) o con fucile spara dardi narcotici con una gittata di solo una trentina di metri, come se il lupo si facesse avvicinare così bellamente. Sa il presidente Decaro che questo lupo, o eventuali altri nella zona, ogni giorno potrebbero attaccare e persino uccidere e divorare dei bambini, come tanto frequentemente si verificava anche in Italia fino al XIX secolo? In quel caso la responsabilità sarebbe sua. L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali formalizzerà pertanto la prossima settimana una denuncia contro il presidente della Regione Puglia.
Per ultimo, ecco il parere dello zoologo Rocco Sorino, professore a contratto dell’Università di Bari ed esperto di lupi: “Per catturare un lupo c’è bisogno di tempi lunghi e tecnica chirurgica. Ai fini del raggiungimento dell’obiettivo cattura c’è bisogno di monitorare la specie e comprendere l’uso dello spazio, i ritmi di attività giornaliera, il tracciato. Su queste basi si basa la cattura e la scelta del sito dove posizionare la gabbia o la tagliola modificata (incruenta). Con l’avvenuta cattura poi ci deve essere la traslocazione dell’esemplare.
Questo doveva essere fatto tempo fa già alle prime segnalazione e doveva essere un lavoro preparatorio anche in funzione di una eventuale futura cattura. Per l’esemplare che frequenta l’area di Noicattaro e la campagna limitrofa si è passati da abitudine a confidente e quest’ultimo processo può essere pericoloso per l’uomo. Secondo l’approccio gerarchico delle linee di intervento dettate dal Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione di lupi urbani confidenti di ISPRA, l’esemplare che ha già commesso più aggressioni è valutato pericoloso. il cui intervento, anche con arma da fuoco, dovrebbe portare alla sua rimozione, vissuto anche il suo comportamento molto confidente e recidivo”.
A prescindere dalle farneticazioni animaliste, molte delle quali ritengono la vita di un bambino pari o addirittura inferiore a quella di un lupo (l’Italia conta ormai da 6.000 a 10.000 lupi stimati, maggiore popolazione d’Europa), le autorità a nostro parere dovrebbe mutare immediatamente approccio. Magari pensando al fatto che quei bambini, che rimarranno traumatizzati a vita, potrebbero essere i loro. Chiediamo pertanto che questa cessi di essere una sorta di commedia degli equivoci, in quanto seria e rischiosa per la pubblica incolumità.
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Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali
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