di Giuseppe Pastore
ROMA (Public Policy) – Il caro carburanti resta uno dei dossier più attenzionati da Governo e Parlamento che torneranno a discuterne al rientro dalla pausa estiva. La data da cerchiare in rosso è quella di lunedì 24 agosto, quando scadrà la nuova proroga varata dall’Esecutivo che ha allungato la durata del taglio di 17 centesimi sul prezzo del gasolio introdotto a fine luglio.
In totale sono due, quindi, i decreti al vaglio del Parlamento. Entrambi si trovano all’esame della commissione Finanze della Camera dove, come già accaduto nei mesi precedenti, si potrebbe decidere di accorpare i due testi in un unico provvedimento tramite un emendamento che potrebbe presentare il Governo. Non si esclude, tuttavia, che l’Esecutivo possa prendere nuove iniziative per fronteggiare l’aumento dei costi. Al momento, tuttavia, non è ancora prevista la data del prossimo del Consiglio dei ministri.
Tornando alla Camera, le votazioni sugli emendamenti depositati in commissione Finanze non dovrebbero iniziare prima dell’8 settembre. Le proposte di modifica da esaminare sono appena 49 dopo la tagliola delle inammissibilità.
Tra i temi sul tavolo, le richieste comuni a FdI, Lega e FI, di applicare lo sconto anche sul “gas naturale liquefatto anche nella sua formulazione biologica”. C’è poi il capitolo del credito di imposta per l’autotrasporto che Forza Italia propone di portare in compensazione fino al 31 dicembre 2028 e non solo fino a dicembre 2026. Mentre Fratelli d’Italia (come Italia viva) vorrebbe eliminare del tutto il termine del 31 dicembre 2026.
Tra le proposte rimaste in piedi, anche quelle di prorogare il credito d’imposta riconosciuto alle imprese agricole per l’acquisto del carburante effettuato anche nei mesi di giugno e luglio e non solo fino a maggio. A chiederlo sono Lega, Italia viva, Minoranze linguistiche e Pd che vorrebbero anche portare al 30 giugno 2027 il termine entro cui il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione.
Tra gli inammissibili, invece, rientrano le proposte presentate da Lega, Pd, Minoranze linguistiche e Italia viva per estendere fino a luglio 2026 il credito d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti.Così come è stato dichiarato inammissibile l’emendamento del deputato FdI Salvatore Deidda sulla compartecipazione della Regione Sardegna al gettito delle accise.
Stessa sorte è toccata anche alle richieste (identiche) arrivate da Lega, FdI e FI per istituire una piattaforma informatica gestita dal Gse per “garantire sicurezza e continuità negli approvvigionamenti energetici strategici”. Allo stesso modo sono stati ritenuti inammissibili due emendamenti del deputato di Forza Italia, Luca Squeri. Il primo estendeva anche agli impianti non ubicati nel medesimo sito di produzione dell’energia l’esenzione dall’accisa sull’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili con potenza disponibile superiore a 20 kw, consumata dai soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica. Il secondo avrebbe invece consentito, in deroga alla disciplina ordinaria, ai gestori di impianti di distribuzione di carburanti per autotrazione la detrazione dell’Iva per le fatture di acquisto, relative ad operazioni effettuate nell’anno precedente, ricevute e annotate entro il 15 di gennaio dell’anno successivo.
E, ancora, è stato dichiarato inammissibile l’emendamento della Lega che prevedeva l’apertura di un conto di contabilità speciale per la conclusione delle attività nell’area del deposito ex Cemerad, un sito di stoccaggio di rifiuti pericolosi e radioattivi situato a Statte (Taranto). Infine, è stato dichiarato inammissibile anche un altro emendamento della Lega, a prima firma Francesco Bruzzone, che chiedeva un’autorizzazione di spesa di 35 milioni di euro, dal 2027 al 2029, per “consentire la realizzazione di un nuovo impianto di deposito di gas naturale liquefatto e Bio-Gnl nel comune di Bergeggi, in area portuale di Vado Ligure”.
Il decreto all’esame della commissione Finanze di Montecitorio, però, interviene anche sull’ex Ilva autorizzando il Mimit a trasferire ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria un’ulteriore tranche del prestito ponte. Guardando alle proposte di modifica rimaste in piedi, è Fratelli d’Italia a proporre qualche intervento sul dossier ex Ilva.
Si tratta, in particolare, di un emendamento che però ha già trovato spazio all’interno del dl Pa e che, quindi, potrebbe essere ritirato o respinto durante l’esame in commissione. L’emendamento in questione è firmato dal deputato Saverio Congedo e modifica il decreto Ilva del 2015 stabilendo che non solo il Gruppo Ilva in amministrazione straordinaria, ma anche il Gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria debbano pagare con “priorità” i debiti prededucibili contratti nel corso dell’amministrazione straordinaria.
Lo stesso emendamento cerca di chiarire l’attribuzione di competenze sull’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) chiarendo all’interno del Testo unico sull’ambiente che gli impianti dichiarati di interesse strategico nazionale “sono sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale in sede statale” e, quindi, non regionale.
Infine, l’emendamento FdI interviene anche sulla garanzia finanziaria necessaria per l’attivazione e la gestione operativa delle discariche, comprese le procedure di chiusura. L’intenzione sarebbe quella di introdurre una deroga alla regola generale secondo cui la garanzia deve coprire l’intero periodo autorizzato. In particolare, per le società ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria che gestiscono almeno un impianto dichiarato di interesse strategico nazionale, FdI propone che “la garanzia finanziaria può essere prestata per una durata non inferiore a un anno, anche qualora il periodo autorizzato abbia durata superiore”.
In questo modo, quindi, si renderebbe più semplice l’accesso alle garanzie finanziarie per le società in amministrazione straordinaria che potrebbero avere difficoltà a ottenere garanzie finanziarie pluriennali. Potrebbe essere più semplice, invece, accedere a garanzie da rinnovare poi di anno in anno.
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