Una vasta operazione della Guardia di Finanza ha interessato i Castelli Romani e, in particolare, i centri di Frascati, Castel Gandolfo e Ariccia, oltre alle frequentate aree del Lago Albano e del Lago di Nemi. Un dispositivo ad ampio raggio che ha portato al sequestro di 78.668 articoli irregolari, all’accertamento di violazioni fiscali e sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti e all’individuazione di lavoratori in nero e irregolari.
I controlli sono stati eseguiti dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma nell’ambito di un piano di controllo economico del territorio finalizzato alla tutela dei consumatori, alla trasparenza del mercato e al contrasto delle diverse forme di illegalità economico-finanziaria.
L’attività è stata condotta dai militari del Gruppo di Frascati insieme ai Reparti capitolini, con il coinvolgimento anche delle unità cinofile. Il piano ha interessato esercizi commerciali, punti vendita, pubblici esercizi, sale da gioco, distributori di carburante e altre attività sottoposte a obblighi fiscali.
Le verifiche sono state concentrate soprattutto nelle zone caratterizzate, durante il periodo estivo, da una significativa presenza di cittadini, famiglie, visitatori e turisti. È il caso delle località dei Castelli Romani e delle aree dei due laghi, che rappresentano alcune delle mete di maggiore richiamo sociale, turistico e commerciale dell’area metropolitana di Roma.
Controlli a Frascati, Castel Gandolfo, Ariccia e nelle aree dei laghi
Nei centri di Frascati, Castel Gandolfo e Ariccia, così come nelle zone del Lago Albano e del Lago di Nemi, i Finanzieri hanno effettuato numerosi accessi presso locali commerciali e pubblici esercizi. Gli accertamenti hanno riguardato la sicurezza e la conformità dei prodotti messi in vendita, la contraffazione, la trasmissione telematica dei corrispettivi, l’installazione e il collegamento dei terminali POS, la regolarità dei rapporti di lavoro, la disciplina dei prezzi e il settore dei giochi.
Al termine delle verifiche sono state rilevate 13 irregolarità in materia fiscale e strumentale. Le violazioni contestate hanno comportato l’irrogazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 10mila euro.
Tre distributori di carburante sanzionati su quattro
Particolare attenzione è stata riservata al rispetto delle norme sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti, un settore di diretto interesse per i cittadini, le famiglie e le imprese, soprattutto in un periodo caratterizzato da vacanze, partenze, rientri e spostamenti verso le località turistiche.
La Guardia di Finanza ha controllato quattro impianti di distribuzione. Tre di questi sono stati sanzionati per l’omessa comunicazione dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La comunicazione dei prezzi rappresenta un obbligo diretto a garantire agli automobilisti informazioni aggiornate e verificabili, consentendo loro di confrontare le tariffe applicate dai diversi impianti e di compiere scelte consapevoli.
I controlli in questo settore mirano dunque ad assicurare condizioni di mercato chiare e trasparenti, evitando che l’assenza o l’incompletezza delle informazioni possa danneggiare gli utenti o creare disparità tra gli operatori economici.
Quasi 79mila articoli ritirati dal mercato
Il dato più consistente dell’intera operazione riguarda il sequestro di 78.668 articoli considerati irregolari, non conformi agli standard di sicurezza, contraffatti oppure detenuti per la vendita senza le autorizzazioni richieste. All’interno di tre empori, i Finanzieri hanno sequestrato complessivamente 47.347 articoli tessili risultati non conformi agli standard di sicurezza.
Nelle stesse attività sono stati rinvenuti e sequestrati anche 1.471 giocattoli contraffatti. Oltre all’applicazione delle sanzioni previste, due titolari degli esercizi commerciali sono stati denunciati a piede libero.
La particolare attenzione riservata ai giocattoli e agli articoli tessili deriva dal fatto che si tratta di prodotti destinati al contatto diretto con la persona e, nel caso dei giocattoli, all’utilizzo da parte dei bambini.
L’assenza delle necessarie informazioni sulla composizione, sulla provenienza e sulla tracciabilità dei prodotti può infatti rappresentare un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori, soprattutto quando gli articoli sono destinati ai più piccoli.
Sequestrati anche 29.850 accessori per tabacchi
In un altro esercizio commerciale, i militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato 29.850 prodotti accessori ai tabacchi da fumo. Gli articoli erano detenuti per essere messi in vendita senza la prevista autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Anche in questo caso sono state applicate le misure contemplate dalla normativa. Per gli esercizi commerciali interessati dai controlli sono state inoltre avanzate le previste proposte di sospensione dell’attività .
