16.50 – martedì 18 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Giunta regionale ha approvato oggi la delibera che adotta le azioni previste per la cosiddetta Fase 2 del Piano sperimentale di abbattimento delle liste d’attesa secondo quanto previsto dalla deliberazione n. 1 del 9 gennaio 2026 con cui la Regione ha inteso avviare l’aggiornamento anticipato del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa, disponendo in via prioritaria Piani Aziendali Sperimentali per il recupero delle prestazioni ambulatoriali prenotate oltre i valori soglia, con attenzione alle classi di priorità U e B.
L’obiettivo per la Fase 1 del Piano sperimentale era fissato a 124.320 prestazioni — 114.300 di specialistica ambulatoriale e day service e 10.020 ricoveri programmati in classe A — e un primo finanziamento straordinario ripartito in proporzione ai target.
Dal 1° febbraio 2026 è stato avviato in modo sistematico il recall attivo degli assistiti in lista.
Al termine della fase sperimentale, conclusasi il 30 giugno 2026, il monitoraggio regionale documenta 231.435 persone richiamate e 157.176 prestazioni recuperate, con il superamento dell’obiettivo assegnato. Accanto al recupero, il recall ha svolto una funzione di manutenzione delle liste, consentendo la rimozione delle prenotazioni non più clinicamente necessarie, duplicate o già eseguite in altri regimi. La sperimentazione ha inoltre reso disponibili, per la prima volta in modo sistematico, elementi conoscitivi sui modelli organizzativi aziendali e sulle criticità nella risposta ai cittadini.
Alla luce dei primi risultati e analizzati i flussi informativi condivisi con le aziende sanitarie regionali e gli enti coinvolti, la nuova deliberazione recepisce l’Intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni l’11 giugno 2026 sul decreto del Ministro della Salute di adozione del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2028, approva le disposizioni regionali di appropriata gestione delle liste d’attesa valide fino al 31 dicembre 2026, e assegna il finanziamento per le prestazioni aggiuntive da attivare.
Di seguito alcuni dettagli inseriti nel piano regionale previsti nel Piano Nazionale 2026-2028:
PRESCRIZIONE
Obbligo di indicazione del quesito diagnostico e distinzione fra primo accesso, soggetto a garanzia temporale e monitoraggio, e accesso successivo, gestito direttamente dallo specialista attraverso percorsi interni di presa in carico così da evitare ai cittadini un ulteriore passaggio dal medico di medicina generale.
Conferma dei tempi massimi per le prestazioni di primo accesso: 72 ore per la classe U, 10 giorni per la B, 30 giorni per le visite e 60 per la diagnostica in classe D, 120 giorni per la P.
ORGANIZZAZIONE DELL’OFFERTA
Definizione regionale degli ambiti territoriali di garanzia secondo criteri di prossimità e raggiungibilità; ove l’ambito non assicuri i tempi, attivazione dei percorsi di tutela con registrazione dell’assistito in prelista o lista di tutela e tempi massimi di ricontatto — cinque giorni per la classe B, dieci-quindici per la D, venti per la P — con esclusione della classe U.
Integrazione stabile nella rete erogativa di Case della Comunità, Ospedali di Comunità, reti di cure palliative e Farmacie dei Servizi, e promozione dei percorsi multidisciplinari di Day Service Ambulatoriale.
Tempi massimi per i ricoveri programmati: 30 giorni per la classe A, 60 per la B, 180 per la C, dodici mesi per la D; introduzione sperimentale dei RAO per i ricoveri e computo dell’attesa dalla data di accettazione consapevole dell’assistito, previa informativa e presa in carico strutturata.
Di seguito le novità previste dai Piani Aziendali del sistema sanitario regionale:
Le Aziende e gli Enti del sistema sanitario regionale dovranno adottare entro il 14 settembre 2026 il proprio Piano Aziendale di recupero delle liste d’attesa che andrà fino al 31 dicembre 2026.
