Il ritorno che per anni era sembrato impossibile adesso ha persino una data sul calendario: la fine di agosto. Il principe Harry e Meghan Markle si preparano a trasferirsi nel Regno Unito insieme ai figli Archie e Lilibet per un periodo prolungato, stabilendo una nuova base britannica mentre i due bambini, rispettivamente sette e cinque anni, cominceranno a frequentare una scuola nel Paese già da settembre.

Non esiste ancora un annuncio ufficiale dei duchi di Sussex né di Buckingham Palace, ma la notizia, anticipata da People e dal Telegraph, ha ricevuto una conferma significativa da Reuters, alla quale una fonte vicina alla coppia ha assicurato che le informazioni sul trasferimento sono corrette. Ed è un dettaglio importante, perché negli ultimi sei anni le indiscrezioni su un possibile ritorno di Harry in Gran Bretagna sono state quasi una costante della cronaca reale, mentre questa volta a cambiare non sono soltanto i programmi del principe, ma l’intera geografia familiare dei Sussex.

Harry e Meghan manterranno infatti la loro casa di Montecito, in California, e non torneranno a vivere all’interno di una proprietà reale. La famiglia dovrebbe stabilirsi in una residenza privata nel Regno Unito, la cui posizione, così come quella della scuola scelta per Archie e Lilibet, viene comprensibilmente mantenuta riservata. Non è quindi un addio agli Stati Uniti e soprattutto non è la cancellazione della Megxit. È qualcosa di più sottile e, per certi versi, molto più interessante: il tentativo di riportare la Gran Bretagna dentro la quotidianità della famiglia dopo sei anni trascorsi a costruire una vita dall’altra parte dell’Atlantico.

La vera svolta sono Archie e Lilibet

Il dato che rende questa storia diversa da tutti i precedenti ritorni di Harry è proprio la scuola. Archie e Lilibet studieranno per la prima volta nel Regno Unito, trasformando quello che avrebbe potuto essere l’ennesimo soggiorno temporaneo della famiglia in una presenza inevitabilmente più strutturata.

Archie è nato a Londra nel maggio 2019 e trascorse soltanto i primi mesi della propria vita britannica a Frogmore Cottage prima che Harry e Meghan decidessero di lasciare il ruolo di membri operativi della famiglia reale. Lilibet, nata in California nel giugno 2021, è invece cresciuta interamente negli Stati Uniti e fino a oggi ha avuto con il Paese del padre un rapporto fatto soprattutto di visite occasionali.

Per entrambi, dunque, il prossimo settembre segnerà qualcosa che va ben oltre un trasloco: significherà vivere in Gran Bretagna abbastanza a lungo da avere compagni di classe, orari, routine e una quotidianità britannica. È anche per questo che la decisione racconta molto più di qualsiasi eventuale apparizione pubblica di Harry accanto alla famiglia reale, perché riguarda ciò che il principe aveva indicato per anni come una delle sue priorità assolute, cioè permettere ai figli di conoscere le proprie radici britanniche senza rinunciare alla vita costruita in California.

La tempistica, inoltre, è significativa. Soltanto poche settimane fa la famiglia era tornata insieme nel Regno Unito e re Carlo aveva potuto rivedere Archie e Lilibet per la prima volta dal 2022. A distanza di poco tempo arriva ora la scelta di stabilire una nuova base nel Paese, con la prospettiva per il sovrano di poter vedere i nipoti con una frequenza completamente diversa rispetto agli ultimi anni.

Harry e Meghan non tornano a essere «working royals»

Il punto che rischia di perdersi dietro il titolo del grande ritorno è però altrettanto importante: Harry e Meghan non stanno tornando nella Royal Family nel senso istituzionale del termine.

Al momento non è previsto che riprendano il ruolo di membri operativi della monarchia, non torneranno a rappresentare ufficialmente la Corona e non vivranno in una residenza reale. Il nuovo capitolo britannico dei Sussex rimane quindi nettamente separato dalla vita di corte e non modifica l’accordo che, dopo la loro decisione del 2020, aveva sancito l’uscita della coppia dal gruppo ristretto dei royals impegnati negli appuntamenti ufficiali.

Ed è forse proprio questa la parte più paradossale della storia. Quando Harry e Meghan annunciarono nel gennaio 2020 l’intenzione di fare un passo indietro, immaginavano una vita divisa tra Nord America e Regno Unito nella quale avrebbero potuto conservare una parte degli impegni reali conquistando contemporaneamente indipendenza economica e maggiore autonomia. Quel modello ibrido non fu accettato dalla monarchia e la separazione divenne molto più netta di quanto inizialmente prospettato.

Sei anni dopo, senza recuperare alcun ruolo ufficiale, i Sussex sembrano essersi avvicinati per una strada completamente diversa proprio a quella geografia: indipendenti dalla Corona, professionalmente autonomi, ancora legati agli Stati Uniti ma nuovamente presenti in maniera stabile nel Regno Unito.

Per Meghan questo significa poter continuare a sviluppare i propri progetti professionali mantenendo Montecito come uno dei centri della vita familiare; per Harry significa invece poter tornare con maggiore continuità nel Paese in cui continuano a trovarsi alcune delle organizzazioni alle quali è maggiormente legato e, soprattutto, permettere ai figli di costruire un rapporto diretto con la sua famiglia e con la Gran Bretagna.

Resta il nodo della sicurezza

C’è infine una questione senza la quale il ritorno dei Sussex non può essere compreso: quella della sicurezza. Per anni Harry ha spiegato di considerare le condizioni di protezione nel Regno Unito un ostacolo alla presenza della moglie e dei figli, tanto che soltanto lo scorso luglio Meghan, Archie e Lilibet avevano rinunciato a raggiungerlo a Londra dopo che non era stato trovato un accordo sulla loro sicurezza.

Non sono stati resi pubblici eventuali nuovi accordi e proprio per questo sarebbe prematuro concludere che la lunga controversia sia definitivamente risolta. La decisione di iscrivere Archie e Lilibet a una scuola britannica suggerisce però che, sul piano pratico, la famiglia ritenga oggi possibile organizzare una permanenza molto più lunga di quelle affrontate negli ultimi anni.

Il ritorno arriva inoltre in una fase in cui il rapporto tra Harry e suo padre sembra aver conosciuto qualche segnale di riavvicinamento, mentre molto più complessa resta la frattura con il principe William. Anche qui, tuttavia, è meglio evitare di trasformare un cambiamento familiare in una riconciliazione che nessuno ha annunciato: trasferirsi nel Regno Unito non significa cancellare sei anni di tensioni, interviste, accuse pubbliche, battaglie giudiziarie e ferite personali.

Significa però qualcosa che nel 2020 sembrava altrettanto difficile da immaginare. Harry torna a considerare la Gran Bretagna non soltanto un Paese nel quale recarsi per un processo, un evento benefico o un appuntamento della famiglia reale, ma un luogo nel quale sua moglie e i suoi figli possono nuovamente avere una vita.

Ed è probabilmente questo il significato più profondo del nuovo capitolo dei Sussex. La Megxit non viene cancellata e Harry e Meghan non tornano indietro di sei anni: cambiano ancora una volta le condizioni alle quali vogliono vivere la loro indipendenza. Nel 2020 lasciarono il Regno Unito per poter decidere autonomamente come crescere la propria famiglia. Nel 2026 stanno per tornarci facendo, in fondo, esattamente la stessa cosa.


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 Mariella Baroli

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