Complessivamente, sommando i 47.347 articoli tessili, i 1.471 giocattoli contraffatti e i 29.850 accessori per tabacchi, il numero dei prodotti ritirati dal mercato raggiunge quota 78.668.
Tutela dei consumatori e contrasto alla contraffazione
Il ritiro dal mercato dei prodotti non sicuri ha lo scopo di impedire che possano essere venduti beni privi dei requisiti di conformità , tracciabilità e corretta informazione del consumatore.
La mancanza di adeguate garanzie può avere conseguenze sulla salute e sulla sicurezza delle persone, soprattutto nel caso di prodotti da indossare, articoli destinati al contatto diretto con il corpo e oggetti utilizzati dai minori.
La contraffazione, inoltre, non danneggia soltanto i titolari dei marchi. I prodotti contraffatti possono trarre in inganno gli acquirenti sulla provenienza, sulla composizione e sulla qualità dei beni acquistati.
Il fenomeno altera la concorrenza, penalizza le imprese che operano regolarmente e rispettano gli obblighi fiscali e di sicurezza e sottrae risorse all’economia legale, favorendo circuiti commerciali non conformi alle regole.
Scoperti un lavoratore in nero e uno irregolare
Un altro filone dell’operazione ha riguardato il contrasto al lavoro sommerso e la verifica del rispetto delle tutele previste per i dipendenti. Gli accessi ispettivi sono stati effettuati presso quattro attività commerciali. Durante i controlli, i Finanzieri hanno individuato un lavoratore completamente in nero, privo di un regolare contratto di assunzione e delle relative coperture previdenziali e assicurative. È stato inoltre scoperto un secondo lavoratore la cui posizione è risultata irregolare.
Due datori di lavoro sono stati conseguentemente sanzionati. Le contestazioni hanno riguardato anche il pagamento degli stipendi in contanti e mediante strumenti non tracciabili.
Il contrasto al lavoro sommerso serve sia a tutelare i lavoratori, che in assenza di un regolare contratto possono rimanere privi di garanzie previdenziali, assicurative e retributive, sia a impedire forme di concorrenza sleale nei confronti delle imprese rispettose delle norme.
Controllate due sale slot e 36 apparecchiature
I controlli hanno interessato anche il settore del gioco. I Finanzieri hanno verificato due sale slot e complessivamente 36 apparecchiature. Gli accertamenti sono stati finalizzati a controllare il rispetto delle regole di funzionamento, la tracciabilità delle giocate e l’applicazione delle misure previste a tutela dei minori.
L’obiettivo è impedire l’accesso al gioco da parte dei più giovani e assicurare che l’offerta avvenga all’interno di un contesto autorizzato, regolato e sottoposto ai controlli previsti dalla normativa.
Identificate 134 persone e controllati 66 veicoli
Il dispositivo messo in campo nei Castelli Romani e nelle aree dei laghi ha compreso anche controlli su strada.
Nel corso del servizio sono stati fermati e verificati 66 veicoli, mentre le persone identificate sono state complessivamente 134. In alcuni casi sono state applicate sanzioni per violazioni al Codice della strada.
L’intervento ha consentito di rafforzare la presenza visibile delle forze dell’ordine nelle località maggiormente frequentate, con particolare attenzione alle zone turistiche, ai centri commerciali naturali e alle aree di ritrovo di cittadini, famiglie e visitatori.
L’operazione decisa in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza
L’attività rientra nelle linee d’azione della Guardia di Finanza dirette a rafforzare la sicurezza economico-finanziaria del territorio e a tutelare gli interessi della collettività . Prodotti più sicuri, prezzi trasparenti, rapporti di lavoro regolari, corretta concorrenza tra gli operatori economici e maggiore affidabilità del mercato rappresentano i principali obiettivi del piano di controlli. Il dispositivo è stato inoltre sviluppato in attuazione delle decisioni assunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, su indicazione del Prefetto di Roma.
Lo scopo è aumentare la presenza delle forze dell’ordine e innalzare i livelli di sicurezza nelle aree interessate, a beneficio dei cittadini, delle famiglie, dei turisti e degli operatori economici che lavorano nel rispetto delle regole.
Come precisato dalla Guardia di Finanza, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone deferite alla competente Autorità giudiziaria potrà essere definitivamente accertata soltanto qualora intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
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 Daniel Lestini
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