Le prime azioni da avviare riguardano l’organizzazione e la stabilizzazione delle funzioni di recall, comprese le misure di prevenzione dei “no show” ossia degli appuntamenti che saranno verificati nei giorni precedenti così da provvedere a liberare lo slot in caso di sopravvenuta indisponibilità dell’assistito. Entro il 14 settembre dovranno definire il target di recupero delle prenotazioni fuori soglia, con priorità alle classi U e B e ai ricoveri in classe A; pianificare meccanismi per il miglioramento dei tempi delle nuove prescrizioni, con priorità alle prestazioni più critiche per volumi e mancato rispetto della garanzia;
Inoltre, le aziende e gli enti dovranno mettere in campo una serie di iniziative di valutazione dell’appropriatezza prescrittiva ex ante ed ex post a livello di singolo distretto socio-sanitario.
Sarà richiesta la tracciabilità delle attività svolte nell’ambito del Piano, con identificazione delle prestazioni riconducibili al Piano stesso, monitoraggio delle prestazioni aggiuntive autorizzate per disciplina e rilevazione delle modalità di erogazione. Le Aziende dovranno assicurare il monitoraggio mensile di attività e costi secondo le indicazioni del Tavolo di monitoraggio regionale, definite entro dieci giorni dall’approvazione dei Piani.
GOVERNO DELL’OFFERTA
Le Direzioni Sanitarie definiscono un modello organizzativo che consenta l’utilizzo delle sale operatorie nell’arco delle dodici ore e l’ottimizzazione delle risorse umane disponibili, evitando la frammentazione dell’assistenza e assicurando un’equa distribuzione del personale nei turni mattutini e pomeridiani.
I dati sull’andamento delle prescrizioni di specialistica ambulatoriale e di ricovero programmato costituiscono la base per la proposta di rimodulazione della rete di offerta, con attenzione al potenziamento dell’assistenza territoriale, alla definizione dei setting prioritari per livello di complessità e alla previsione di percorsi interaziendali.
Presa in carico di pazienti cronici, oncologici e fragili
Le Aziende individuano percorsi facilitati di accesso al percorso diagnostico, comprensivo di tutti gli approfondimenti, per i pazienti con patologia oncologica sospetta o accertata, con malattia rara e in condizioni di fragilità.
Definiscono inoltre le modalità per assicurare le prestazioni strettamente connesse all’intervallo temporale di esecuzione — percorso nascita, età evolutiva — attraverso la programmazione da parte dello specialista che ha in carico il paziente su agende dedicate, anche mediante accordi interaziendali.
Nell’ambito dei percorsi di presa in carico, le visite di controllo e le prestazioni necessarie al monitoraggio delle patologie devono essere prenotate direttamente dallo specialista che ha in carico il paziente: a tal fine le Aziende predispongono agende dedicate interne.
Per le prestazioni associate al codice di esenzione 048 esclusivamente correlate alla patologia oncologica riscontrata è previsto la presa in carico totale senza passare dal CUP.
GOVERNO DELLA DOMANDA E APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA
Con questa delibera è istituito un Tavolo regionale sull’appropriatezza prescrittiva, coordinato da AReSS Puglia e dal Dipartimento Salute e Benessere e composto da referenti delle Direzioni Sanitarie, delle Unità Distrettuali di Medicina Generale e degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, da insediare entro il 21 settembre 2026. Al Tavolo è affidata l’analisi congiunta dei dati di monitoraggio dell’attività prescrittiva, la valutazione dell’omogeneità nell’attribuzione dei codici di priorità, la proposta di indirizzi regionali, la definizione di modalità di ritorno informativo ai prescrittori, i meccanismi di audit clinico e i programmi di formazione.
Ciascuna Azienda costituisce un gruppo di lavoro interno per la verifica ex ante ed ex post, coordinato dal Direttore Sanitario e comprensivo del Responsabile del Controllo di Gestione, del RULA e del CUP Manager; nelle Aziende territoriali vi partecipano i Direttori dei Distretti Socio-Sanitari e il Referente delle Cure Primarie. Il raccordo è con gli articoli 4 e 45 dell’Accordo Collettivo Nazionale della medicina generale del 15 gennaio 2026, che prevedono il coinvolgimento dei medici del ruolo unico di assistenza primaria nei percorsi di prescrizione, prenotazione, erogazione e monitoraggio, e disciplinano l’organismo distrettuale cui è sottoposta la verifica dei comportamenti prescrittivi.
CONTROLLI IN FASE DI PRESCRIZIONE
Sono confermati i controlli già operativi nel Sistema Informativo Sanitario Territoriale:
– blocco della prescrizione dematerializzata per le prestazioni di primo livello dei programmi di screening oncologici destinate alla popolazione nelle fasce di età target, salvo sintomatologia o patologia pregressa;
– blocco sulle prescrizioni di controllo che non possono sottostare a classi di priorità. La priorità va indicata solo per i primi accessi;
– blocco sulle prescrizioni ripetute;
– blocco sulla prescrizione con esenzione certificata non associata alla patologia di riferimento dell’esenzione.
In fase prescrittiva gli applicativi dei medici di medicina generale e la web application del sistema regionale, avranno come supporto le linee guida del manuale RAO per orientare l’indicazione della classe di priorità.
È introdotta la scadenza della ricetta: le ricette con codice U (da eseguire entro 72 ore) perdono validità dopo 5 giorni dalla prescrizione del medico e non possono essere più utilizzate; le ricette con codice B (da eseguire entro 10 giorni) perdono validità dopo 15 giorni dalla prescrizione del medico.
GOVERNANCE E MONITORAGGIO
Il monitoraggio si articola su due sistemi distinti.
Il primo è il sistema nazionale di valutazione delle performance sulle liste d’attesa, che concorre all’assegnazione della quota premiale del Fondo Sanitario Nazionale e si fonda sull’efficacia delle prestazioni per le classi B e D, sulla copertura dell’invio dei dati alla piattaforma nazionale, sulle prime disponibilità garantite entro i tempi di classe e sul rispetto dei tempi massimi per i ricoveri programmati in classe A; sono in fase di introduzione ulteriori indicatori relativi alla conversione delle prescrizioni in prenotazioni, alla quota di primo accesso in classe P, alle prestazioni con prenotazione ed erogazione nella stessa giornata e alla mediana del tempo fra prescrizione e appuntamento.
Il secondo è il sistema di indicatori proprio dei Piani Aziendali, che rileva il recupero del pregresso, l’offerta e la sostenibilità, la garanzia dei tempi e la regolarità della rendicontazione.
RISORSE
Il finanziamento assegnato per le prestazioni aggiuntive ammonta a 25 milioni di euro, ripartiti fra le province sulla base della popolazione residente rilevata dall’ISTAT. Si tratta di uno stanziamento omnicomprensivo, utilizzabile fino al 31 dicembre 2026 e destinato a più finalità, fra le quali il recupero delle liste d’attesa: costituisce il limite massimo di spesa consentito a ciascuna Azienda ed Ente.
Le Aziende devono identificare con codici specifici e separati le prestazioni aggiuntive per ciascuna finalità, assicurandone il monitoraggio. La ripartizione della quota provinciale fra gli enti che insistono sulla stessa provincia è definita con successivo atto dirigenziale.
Il riconoscimento delle prestazioni aggiuntive è subordinato alla verifica preventiva dell’attività istituzionale ordinaria effettivamente erogata, nel rispetto dei limiti posti dalla direttiva europea sull’orario di lavoro a tutela della salute dei professionisti sanitari e di un’equa distribuzione fra il personale in servizio.
Il provvedimento per l’abbattimento delle liste d’attesa, può diventare non solo uno strumento per aumentare il numero delle prestazioni, ma una vera leva di riorganizzazione delle aziende sanitarie.
In particolare può agire su alcuni aspetti fondamentali:
• Programmazione basata sulla domanda reale, al fine di individuare tempestivamente le carenze di offerta;
• Maggiore utilizzo delle strutture e delle tecnologie, al fine di utilizzare in modo più efficiente le apparecchiature;
• Responsabilizzazione delle direzioni strategiche e dei direttori e delle strutture sanitarie, in particolare dei direttori dei distretti sociosanitari.
Il risultato di queste azioni determinerà una più efficiente strutturazione dei piani assunzionali consentendo il completamento della programmazione in atto di cui si dovrà tenere conto per l’elaborazione definitiva del Piano Operativo 2026-2028.
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